venerdì 30 novembre 2012

La partita di sabato tra Galles ed Australia metterà di fronte due squadre in cerca di identità e di rivincita.

Il Galles, dopo aver compiuto un grande slam nel sei nazioni ha subito una graduale involuzione, durante il tour downunder ha perso tutti e tre gli incontri, nelle gare precedenti dei test autunnali ha perso inaspettatamente contro Argentina e Samoa e si è arreso per 60 minuti agli all blacks, prima di un buon ritorno nel finale.
Le sconfitte hanno fatto scivolare i dragoni ai bordi dalla top 8 della classifica IRB, se dovessero perdere anche questa partita ne finirebbero fuori e sarebbero così inseriti in terza fascia per il sorteggio della prossima coppa del mondo.
Se il Galles piange, i wallabies non ridono neppure. La squadra di Deans ha perso molte pedine fondamentali lungo la via, nonostante aver battuto il Galles in Giugno, l'Australia ha deluso durante la stagione inaugurale del Rugby Championship, dove, seppur giungendo seconda, non ha espresso sufficientemente gioco.

La gara di domani mette di fronte anche due allenatori al crocevia, se è certo che Gatland non sederà più sulla panchina gallese dalla prossima stagione, dove si dedicherà a tempo pieno ai British and Irish Lions, Deans è costantemente sotto tiro della critica australiana.
Gatland è venuto in soccorso del connazionale durante un lancio promozionale del tour dei Lions, dove ha difeso l'operato e i successi di Deans ed ha addotto le critiche dell'ambiente australiano al fatto che Deans non abbia saputo far vincere i wallabies contro gli all blacks ed ha aggiunto che le critiche sono più severe in quanto Deans è neozelandese.
Tralasciando il complesso da fratello minore e la solita rivalità tra le due nazioni sempre addotta come scusa dai kiwi, bisogna ammettere che Deans ha fatto il possibile date le assenze e gli attriti, ma le critiche al suo operato si concentrano, giustamente, sulla mancanza di identità della squadra e soprattutto sulla scarsa propensione al gioco d'attacco.


Il Galles rivede quasi tutto il pacchetto avanzato, il tallonatore Gethin Jenkins sostituisce Paul James, che è stato richiamato dal suo club, visto che questo test non obbliga le squadre a rilasciare i propri internazionali, altri due cambi per infortuni: il pilone Scott Andrews sostituisce Aaron Jarvis e la seconda linea Ian Evans Bradley Davies toccato durissimo da Andrew Hore ad inizio partita sabato scorso. In terza linea Aaron Shingler, che ha ben figurato contro la Nuova Zelanda, prende il posto di Ryan Jones.

Per l'Australia c'è la buona notizia del rientro dall'infortunio della terza linea fuori David Pocock, uno dei migliori al mondo nella posizione dove Richie McCaw regna. Rispetto alla gara vinta di un soffio contro gli azzurri, gli altri due cambi sono il rientro della seconda linea Kane Douglas al posto dello squalificato Sitaleki Timani e del tallonatore Tatafu Polota-Nau per l'esperto Stephen Moore.
Nathan Sharpe capitanerà ancora i wallabies in quella che sarà la sua 116esima ed ultima partita.

Il pronostico è molto difficile, se il Galles sarà dal primo minuto quello in grado di reagire dal 33-0 che abbiamo visto nel secondo tempo della gara contro gli all blacks, allora si aggiudicherà la vittoria, altrimenti sarà dura per gli uomini di Gatland passare oltre la concretezza dei wallabies.
Australia di 3 punti.

Le formazioni:

Galles

15 Leigh Halfpenny
14 Alex Cuthbert
13 Jonathan Davies
12 Jamie Roberts
11 Liam Williams
10 Rhys Priestland
9 Mike Phillips
8 Toby Faletau
7 Sam Warburton (c)
6 Aaron Shingler
5 Luke Charteris
4 Ian Evans
3 Scott Andrews
2 Matthew Rees
1 Gethin Jenkins

Riserve: 16 Ken Owens, 17 Ryan Bevington, 18 Samson Lee, 19 Ryan Jones, 20 Justin Tipuric, 21 Tavis Knoyle, 22 Dan Biggar, 23 Scott Williams

Australia

15 Berrick Barnes
14 Nick Cummins
13 Adam Ashley-Cooper
12 Ben Tapuai
11 Drew Mitchell
10 Kurtley Beale
9 Nick Phipps
8 Wycliff Palu
7 David Pocock
6 Scott Higginbotham
5 Nathan Sharpe (c)
4 Kane Douglas
3 Ben Alexander
2 Tatafu Polota Nau
1 Benn Robinson

Riserve: 16 Stephen Moore, 17 James Slipper, 18 Sekope Kepu, 19 Dave Dennis, 20 Michael Hooper, 21 Brendan McKibbin, 22 Mike Harris, 23 Digby Ioane
Scrito da Unknown Il 11/30/2012 12:28:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 26 novembre 2012


Quasi un anno fa questa sarebbe potuta essere la finale della coppa del mondo se al 18' del primo tempo della semifinale contro la Francia Sam Warburton no avesse commesso un placcaggio quanto pericoloso tanto stupido, lasciando i suoi in quattordici per tutta la gara e togliendo loro la possibilità di andare a giocarsi la finale contro gli all blacks.
A campi invertiti e con lo stesso arbitro, i gallesi hanno avuto la possibilità di rifarsi, ma hanno preso una lezione di rugby che ricorderanno a lungo.
Prima dell'inizio della gara la regia inquadra il kiwi Gatland immobile ed a labbra serrate durante l'esecuzione dell'inno neozelandese, in patria non saranno felici.
Dopo l'haka gli all blacks si fanno notare subito per il gioco duro, ed il tallonatore Andrew Hore deve ringraziare la sua buona stella che ne l'arbitro ne i suoi assistenti vedono un suo fallacco che mette k.o. Bradley Davies.
Il Galles inizia bene e alla prima occasione decide di andare per l'angolo invece che per i tre punti. Decisione coraggiosa, ma che si rivela infruttuosa, la difesa neozelandese resiste e ruba palla. Al 5' Priestland calcia un'altra punizione verso l'angolino, ma sbaglia la distanza e la palla esce oltre la linea, i neozelandesi ringraziano.
Passata la sfuriata iniziale dei dragoni, i kiwi iniziano a macinare metri e gioco, calmi, precisi ed inarrestabili. Cruden mette a segno tre punizioni tra il 9' e il 23', prima che Julian Savea trovi il buco giusto e metta scompiglio nella difesa gallese, sugli sviluppi dell'attacco Liam Messam va a schiacciare in meta, Cruden trasforma, 0-16 al 25'.
Al 32' Priestland sbaglia un'altro calcio verso l'angolino e vanifica ancora gli sforzi dei suoi, proprio fuori forma gobbetto.
Prima dello scadere i gallesi hanno modo di rivede l'esperienza di quella che sarebbe potuta essere la loro finale di coppa del mondo nel modo peggiore, infatti Tony Woodcock va in meta su touche esattamente nello stesso modo con cui andò in meta durante la finale. Cruden aggiunge i due punti e il primo tempo finisce 0-23.
La ripresa inizia come si è conclusa la prima frazione, dominio neozelandese e scelte discutibili dei gallesi, dopo un piazzato al 2' di gioco, Savea crea ancora lo spazio necessario per una meta, questa volta ad andare a segno è Luke Romano, alla prima meta in un test match.
Finalmente il Galles reagisce e inizia a costruire, il fatto che gli avversari siano in vantaggio di 33 punti a zero, influisce.
Scott Williams riesce a bucare la difesa degli all blacks e va in meta, trasformazione mancata di Halfpenny, e il punteggio è di 5-33. Il pubblico ed i giocatori gallesi prendono ancor più coraggio poco dopo quando il deludente Joubert commina un giallo a Cory Jane per aver volontariamente commesso un in avanti per fermare un contrattacco del Galles, neozelandesi in quattordici per dieci minuti.
Hook finalmente fa il suo ingresso in campo al 28' al posto di Priestland, non si capisce proprio perché Gatland gli abbia preferito quest'ultimo come titolare.
Il Galles continua a spingere sostenuto dal pubblico, al 34' una punizione battuta veloce mette sotto pressine i kiwi che non riescono a liberare ed incassano la meta di Alex Cuthbert, l'ala va a schiacciare nell'angolo destro, Halfpenny sbaglia la trasformazione e il punteggio è di 10-33.
La spinta dei Gallesi prosegue, ma non c'è più tempo e Joubert fischia la fine della gara.
La prossima settimana i Gallesi riceveranno l'altalenante Australia e la Nuova Zelanda andrà a fare visita ad un'Inghilterra in cerca di conferme, aspettiamoci altre due battaglie.
Scrito da Unknown Il 11/26/2012 10:32:00 PM Nessun commento Continua a leggere

