sabato 25 agosto 2012

mentre spendo le ultime ore in aeroporto aspettando il mio ritardatario volo per Auckland, ho fatto una lista di cosa mi aspetto dalla partita di stasera e dalla mia quinta (!) visita all' Eden Park.
Penso la Nuova Zelanda vincera' la partita, almeno di 10 punti, anche se l'Australia si impegnera' per fare meglio, non penso abbia la classe necessaria per battere i kiwi, soprattuto a casa loro. La scellerata scelta di mettere Quade Cooper titolare sara' il punto chiave della partita dei wallabies, verra' fischiato dai tifosi kiwi tutta la partita e soprattutto messo sotto pressione dai calciatori all black. Se l'irritante Quade sapra' reagire alla pressione dirigere la squadra come sa, allora l'Australia avra' una chance, se naufraghera' come fece nella semifinale della coppa del modo l'anno scorso, allora non ci sara' storia. L'Australia avra' il vantaggio di contare su una spina dorsale collaudata, Higginbotham, Genia e Cooper sono compagni di squadra e il loro affiatamento sara' la cosa piu' importante in fasi nevralgiche della partita come le mischie e le touche.
Gli All Blacks scenderanno in campo con due intenzioni, vincere e stravincere. Non c'e' partita che sento no di piu' e tutti i 4 milioni di neozelandesi non vogliono altro che una larga vittoria contro i vicini. Sindrome da fratello minore. E gli All Blacks hanno tutte le caratteristiche per prendere a schiaffi sonori i wallabies, intendiamoci.
Se non piovera', dalla serata mi attendo una lunga camminata verso il tempio del rugby neozelandese. Dal centro si cammina prima in salita verso la K-Road attraverso il campus Universitario, poi la si percorre quasi tutta tra bar affollati e locali di dubbio gusto. Arrivati alla svolta per l'Eden Park prima in discesa e poi di nuovo in salita prima di arrivare allo stadio. In caso di pioggia, invece, metropolitana e fermata di fronte allo stadio. Pioggia o sereno, stasera fara' freddo, spero non ci sia troppo vento, ma non nutro troppe speranze.
L'Eden Park non e' uno di quelli stadi supermoderni con tetto semovibile, sedili riscaldati e "facilities" a ogni angolo. E' uno stadio all'antica, di quelli concepiti quando allo stadio ci si andava per soffrire, un po' come quando ero piccolo e andavo con papa' a seguire il Genoa.
Cantero' l'inno australiano, ma portero' anche la mia bandiera italiana, nel caso qualcuno la vedesse sugli spalti, pensatemi. Ascoltero' l'inno neozelandese in silenzio, e spero accada lo stesso quando canteremo Advance Australia Fair, odio chi fischi gli inni, anche se forse in questo caso saranno verso le mie pessime doti canore. Dell'inno neozelandese mi piace la melodia, ma non sopporto l'ipocrisia della prima stanza in maori, segnata soprattutto da un'aumento del volume quando si passa alla seconda in inglese. Almeno gli australiani non hanno (ancora) riempito il loro inno di frasi in lingua aborigena, forse perche' ce ne sono troppo, o forse perche' non voglio rendersi ridicoli.
La haka, per la quale molti vanno allo stadio, la mal sopporto. Mal sopporto l'imposizione agli avversari di stare a guardarla e a subirla. Mal sopporto il fatto che i formidabili All Blacks siano famosi a molti per una danza di guerra primitiva di un popolo che hanno umiliato e segregato e non per le loro doti di straordinari rugbisti. Altro discorso quando giocano due squadre del pacifico ed eseguono le loro danze di guerra una di fronte all'altra. Ho avuto il privilegio di vedere un caso del genere dal vivo l'anno scorso alla coppa del mondo: Samoa-Fiji.
Ora comunque, crouch, touch, set. Pubblichero' il mio resoconto della partita appena possibile, il tacquino e' gia' pronto!
Scrito da Diego Ghirardi Il 8/25/2012 06:59:00 AM Nessun commento

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