venerdì 12 ottobre 2012

Anche gli all blacks si devono adattare ai tempi moderni.
La presentazione ufficiale del contratto di sponsorizzazione tra NZRU e la compagnia statunitense d'assicurazione AIG è stato l'evento della giornata in Nuova Zelanda ed ha ovviamente fatto il giro del mondo ovale.

Fin ora gli all blacks erano rimasti fedeli alle loro maglie rigorosamente nere e senza sponsor, e anche il logo bianco dell'Adidas era visto come una forzatura. La scritta AIG a dire il vero è ben poco ingombrante, soprattutto se la si confronta con un mondo rugbistico oramai dominato anche a livello di nazionali dagli sponsor sulle maglie e dalle scelte cromatiche discutibili: il viola usato dall'Inghilterra contro l'Argentina mi fa ancora perdere l'appetito, il nero usato ai mondiali dell'anno scorso lo considero ancora un'assurdo affronto.
L'adeguamento all'uso moderno che costringe le federazioni nazionali a ricorrere alla sponsorizzazione per coprire i costi di uno sport sempre più oneroso ha comunque suscitato la prevedibile alzata di ciglia, e non solo, dei kiwi, compreso qualche commento sarcastico. Sacrilegio vendere la sacra maglia nera per 30 denari! 

Richie McCaw e la maglia sponsorizzata - Getty Images
Soprattutto sorprende il pubblico neozelandese che non sia stato scelto un marchio di casa, anche se fatico a pensare ad un marchio globale made in New Zealand e si sia scelta una compagnia d'assicurazione rinominata dal deputato repubblicano Paul Hodes Arrogance, Incompetence and Greed (arroganza, incompetenza ed avidità) durante la crisi economica del 2008 quando fu travolta dagli scandali e poi salvata dallo stato USA con 170 miliardi di dollari, di cui 160 milioni vennero pagati in bonus ai propri dirigenti.

Le ragioni economiche sono sotto gli occhi di tutti, e anche federazioni di nazioni ben più ricche della Nuova Zelanda ricorrono da anni alla sponsorizzazione. In più la NZFU così come l'ARU in Australia mettono sotto contratto tutti i giocatori della nazionale, e se questi accettano un altro contratto rispetto a quello proposto dalla federazione, gli escludono dalla nazionale. Ciò non ha distolto giocatori del calibro di Dan Carter, Sonny Bill Williams o Luke McAlister dall'accettare lucrosi contratti all'estero e dire, temporaneamente o definitivamente addio alla maglia nera. Come ripetuto da molti all blacks, si spera che questo contratto con l'AIG aiuterà la NZRFU a tenere sotto contratto giocatori di alto livello, che comunque non mancano alla nazionale prima al mondo. Ma forse sarà il primo passo per rendere la federazione slegata dall'attuale sistema e permetterà a giocatori sotto contratto di club di giocare in nazionale.

Certo non vedrò di buon occhio quando la prossima sfida tra Australia e Nuova Zelanda sarà rinominata il "sponsor a caso" Qantas Wallabies - AIG All Blacks Test Match, ma alla fine quando l'arbitro fischierà l'inizio del gioco, AIG o meno sulle maglie, la vista di 15 all blacks incuterà sempre timore ad ogni avversario.
Scrito da Diego Ghirardi Il 10/12/2012 07:31:00 PM Nessun commento

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