domenica 25 novembre 2012

http://www.lemonde.fr/sport/article/2012/11/24/rugby-le-compte-est-bon-pour-le-xv-de-france_1795582_3242.html

33-6 contro l'Australia, 39-22 contro l'Argentina, 22-14 contro Samoa. Samoa da non sottovalutare vista la vittoria contro il Galles.
Philippe Saint-André spera che il lavoro svolto continui cosi per far emergere un gruppo che giocherà il Mondiale in Inghilterra.

Bonne chance les Bleues!


Scrito da Unknown Il 11/25/2012 10:35:00 PM 1 commento Continua a leggere
Chris Robshaw ripenserà alla decisione di far calciare per i 3 punti a due minuti dalla fine, quando la propria squadra era sotto di 4 ed il Sud Africa era chiaramente alle corde. Intervistato alla fine della gara il capitano della rosa ha detto che avrebbe contato di riconquistare il pallone e poi di aggiudicarsi un'altra punizione o un drop. Purtroppo per lui e per i suoi compagni di squadra Lambie ha calciato la ripresa del gioco perfettamente e non ha lasciato tempo agli inglesi di rifarsi sotto, e la sua decisione garantirà ai cronisti di rugby inglesi di arrivare fino al 6 nazioni.
Ma tralasciando la decisione del relativamente giovane capitano inglese, Robshaw ha guidato i suoi per l'undicesima volta, bisogna dare merito alla squadra di Lancaster di aver messo sotto gli springboks nella ripresa e di essere andata vicina alla prima vittoria contro i sudafricani dopo una lunga serie di sconfitte.
Nella pioggia di Twickenham i padroni di casa partono forte e mettono in difficoltà gli ospiti nei primi minuti: Ruan Pienaar, non nella migliore forma oggi, sbaglia un campanile che viene bloccato e sulla conseguente azione l'Inghilterra guadagna un piazzato che Toby Flood sbaglia da posizione favorevole. Poco male perché l'apertura inglese di rifà cinque minuti più tardi nuovamente su piazzato.
La mischia sudafricana soffre più che quella inglese le decisioni di Nigel Owens che punisce ripetutamente Jannie du Plessis invece di Alex Corbisiero, che spinge sempre lateralmente. Al diciassettesimo di gioco, dopo che Lambie e Flood si sono scambiati gli onori sul tabellone ed hanno fissato il risultato sul 6-6, il dottore regala agli spettatori una delle sue proverbiali ramanzine: Owens chiama a se le prime linee ed i capitani e gli sgrida per le mischie ripetute ed i falli, ma questa volta a dire il vero è Owens a gestirla male la mischia e a non vederci chiaro prima della fine del primo tempo vanno ancora alla piazzola Lambie e Flood, il primo realizza, il secondo sbaglia nuovamente da posizione facile. Le squadre vanno agli spogliatoi sul 6-9.
Du Plessis rimane negli spogliatoi, al suo posto Ciliers e la mischia sudafricana non incombe nelle ire di Owens alla prima occasione. Quella che sarà poi l'azione decisiva della partita arriva al primo: prima un rimpallo su un grubber di Pienaar libera Pietersen, poi, sugli sviluppi della touche un 'altro rimpallo consegna la palla nelle mani di Willem Alberts sulla linea di meta, la terza linea non deve far altro che schiacciare per una meta che certo verrà ricordata come una delle più curiose segnate a Twickenham. Lambie trasforma e porta il risultato sul 6-16.
Alla meta segue una delle migliori fasi di gioco sudafricane ed al 9' la loro mischia viene premiata da Owens, che finalmente si accorge di come entri lateralmente Corbusiero.
All'undicesimo nel momento di maggior pressione degli springboks, Tuilagi giustifica la sua intera presenza con un intercetto a pochi metri dalla propria liena di meta, che non solo salva i suoi, ma sposta completamente l'inerzia della gara.
Da questo momento in poi gli springboks, pur rimanendo solidi in difesa e pericolosi al piede, iniziano a perdere lentamente il pallino del gioco a favore di un'Inghilterra che inizia a crederci.
Farrell subentra a Flood e mette a segno due piazzati al 20' ed al 32', la difesa sudafricana ricorre spesso a falli per fermare gli attacchi inglesi e i calci di Pienaar e Lambie non riescono ad alleggerire la pressione, per loro fortuna Zane Kirchner è in forma eccezionale e si dimostra ancora una volta il migliore estremo in circolazione.
L'Inghilterra capitalizza sugli errori sudafricani e guadagna la punizione a due minuti dalla fine che Robshaw chiede a Farrell di calciare tra i pali, se il capitano avesse ascoltato le grida degli spettatori e di alcuni dei suoi compagni di squadra ed avesse deciso di andare per la touche nell'angolino, forse potremmo raccontare della prima vittoria stagionale dell'Inghilterra contro il Sud Africa; invece la gara si conclude con gli springboks davanti di un punto, imbattuti nel tour autunnale e pronti a godersi il meritato riposo prima dell'inizio del Super Rugby.
Scrito da Unknown Il 11/25/2012 10:12:00 PM Nessun commento Continua a leggere
L'Italia va vicina all'impresa contro l'Australia dopo essere stata sotto per 3-22 si ricompatta e schiaccia i wallabies per tutto il secondo tempo ed avrebbe l'occasione per uno storico pareggio a due minuti dalla fine, ma il calcio di Orquera questa volta esce.
L'Italia parte subito bene ed al3' va sul tabellone grazie a una punizione da posizione centrale di Orquera dopo che Minto ha rubato palla in ruck. Purtroppo come spesso accade alla ripresa del gioco gli azzurro pagano pegno e mandano dalla piazzola i wallabies, Barnes da 45 metri non sbaglia e riporta il risultato in pareggio.
Entrambe le mischie provano ad anticiparsi e a prendere il sopravvento, il quasi esordiente van der Merwe fatica a controllare le chiamate ed è spesso costretto a farle ripetere, ma pian piano la prima linea azzurra imbottita di talento inizia a prendere il sopravvento. Un'ostruzione al 14' ferma un possibile attacco italiano e manda ancora Barnes alla piazzola, 3-6 per gli ospiti.
È il momento di maggior pressione dei wallabies che mettono in difficoltà la difesa italiana soprattutto grazie ad Hooper: al 18' meta dei verdeoro con Cummins che va a chiudere un'azione iniziata dal panico della difesa italiana, Barnes non sbaglia la trasformazione, 3-13.
La mischia italiana continua a crescere, ma al 23' l'Italia concede ancora una punizione in posizione favorevole e Barnes allunga il vantaggio australiano a tredici punti, quattro minuti più tardi è Kurtley Beale a subentrargli dalla piazzola e ha mettere altri tre punti sul tabellone.
Al 28' quella che in altre occasioni sarebbe stata la svolta decisiva per l'Italia, Barbieri viene mandato fuori per 10' per aver messo le mani in ruck, Beale trasforma la conseguente punizione e i punti di vantaggio sono ben 19. L'Italia di qualche anno fa sarebbe andata mentalmente negli spogliatoi, ma non questo gruppo maturo ben guidato in campo da Parisse e in panchina dall'omino Bialetti Brunel. Gli azzurri non solo non concedono altri punti in inferiorità numerica, ma vanno anche sul tabellone al 33' cogliendo i frutti di una buona pressione. Il primo tempo si chiude sul 6-22 che premia il solito cinismo australiano.
Non si sa cosa abbia detto ai suoi Brunel nell'intervallo, o cosa non abbia detto Deans, fatto sta che nella ripresa si presentano due squadre completamente trasformate. L'Italia mette subito sotto pressione i wallabies e va in meta dopo solo un minuto con il redento Barbieri in un'azione scaturita da una palla buttata via dagli australiani e ben sfruttata da Orquera. Il mediano d'apertura trasforma il punto addizionale e riporta sotto gli azzurri.
L'effetto mentale della meta è devastante, da questo momento in poi gioca una sola squadra, ed è l'Italia. La pressione azzuarra frutta altri due piazzati per l'apertura italoargentina delle zebre, che non solo è preciso al piede, ma gioca una delle sue migliori gare in maglia azzurra. Il risultato è così di 19-22. Al 14' si infortunia al ginocchio Mirco Bergamasco, così come il mediano di mischia australiano Sheenan si era infortunato nel primo tempo, entrambi lasciano il campo.
Al 25' l'azione che avrebbe potuto cambiare la gara, da posizione ravvicinata Orquera libera con un calcetto perfetto capitan Parisse che non controllo per un soffio, van der Merwe non vede un in avanti involontari australiano ed i wallabies si salvano.
Al 38' i wallabies restano in quattordici per un'espulsione temporanea di Digby Ioane che placca in aria il ricevitore azzurro, l'uomo in più da ancor più coraggio all'Italia nei minuti finali, ma, come detto Orquera manca l'appuntamento con la storia, il suo piazzato da 40 metri esce sulla destra di poco. Similmente a quanto avvenne a Padova nel 2009, ma nonostante le similitudini, questa volta non si può certo additare nulla alla prestazione del toreador.
L'Australia ringrazia lo scampato pericolo e non appena il tempo regolamentare scade, Barnes, infischiandosene della posizione di campo favorevole, spedisce l'ovale in tribuna, in una chiara resa, se pur nella vittoria.
L'Italia esce a testa alta da questa sconfitta, la,reazione nel secondo tempo e il gioco espresso fanno ben sperare per il futuro, l'Australia dopo la sconfitta contro la Francia e la vittoria contro l'Inghilterra tira un sospiro di sollievo, ma da questa vittoria porta a casa più dubbi che conferme.
Scrito da Unknown Il 11/25/2012 04:19:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 23 novembre 2012

Dopo le due vittorie contro Australia ed Argentina les bleus vogliono proseguire la loro striscia positiva contro Samoa in una sfida che può riservare delle sorprese, se infatti i francesi sono prevedibilmente imprevedibili, i samoani sono capaci di cose fantastiche come di amnesie sconcertanti.
Samoa è molto forte fisicamente e gioca un rugby simile a quello argentino, quindi i francesi dovrebbero cercare di adottare lo stesso approccio di gioco della gara di Lille.
Le due squadre si conoscono poco, hanno giocato contro solo due volte e in entrambe le occasioni ha vinto la Francia.

Philippe Saint-André opera tre cambi in vista della gara, forse il più importante è quello che vede Morgan Parra riprendersi la maglia di titolare a discapito di Maxime Machenaud, che ha ben figurato nelle due vittorie precedenti. Una cerniera Parra-Michalak promette scintille, Michalak è stato incaricato di battere i piazzati, ma certamente Parra sarà pronto a subentrarli in caso ne dovesse sbagliare un paio. Gli altri due cambi sono in prima linea, dove Thomas Domingo e Benjamin Kayser prendono il posto rispettivamente di Yannick Forestier e Dimitri Szarzewki.

Alcuni cambi anche per Samoa che tra i backs deve fare a meno dell'estremo Fa'atoina Autagavaia e del  centro Paul Williams, al loro posto Robert Lilomaiava e Jonny Leota, autore della meta finale contro il Galles. Tra gli avanti la seconda linea Daniel Leo lascia il posto a Joe Tekori, con lo spostamento di Filo Paulo a numero 4, Ti'i Paulo prende il posto di tallonatore titolare in prima linea al posto di Ole Avei.

Il pronostico va alla Francia, aspettiamoci comunque tanti punti e una bella gara.

Le formazioni:

Francia:

15 Brice Dulin
14 Wesley Fofana
13 Florian Fritz
12 Maxime Mermoz
11 Vincent Clerc
10 Frédéric Michalak
9 Morgan Parra
8 Louis Picamoles
7 Fulgence Ouedraogo
6 Yannick Nyanga
5 Yoann Maestri
4 Pascal Papé (c)
3 Nicolas Mas
2 Benjamin Kayser
1 Thomas Domingo

Riserve: 16 Dimitri Szarzewski, 17 Yannick Forestier, 18 Vincent Debaty, 19 Jocelino Suta, 20 Damien Chouly, 21 Maxime Machenaud, 22 François Trinh-Duc, 23 Yoann Huget

Samoa:

15 Robert Lilomaiava
14 Paul Perez
13 George Pisi
12 Johnny Leota
11 David Lemi (c)
10 Tusi Pisi
9 Kahn Fotuali'i
8 Tai Tu'ifua
7 Maurie Fa'asavalu
6 Ofisa Treviranus
5 Joe Tekori
4 Filo Paulo
3 Census Johnston
2 Ti'i Paulo
1 Sakaria Taulafo

Riserve: 16 Ole Avei, 17 Viliamu Afatia, 18 James Johnston, 19 Fa'atiga Lemalu, 20 Tivani Fomai, 21 Jeremy Su'a, 22 Ki Anufe, 23 Rupeni Levasa



Scrito da Unknown Il 11/23/2012 06:05:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Dopo la prova positiva, nonostante il calo fisico e mentale del finale, costato carissimo in chiave punteggio finale, l'Italia si presenta alla partite del Franchi con buone prospettive di far bene contro l'Australia. Far bene, sì, ma non facciamoci illusioni, l'Australia, nonostante le assenze e la travagliata gestione Deans è una squadra cinica e molto forte, contro la quale l'Italia non ha mai vinto. La consapevolezza di poter guardere negli occhi ogni avversario maturata con i primi 60 minuti dell'incontro dell'Olimpico metterà gli azzurri nella posizione mentale di affrontare anche i wallabies a viso aperto, e forse avrà la possibilità di avvicinarsi all'impresa come avvenne a Padova nel 2008, dove una meta dell'allora esordiente Cooper consegnò la vittoria all'Australia andando in meta dopo che Orquera sbagliò un piazzato al 67'.
Robbie Deans ha operato una serie di cambi rispetto alla formazione che è uscita vittoriosa da Twickenham, alla domanda se questo per via del minor pericolo rappresentato dall'Italia, Deans ha risposto che: "È proprio il contrario, se guardate chi è subentrato si tratta di tutti giocatori d'esperienza''.
''Drew [Mitchell] è una delle ali con maggior esperienza nella storia del rugby australiano, Stephen Moore è il nostro tallonatore con più presenze, mentre Scott [Higginbotham] era il titolare prima della squalifica".
L'altro cambio effettuato dall'allenatore dei wallabies è Brett Sheehan che prende il posto di Nick Phipps con la maglia numero nove.
Italia - Australia a North Harbour durante la coppa del Mondo 2011 - foto 22metri

Per l'Italia l'omino bialetti ridà fiducia a Robert Barbieri, preferito in terza linea a Simone Favaro e in seconda linea Quintin Geldenhuys prende il posto di Antonio Pavanello. Per il resto niente cambi rispetto ai quindici dell'Olimpico.

Il pronostico è per l'Australia, di 10 punti.

Le formazioni:

Italia:

15 Andrea Masi
14 Giovambattista Venditti
13 Tommaso Benvenuti
12 Alberto Sgarbi
11 Mirco Bergamasco
10 Luciano Orquera
9 Edoardo Gori
8 Sergio Parisse (c)
7 Robert Barbieri
6 Alessandro Zanni
5 Francesco Minto
4 Quintin Geldenhuys
3 Martin Castrogiovanni
2 Leonardo Ghiraldini
1 Andrea Lo Cicero

Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Michele Rizzo, 18 Lorenzo Cittadini, 19 Antonio Pavanello, 20 Simone Favaro, 21 Manoa Vosawai, 22 Tobias Botes, 23 Luke Mclean.

Australia:

15 Berrick Barnes
14 Nick Cummins
13 Adam Ashley-Cooper
12 Ben Tapuai
11 Drew Mitchell
10 Kurtley Beale
9 Brett Sheehan
8 Wycliff Palu
7 Michael Hooper
6 Scott Higginbotham
5 Nathan Sharpe (c)
4 Sitaleki Timani
3 Ben Alexander
2 Stephen Moore
1 Benn Robinson
Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Sekope Kepu, 19 Dave Dennis, 20 Liam Gill, 21 Nick Phipps, 22 Mike Harris, 23 Digby Ioane
Scrito da Unknown Il 11/23/2012 05:27:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Dopo le terribili prove contro Argentina e Samoa, entrambe culminate in sonore sconfitte, al Millenium Stadium arrivano i campioni del mondo e, dopo aver riposato alcuni giocatori contro l'Italia ritornano al gran completo.
Il Galles ha già perso cinque gare consecutive e la gara contro la Nuova Zelanda ha tutta l'aria di essere la sesta, gli all blacks invece sono in fase positiva hanno vinto ben 27 test autunnali consecutivi e sono imbattuti da 19 gare.
Steve Hansen torna al Millenium Stadium dopo quasi dieci hanno dall'aver guidato la nazionale Gallese e la ritrova in un periodo buio, come quando ne era alla guida. Tra gli all balcks tornano diverse delle  stelle del rugby mondiale che i tifosi italiani non hanno visto in azione all'Olimpico la settimana scora: Richie McCaw torna come capitano nell'usuale posizione di terza linea fuori, Israel Dagg parte titolare come estremo, così come  Cory Jane all'ala e Owen Franks pilone. Dan Carter è invece in forse e se non dovesse farcela la maglia numero dieci passerebbe ad Aaron Cruden.
Warren Gatland invece deve fare a meno di Dan Biggar, infortunato, al suo posto gobbetto Rhys Priestland, che quando è subentrato a Biggar durante la gara contro Samoa, non ha entusiasmato. Altra assenza importante quella di George North, al suo posto all'ala Liam Williams, tra i backs anche Ashey Beck non ce la fa ed al suo posto giocherà Jonathon Davies. Sam Warburton torna titolare e capitano al posto di Justin Tipuric, il loro presunto dualismo presentato dalla stampa britannica ha innervosito Gatland, che ha negato ogni possibile rivalità. In seconda linea Luke Charteris prende il posto di Ian Evans e la maglia di pilone passa da Richard Hibbard a Matthew Rees.

Il pronostico non può che non essere per gli all blacks, il Galles rischia di prendere delle sonore sberle da questa squadra, una delle migliori formazioni di sempre.

Le formazioni:

Galles:

15 Leigh Halfpenny
14 Alex Cuthbert
13 Jonathon Davies
12 Jamie Roberts
11 Liam Williams
10 Rhys Priestland
9 Mike Phillips
8 Toby Faletau
7 Sam Warburton (c)
6 Ryan Jones
5 Luke Charteris
4 Bradley Davies
3 Aaron Jarvis
2 Matthew Rees
1 Paul James

Riserve: 16 Ken Owens, 17 Gethin Jenkins, 18 Scott Andrews, 19 Aaron Shingler, 20 Justin Tipuric, 21 Tavis Knoyle, 22 James Hook, 23 Scott Williams

Nuova Zelanda:

15 Israel Dagg
14 Cory Jane
13 Conrad Smith
12 Ma'a Nonu
11 Julian Savea
10 Dan Carter
9 Aaron Smith
8 Kieran Read
7 Richie McCaw (c)
6 Liam Messam
5 Sam Whitelock
4 Luke Romano
3 Owen Franks
2 Andrew Hore
1 Tony Woodcock

Riserve: 16 Dane Coles, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Brodie Retallick, 20 Victor Vito, 21 Piri Weepu, 22 Aaron Cruden, 23 Ben Smith

Scrito da Unknown Il 11/23/2012 05:20:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Dopo le vittorie contro Irlanda e Scozia il Sud Africa si presenta nei migliori dei modi possibili a Twickenham. L'Inghilterra dopo la sbornia contro le isole Figi, mentre i giornalisti dei tabloid ancora esprimevano roboanti pronostici su un futuro luminoso, è stata riportata sulla terra da una piccola Australia martoriata dagli infortuni. Nonostante lo shock acustico-visivo della combinazione inni-magliette porpora i wallabies hanno messo sotto gli inglesi in maniera evidente e fornito così indicazioni agli springbok su come fare lo stesso.
Dotati di una forza fisica schiacciante i sudafricani andranno all'attacco frontale degli inglesi, cercando con loro pacchetto avanzato di mettere in difficoltà gli avanti di Stuart Lancaster, il quale di fronte all'arrivo del temibile avversario ha deciso di effettuare ben sei cambi, in una mossa che, se i suoi uomini non vinceranno consegnerà Lancaster al pasto dei critici.
Uno dei cambi più importanti e meno spiegabili è nel ruolo di mediano di mischia, dove Ben Youngs è stato preferito a Danny Care. Tutti i reparti hanno subito qualche cambio, in prima linea torna dopo l'infortunio il pilone Alex Corbusiero, fare meglio di John Marler non sarà così difficile. La seocnda linea del London Wasp Joe Launchbury farà il suo esordio e si troverà di fronte un altro ventunenne, l'impressionante Eben Etzebeth, uno dei migliori giocatori in circolazione nel suo ruolo, auguri. Tom Wood riconquista un posto da titolare in terza linea assieme a lui torna anche Ben Morgan, una scelta quest'ultima che lascia un po' perplessi date le sue scarse doti di placcatore. Nel reparto arretrato l'estermo degli Harlequins Mike Brown è stato scelto come ala sinistra.

L'allenatore degli springbok Heyneke Meyer si è detto preoccupato per la gara di Twickenham, i suoi giocatori sono reduci da 11 test quest'anno e non ha effettuato cambi tra i quindici titolari rispetto alla partita estremamente fisica giocata e dominata a larghi tratti contro la Scozia.

Arbitrerà il gallese Nigel Owens, aspettiamoci qualche cartellino giallo e qualche ramanzina dal dottore.
Spesso quando una squadra entra in campo con le spalle al muro è in grado di tirare fuori delle belle prestazioni, e all'Inghilterra potrebbe riuscire lo stesso effetto che ha subito la settimana scorsa contro i wallabies, una sconfitta in attesa dell'ultimo test contro la Nuova Zelanda sarebbe decisamente pessima per il morale e farebbe perdere ogni speranza di riagguantare il quarto posto in classifica IRB a discapito della Francia, una vittoria inglese con conseguente sconfitta della Francia darebbe alle due rivali esattamente lo stesso numero di punti, dando all'Inghilterra la, remota, possibilità di aggiudicarsi il quarto posto battendo anche la Nuova Zelanda il primo di dicembre. Ma qui si entra nel fanta-rugby.
Il pronostico è anche in questo caso confermato rispetto ai miei pronostici dell'inizio. Vittoria agli springbok, di dieci punti.

Le formazioni

Inghilterra:

15 Alex Goode
14 Chris Ashton
13 Manu Tuilagi
12 Brad Barritt
11 Mike Brown
10 Toby Flood
9 Ben Youngs
8 Ben Morgan
7 Chris Robshaw (c)
6 Tom Wood
5 Geoff Parling
4 Joe Launchbury
3 Dan Cole
2 Tom Youngs
1 Alex Corbisiero

Riserve: 16 David Paice, 17 Dave Wilson, 18 Mako Vunipola, 19 Mouritz Botha, 20 James Haskell, 21 Danny Care, 22 Owen Farrell, 23 Jonathan Joseph

Sud Africa:

15 Zane Kirchner
14 JP Pietersen
13 Juan de Jongh
12 Jean de Villiers (c)
11 Francois Hougaard
10 Pat Lambie
9 Ruan Pienaar
8 Duane Vermeulen
7 Willem Alberts
6 Francois Louw
5 Juandré Kruger
4 Eben Etzebeth
3 Jannie du Plessis
2 Adriaan Strauss
1 Gurthrö Steenkamp

Riserve: 16 Schalk Brits, 17 Heinke van der Merwe, 18 Pat Cilliers, 19 Flip van der Merwe, 20 Marcell Coetzee, 21 Elton Jantjies, 22 Jaco Taute, 23 Lwazi Mvovo
Scrito da Unknown Il 11/23/2012 02:31:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Dopo la sconfitta contro il Sud Africa nella prima gara della serie autunnale e la vittoria nella partita non riconosciuta come test e quindi irrilevante ai fini della classifica IRB contro Figi, l'Irlanda si scontra contro l'Argentina in una partita fondamentale in chiave coppa del mondo 2015: la vincitrice sarà infatti inclusa nella seconda fascia del sorteggio per i gironi.
Le due squadre si sono incontrate 12 volte e i verdi sono usciti vincitori in sette occasioni, comprese le ultime due partite.
L'allenatore irlandese Declan Kidney è sotto scrutinio dopo aver perso 5 test consecutivi, la peggior serie di sconfitte degli ultimi 14 anni, e per la gara contro i pumas ha operato un solo cambio rispetto alla formazione sconfitta dal Sud Africa: Craig Gilroy, autore di 3 mete contro Figi, prende il posto di Andrew Trimble all'ala sinistra. Ma purtroppo per lui le pesanti assenze di giocatori chiave come il capitano Brian O'Driscoll e la seconda linea Paul O'Connell condizionano le scelte per i quindici da mandare in campo.
Santiago Phelan dal canto suo ha invece operato diversi cambi rispetto alla formazione uscita sconfitta dal pantano di Lille: Juan Martin Hernandez ritorna nella posizione di estremo al posto di Lucas Gonzalez Amorosino, Santiago Fernandez torna in formazione nella posizione a lui consueta di centro esterno, con il conseguente spostamento di Marcelo Bosch a numero 13, all'ala torna Gonzalo Camacho al posto di Horacio Agulla che ha subito un trauma cranico contro la Francia. Anche tra gli avanti un cambio, per via della squalifica subita il pilone Juan Figallo è rientrato al suo club, il Montpellier, e al suo posto esordirà Maximiliano Bustos, anche lui in forza al Montpellier.
Arbitrerà il sudafricano Jaco Peyper.
Il risultato di questa partita è decisamente importante per entrambe le squadre, dopo la vittoria netta in Galles e la sconfitta in Francia, gli Argentini sono chiamati all'ultimo sforzo per completare un'annata decisamente soddisfacente e una vittoria all'Aviva Stadium di Dublino è alla loro portata, soprattutto se sapranno mantenere basso il numero di punizioni contro ed evitare così che il preciso Johnny Sexton metta troppi punti sul tabellone.
L'Irlanda deve trovare la vittoria contro i pumas a tutti i costi e deve stare attenta a non perdere la calma nelle fasi di gioco dove gli avanti argentini sono più temibili, le distrazioni in difesa si pagano infatti a caro prezzo quando i centri e le ali bianc'azzurri hanno spazio. Il giovane Gilroy ha davanti a se l'occasione della vita, all'esordio, infatti, come ha dimostrato Vincent Clerc a Lille la difesa argentina concede anch'essa spazi alle ali veloci e il primatiste di mete per l'Ulster delle ultime due stagioni potrà essere l'arma in più per la formazione verde smeraldo.

Nonostante la sconfitta contro il Sud Africa, confermo il mio pronostico a favore dell'Irlanda, ma con margine minimo.

Le formazioni:

Irlanda:

15 Simon Zebo
14 Tommy Bowe
13 Keith Earls
12 Gordon D'Arcy
11 Craig Gilroy
10 Johnny Sexton
9 Conor Murray
8 Jamie Heaslip (c)
7 Chris Henry
6 Peter O'Mahony
5 Mike McCarthy
4 Donnacha Ryan
3 Mike Ross
2 Richardt Strauss
1 Cian Healy

Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Dave Kilcoyne, 18 Michael Bent, 19 Donncha O'Callaghan, 20 Iain Henderson, 21 Eoin Reddan, 22 Ronan O'Gara, 23 Fergus McFadden

Argentina

15 Juan Martín Hernández
14 Gonzalo Camacho
13 Marcelo Bosch
12 Santiago Fernández
11 Juan Imhoff
10 Nicolás Sánchez
9 Martín Landajo
8 Leonardo Senatore
7 Juan Manuel Leguizamón
6 Juan Martín Fernández Lobbe (c)
5 Julio Farías Cabello
4 Manuel Carizza
3 Maximiliano Bustos
2 Eusebio Guiñazú
1 Marcos Ayerza

Riserve: 16 Agustín Creevy, 17 Nahuel Lobo, 18 Francisco Gómez Kodela, 19 Tomas Vallejos, 20 Tomás Leonardi, 21 Nicolás Vergallo, 22 Gonzalo Tiesi, 23 Manuel Montero
Scrito da Unknown Il 11/23/2012 12:05:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Domani sarà un super sabato di rugby internazionale con partite che si preannunciano molto interessanti, difficile dire quale tra gli incontri in programma risulterà il migliore, sulla carta pregusto una grande battaglia a Twickenham tra il pacchetto inglese e quello sudafricano, un festival di break di ali e centri tra Irlanda ed Argentina, attendo con curiosità il mio derby personale tra Italia ed Australia e penso Francia Samoa sia l'incontro più affascinante. Poche speranze per un Galles in evidente crisi d'identità contro i maestri neozelandesi.
Sarà difficile vedere tutte le partite senza che la mia dolce metà provi a smuovermi con il piglio del miglior arbitro incazzato dalla mia posizione di tre-quarti divano esterno (o centro, a seconda della disposizione dei miei due cani), sarò costretto a distribuirmele su più sere/notti per buona pace della famiglia.
A breve pubblicherò le presentazioni e le formazioni delle gare.


p.s. ho notato che "super saturday" suona meglio, "super sabato" ha un qualcosa di buffo, ma perché doversi vergognare dell'uso della nostra lingua?
Scrito da Unknown Il 11/23/2012 11:05:00 AM Nessun commento Continua a leggere

martedì 20 novembre 2012

Secondo la stampa australiana il talentuoso mediano d’apertura Quade Cooper starebbe per lasciare il rugby union.

Cooper è uno di quei giocatori che o lo si ama o lo si odia, ricco di talento e di ego, capace di vincere quasi da solo una partita come di perderla, geniale a tratti, imbarazzanti in altre circostanze.
Dopo le polemiche suscitate da Cooper con le sue dicchiarazioni contro l'ambiente "tossico" della nazionale  e la conseguente multa di 40 mila dollari e la squalifica di tre gare (in sospenso) inflittagli dalla federazione, ora pare che la ARU, che in Australia gestisce i contratti dei giocatori del Super Rugby, abbia fatto un’offerta a Cooper equivalente ad un invito ad andarsene.

L’ARU ha infatti proposto un nuovo contratto con una sostanziale riduzione di stipendio, tanto da farlo scivolare fuori dai primi 30 giocatori di rugby meglio pagati in Australia, e una serie di incentivi, tipici dei contratti dei giocatori alle prime armi.
Cooper non sarebbe disposto ad accettare questa umiliazione e ha già fatto capire che ha diverse vie davanti.

Paradossalmente le strade di Cooper si potrebbero incrociare con quelle di un altro grande talento uscito dal rugby internazionale, Sonny Bill Williams.
Cooper infatti potrebbe, come il centro ex- all black, trovare posto nella ricca NRL, la lega di rugby a tredici australiana, dove, salary cap permettendo, molte squadre sarebbero ben liete di accoglierlo, non solo per il ritorno pubblicitario.
Oppure Cooper potrebbe decidere di lasciare l’ambiente “tossico” della federazione australiana ed accasarsi all’estero. A 23 anni ha ancora una bella carriera davanti, e sono sicuro i club francesi stanno già cercando il numero di telefono del suo agente.
O addirittura Cooper potrebbe dedicarsi anch’egli, come SBW, al pugilato, se si dovesse dare credito alle foto da lui pubblicate su twitter con Mike Tyson. Fatto sta che il rischio da parte dell’Australia di perdere uno dei migliori talenti del rugby union è grande e pare più che mai concreto.

Io non amo particolarmente il modo di giocare di Cooper, i suoi passetti esitanti prima di partire per una corsa al centro o la sua ostentata ricerca del passaggio da applauso, personale, talvolta a discapito del risultato di squadra, ma perderlo sarebbe un peccato per il movimento. Come sempre sarebbe un peccato vedere un talento andare sprecato, ma soprattutto dispiacerebbe ancor più per il clima da lite da asilo che circonda questa vicenda e questa decisione assurda da parte della ARU di punirlo con un contratto da esordiente, avevano finito le lavagne dietro quali farlo sedere?
Se da un lato ci si può aspettare che un giocatore ventitreenne già campione in Super Rugby e considerato uno dei migliori wallabies si monti la testa e si comporti infantilmente, tale atteggiamento stupido non lo si dovrebbe vedere in una federazione composta da uomini maturi e, sulla carta, in grado di vedere oltre certe dicchiarazioni.

Scrito da Unknown Il 11/20/2012 12:41:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 19 novembre 2012

L'incontro forse migliore del fine settimana, o almeno il primo tempo migliore del fine settimana lo si vede a Lille tra Francia ed Argentina. I francesi dopo la bella prova contro l'Australia calano un po' di intensità e mostrano a tratti una certa vulnerabilità in difesa, ma finiscono con una vittoria netta e larga. Gli argentini, dopo la convincente vittoria in Galles fanno vedere tratti di bel gioco ma anche amnesie preoccupanti.
Il tono della partita lo si vede subito alla prima azione: partono forte i pumas che mettono subito in difficoltà les blues al calcio d'inizio, la reazione francese arriva subito con scambi veloci e passaggi precisi che fruttano una punizione che Michalak trasforma  al 3'.
La fase di gioco successiva vede l'Argentina dominare grazie alla potenza dei propri avanti che macinano metri e permettono ai centri ed alle ali di mettere in seria difficoltà la difesa Francese. Al 5' Marcelo Bosch va a schiacciare sotto i pali sfruttando un buco al centro ed al 9' ed al 13' Sanchez trasforma un piazzato che permette agli ospiti di portarsi sul 3 - 13.
Le sberle subite risvegliano la Francia e soprattutto Vincent Clerc che va per due volte in meta nel giro di due minuti sfruttando la propria velocità ed il buon lavoro dei compagni di squadra, grazie alle trasformazioni del sempre preciso Michalak i galletti sono di nuovo avanti 17 - 13.
Il terreno di gioco dello stadio coperto di Lille inizia cedere sotto i piedi dei trenta in campo ed inizia a somigliare più ad un campo di patate, soprattuto in alcune zone centrali dove si sono giocate più mischie.
Sul terreno pesante la terza linea Nyanga, finalmente tornato nel giro della nazionale, è inarrestabile e rompendo due placcaggi e resistendo al tentativo di placcaggio di altri due difensori va a schiacciare per la terza meta francese con una potenza disarmante. Michalak converte la meta per il 24 - 13 con cui si concluderà il primo tempo. Infatti il mediano d'apertura avrebbe la possibilità di aumentare ancora il vantaggio dei suoi, ma sbaglia un piazzato da quasi centrocampo al 37'.
Dopo un primo tempo così pirotecnico la ripresa presenta quasi ovviamente un calo psichico e fisico di entrambe le squadre e complice un terreno in costante peggioramento le ali ed i centri non riescono a dare più metri e rimangono impantanati in mezzo al campo, dove gli avanti hanno la meglio. La conseguenza è che sul tabellone si alternano solamente i calciatori Sanchez e Michalak, inizia l'argentino al 3' con un piazzato e finisce il francese con  in mezzo drop e piazzati precisi e cinici di entrambi.
Nel finale la Francia cerca a tempo scaduto al quarta meta ma la difesa argentina resiste stoicamente sulla propria linea di meta, e Steve Walsh, svogliato come al solito, invece di andare a rivedere il replay, decide di fischiare la fine della gara.
Una gara che al di la della netta sconfitta conferma paradossalmente l'Argentina come una squadra ostica e compatta ma che soprattutto ci mostra una Francia solida e matura che sarà un osso duro per il prossimo sei nazioni, e con questo Michalak in forma stratosferica, difficilissima da battere.
Scrito da Unknown Il 11/19/2012 11:19:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Mentre gli occhi dei tifosi di rugby erano fissi sui test autunnali giocati in stadi colmi di pubblico e storia, allo Stadio XXV Aprile di Parma le Zebre sono andate vicine all’impresa contro gli imbattuti irlandesi dell’Ulster nel recupero della gara non disputata a Settembre per la morte di Nevin Spence. Solo una meta tecnica e la seguente trasformazione di O'Connor a pochi minuti dallo scadere hanno permesso infatti alla capolista di mantenere la propria imbattibilità in Celtic League, ma le Zebre portano a casa ben più dei due punti bonus conquistati sul campo.

La partita ha visto le Zebre giocare con maturità e solo la debolezza della loro mischia e l’eccessivo numero di falli concessi e di conseguenti piazzati trasformati da Niall O'Connor hanno impedito la vittoria agli uomini di Manghi contro l’Ulster capolista, fortissimo se pur privo di molti internazionali in campo con la formazione verde smeraldo contro Figi.

Ai primi punti messo sul tabellone da O'Connor al 10’ ha subito risposto il mediano di mischia Tito Tebaldi a conferma del periodo di buona forma di cui sta godendo. Altre due piazzati di O’Connor ed uno di Halangahu hanno arrotondato il punteggio del primo tempo sull’8-9.

All’inizio del secondo tempo le Zebre sono passate in vantaggio grazie ad una meta dell’apertura australiana Halangahu e sono andate in meta con il terza linea centro van Schalkwyk per un parziale di 18 -12 prima che gli uomini di Mark Anscombe si riportassero sotto. L’Ulster è infatti andato in meta con Paddy Wallace ed ha approfittato della superiorità numerica ottenuta per un’infrazione di Pratichetti mettendo altri sei punti sul tabellone.

Le Zebre hanno avuto la forza di reagire e nonostante l’inferiorità numerica hanno segnato al 25’ la loro quarta meta, ancora con il sudafricano van Schalkwyk, andato in meta grazie alla spinta della mischia. Mischia che però ha concesso una meta tecnica agli ospiti al 35’ che ha riportato l’Ulster in testa di due punti grazie alla trasformazione di O'Connor, autore di ben 17 punti dei 27 punti degli ospiti. Nei minuti finali le Zebre hanno provato il tutto per tutto ma non sono riuscite a portarsi in zona drop goal o a conquistare una punizione da posizione calciabile e la partita è terminata su un 25 - 27 che se sì lasica l'amaro in bocca, ma che conferma anche i progressi della formazione federale e fa ben sperare per la prossima gara interna contro i Cardiff Blues.

La nuova classifica:
Classifica:
Posto Squadra Punti V N P
1 Ulster 35 8 0 0
2 Scarlets 29 6 0 2
3 Glasgow 27 6 0 2
4 Munster 23 5 0 3
5 Ospreys 23 5 0 3
6 Leinster 22 5 0 3
7 Cardiff 15 3 0 5
8 Connacht 14 3 0 5
9 Treviso 13 3 0 5
10 Edimburgo 13 2 0 6
11 Newport Gwent 9 2 0 6
12 Zebre 3 0 0 8
Scrito da Unknown Il 11/19/2012 11:42:00 AM Nessun commento Continua a leggere

domenica 18 novembre 2012

Un'Italia  volenterosa ben figura contro i campioni del mondo in una partita dove il cuore e la volontà degli azzurri si sono scontrati con la tecnica ed il cinismo degli all blacks. Il risultato finale punisce troppo gli uomini di omino bialetti Brunel e rispecchia in calo fisico e mentale negli ultimi dieci minuti.
Gli azzurri iniziano bene e pressano i neozelandesi per i primi 10 minuti, ma la difesa degli all blacks regge bene e conquista palloni non permettendo agli azzurri di mettere il pallone a terra quando vengono placcati. Al 12' arrivano i primi punti per gli ospiti ad opera del piede dell'apertura Aaron Cruden su piazzato ottenuto per un fuori gioco di Mirco Bergamasco. Quando al 16' arriva la prima meta all black con il capitano Kieran Read che finisce un'azione iniziata dall'ottimo Conrad Smith bucando la difesa italiana al centro la strada si fa in salita e si ha l'impressione che un lungo pomeriggio attenda gli azzurri.
Invece, nonostante un altro piazzato di Cruden al 20', gli azzurri hanno un'ottima fase tra il 20' ed il 25', schiacciano i campioni del mondo sotto i loro pali e vanno in meta grazie a Sgarbi, con la trasformazione di Orquera il punteggio viene fissato sul 7-13. Punteggio sul quale si conclude anche il primo tempo, nonostante uno sforzo di Gori a tempo scaduto faccia sperare per altri punti, ma Bauden Barrett, nella posizione non usuale per lui di estremo salva la meta kiwi.
Gli azzurri escono tra gli applausi del pubblico dell'Olimpico.
Durante la pausa Steve Hansen si fa sentire negli spogliatoi e gli all blacks riprendono il gioco molto più determinati, al 4' sono di nuovo a punti su piazzato del preciso Cruden ed al 9' in meta grazie al monumentale Ma'a Nonu, che ogni volta che ha il pallone in mano riesce a far avanzare i propri. In questo caso la potenza del centro neozelandese è tale che si porta in meta Mirco Bergamasco che gli si aggrappa alla maglia nel tentativo di fermarlo.
Gli azzurri hanno il merito di non arrendersi e si riportano sotto grazie ad Orquera che mette a segno un drop bello ed intelligente. 10-23.
Segue una fase molto confusionaria per via di una serie infinita di cambi per entrambe le squadre, la pessima regia televisiva si perde spesso ad inquadrare giocatori senza palla e nessuna grafica aiuta chi, dall'amata posizione di terza linea divano centro prova a commentare la gara.
Il numero di giocatori nuovi, la stanchezza nelle gambe ed il maggiore cinismo degli all blacks combinano per fare negli ultimi 12 minuti un area di pic nic della zona di meta azzurra, con i neozelandesi in meta al 28' con Cory James, appena entrato in campo, ed al 33' e 35' con l'ala Julian Savea per un punteggio finale di 10 - 42 che riflette perfettamente la differenza tra le due squadre in campo e che punisce giustamente il calo finale dell'Italia, senza togliere ad una prestazione positiva di una formazione nettamente in crescita. La Nuova Zelanda ottiene il risultato che tutti si attendevano ma la ricerca di perfezionismo all black farà riflettere i giocatori su qualche errore di controllo di troppo.
La prossima settimana in arrivo i wallabies a Firenze per l'Italia, mentre la Nuova Zelanda farà visita al Galles al Millenium Stadium di Cardiff, dove hanno già vinto Argentina e Samoa.
Scrito da Unknown Il 11/18/2012 11:16:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Come spesso accade, quando i wallabies sono con le spalle al muro riescono a tirare fuori una vittoria contro pronostico.
La gara di Twickenham inizia nel peggior modo possibile per gli oltre 80 mila spettatori: prima gli inglesi si presentano in campo con una divisa color porpora inguardabile: qualche anno fa ci provò già la Nike con il viola, per poi passare all'oltraggioso nero, adesso che lo sponsor tecnico è la neozelandese Canterbury, non osando riproporre il nero, ha deciso, apparentemente di comune accordo con Stuart Lancaster e la RFU di passare al porpora "regale". L'unico motivo per usare la seconda maglia ed infliggere una tortura visiva agli spettatori (sono passato al bianco e nero non appena è iniziato il gioco) è quello pubblicitario, infatti nell'era delle tv a colori ad alta definizione nessuno avrebbe fatto confusione tra l'oro e verde dell'Australia e il bianco degli inglesi. Il secondo strazio per gli spettatori è venuto dagli inni, eseguiti in maniera inascoltabile da un gruppo di cinque cantanti forse usciti dal solito programma tv idiota che pensano che il pubblico sia lì per sentire un loro concerto invece che per una partita di rugby.
Veniamo alla partita. Bruttina, giocata in maniera altalenante da entrambe le squadre con sprazi di bel gioco soprattutto nel primo tempo ma con tanti errori: di controllo, al piede e tattici e vinta dalla squadra che ha sbagliato meno e che ha usato la testa quando ce n'era bisogno. Nel secondo tempo nel loro migliore periodo gli inglesi hanno infatti inseguito una meta a tutti i costi e rinunciato per ben tre volte a calciare da posizione favorevole tra i pali. Risultato zero punti (come in tutta la seconda frazione di gioco) ed australiani a darsi pacche sulle spalle per lo scampato pericolo.
Ma ripartiamo dal primo minuto di gioco, quando gli inglesi dimostrano di aver guardato la registrazione di Francia - Australia e decidono di calciare un pallone a campanile che mette in difficoltà i ricevitori australiani, fallo e punizione trasformata da Toby Flood, che come il calciatore australiano, Berrick Barnes, sfoggia un paio di baffi degli del miglior attore di film a luci rosse, movember a Twickenham. I wallabies iniziano a giocare e portano avanti il pallone alla mano mettendo in seria difficoltà gli inglesi, ma al 7' Adam Ashley-Cooper commette un in avanti che vanifica gli sforzi dei propri compagni di squadra. Al 12' dopo ripetuti possessi nei 22 inglesi, Barnes porta i suoi sul tabellone con un drop brutto ma efficace.
Flood e Barnes si scambiano gli onori dalla piazzola fino al 34' quando sul 9-6 Nick Phipps si invola sfuggendo ad un paio di passaggi, scarica per Nick Cummins e l'ala dei Western Force va per la prima volta in meta in una gara internazionale. Barnes sbaglia la trasformazione, 9-11.
La reazione inglese non tarda a venire ed al 38' l'arbitro addetto al replay concede una meta a Tuilagi, ben lanciato da un intelligente calcio di Care.
Nella prima metà della ripresa sono i migliori per i wallabies, i calcetti a seguire di Beale e Barnes funzionano e grazie anche alla mischia l'Australia ottiene diversi falli importanti, tra i quali tre punizioni trasformate da Barnes che portano il risultato sul 14 - 20, che sarà poi in risultato finale. Gli inglesi devono fare qualche cambio e forse il più azzeccato è quello che vede Mako Vunipola subentrare in prima linea ad uno scadente Joe Marler.
Come detto, nel loro miglior momento dal 15' al 25', gli inglesi non sanno mantenere la calma e invece di andare a prendersi i meritati punti, cercano di andare a tutti i costi in meta, ma un in avanti vanifica gli sforzi dei porporati.
Al 26' Barnes avrebbe la possibilità di chiudere la gara ma il suo piazzato da quasi metà campo non passa la traversa e i wallabies rimangono a soffrire fino alla fine, complici anche un paio di decisioni sbagliate di Romain Poite e di Nigel Owens, giudice linea per l'occasione.
Alla fine una vittoria inaspettata per l'Australia e l'ennesima settimana di dubbi per gli inglesi che quando sembra abbiano trovato la quadratura del cerchio, devono ancora una volta ripartire da capo. La prossima settimana Australiani a Firenze contro l'Italia ed Sud Africa a Twickenham per gli inglesi, che almeno spero tornino alla loro maglia tradizionale e mettano su un bel mp3 al posto dei cinque peregrini a cui han fatto cantare l'inno.
Scrito da Unknown Il 11/18/2012 08:29:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Dopo l'Argentina esce vincitrice dal Millenium Stadium anche Samoa che batte meritatamente un Galles irriconoscibile rispetto alla squadra che ha dominato l'ultimo 6 Nazioni.
I samoani hanno battuto nettamente i gallesi in quasi ogni fase del gioco, in mischia, che ha dominato la seconda parte del secondo tempo, in touche, dove hanno conquistato due palloni su lancio gallese, in ruck, nel gioco alla mano, nei raddoppi e nel calcio in gioco aperto. I gallesi sono stati più precisi dalla piazzola.
Mentre le corde vocali del pubblico si stavano ancora riprendendo dallo shock per aver cantato l'inno in lingua gallese, il terza linea centro samoano Tai'fua faceva ben capire quello che sarebbe stato il leitmotiv della gara: con un'azione di potenza il numero 8 rompeva quattro placcaggi e si portava a pochi metri dalla linea di meta gallese, palla poi sul lato aperto dove l'estremo Autagavaia andava a schiacciare mentre il pubblico si stava ancora facendo i gargarismi col tantum verde. Trasformazione di Tisi Pisi e 0 -7 al primo.
All'ottavo Tisi Pisi sbagliava un calcio ottenuto per fallo in ruck del neo-capitano gallese Ryan Jones, a conferma di una prima fase di gara a marca samoana.
I gallesi si riassestavano e conquistavano due punizioni che un preciso Leigh Halfpenny, dopo gli errori della settimana scorsa, trasformava e portava i suoi ad un punto di distanza dagli ospiti, che sbagliavano un altro calcio al 29'.
Una serie di placcaggi duri da entrambe le parti faceva diverse vittime, la più importante e forse decisiva per il Galles, al 30' infatti il mediano d'apertura Dan Biggar era costretto ad uscire dopo un colpo alla spalla ed entrava al suo posto il gobbetto Rys Priestland. Se ci fossero stati dubbi sul perché Priestland avesse perso la maglia da titolare, la sua prestazione gli avrebbe fugati subito: spento, senza fantasia ed impreciso al piede.
Mentre Samoa stava ancora pressando i gallesi nei loro 22 metri, una combinazione al limite tra i fratelli Pisi vedeva il centro gallese Beck intercettare un passaggio di Tisi per George ed involarsi in meta con una corsa mozzafiato, senza che l'estremo samoano riuscisse a fermarlo. Bisogna dire a sua parziale scusa che Autagavaia dopo la meta iniziale si sarebbe potuto dedicare a coltivare le violette nei propri 22, visto che i gallesi non si sono fatti vedere dalle sue parti per tutto il primo tempo.
Il primo tempo si concludeva con un piazzato finalmente a segno di Tisi Pisi a tempo scaduto, 13 - 10 immeritato per il Galles.
Alla ripresa del gioco i gallesi si presentavano un po' più concentrati e riuscivano addirittura a portarsi nei 22 samoani al terzo di gioco, anche se per pochi secondi, visto che commettevano un in avanti che restituiva il possesso a Samoa.
Al 6' la seconda meta per gli ospiti con George Pisi che ruba palla in ruck e si invola per 50 metri eludendo i tentativi di placcaggio dei gallesi, la trasformazione usciva a lato e il risultato era così di 13 - 15. Da lì una serie di piazzati di Halfpenny e Tisi Pisi facevano sì che le due squadre si alternassero al comando, sul 19- 21 al 36' Tisi aveva la possibilità di chiudere virtualmente la gara ma, preso da crampi sbagliava miseramente un facile calcio. Poco male perché la stoccata finale sarebbe arrivata da lì a poco, con il subentrato Leota  che arrivava a schiacciare in meta un calcio a seguire, che Halfpenny non riusciva ad annullare con un tentativo disperato. Trasformazione ancora sbagliata da Tisi Pisi e risultato di 19 - 26 al 37' che lasciava una flebile speranza ai gallesi. Ma un fallo in ruck consegnava l'ultimo pallone agli ospiti che, conquistata la touche potevano calciare fuori per iniziare i festeggiamenti.
Alla fine una meritata vittoria per i playmobil e una prestazione terribile per i gallesi, tra i quali è decisamente da rivedere il neo-capitano Ryan Jones. Decisamente insufficiente la sua prestazione, macchiata da falli sciocchi, da un'evidente mancanza di leadership sui propri compagni e da un atteggiamento nei confronti dell'arbitro da censurare: quando al 30' del secondo tempo Pascal Gauzere concedeva una mischia ai samoani ai 5 metri gallesi perché il pallone non avanzava, Jones reagiva infantilmente facendo gesti di disapprovazione, scuotendo la testa ed allontanandosi dall'arbitro. Un capitano di rugby non si comporta così. Punto.
Per il Galles le cattive notizie non finiscono qui, il 24 arriva la Nuova Zelanda, mentre Samoa va a far visita alla Francia, in una gara che si fa più interessante alla luce di questa vittoria.
Scrito da Unknown Il 11/18/2012 10:43:00 AM Nessun commento Continua a leggere

sabato 17 novembre 2012

Degli incontri del week end, Francia - Argentina è, assieme ad Inghilterra - Australia, il più interessante ed il più importante in chiave classifica IRB.
Negli ultimi sette incontri tra le due nazionali si sono alternati i vincitori, ma ovviamente ai francesi pesano ancora le due sconfitte nella coppa del mondo del 2007, quando i pumas gli batterono sia nella fase a gironi sia nell'inutile finale per il terzo posto.
Entrambe le squadre si presentano allo Stade Lille Metropole reduci da convincenti vittorie, i galletti hanno travolto una spenta Australia per 33 - 6, la  loro più ampia vittoria dal 1976, i pumas hanno battuto altrettanto nettamente il Galless a Cardiff per 12 - 26 e sono in gran forma. Decisamente i pumas hanno fatto tesoro dell'esperienza del Rugby Championship ed hanno alzato ancor più il loro già alto livello. La Francia dal canto proprio pare abbia trovato l'ineffabile quadratura del cerchio soprattutto nella fondamentale cerniera  9 - 10, Machenaud - Michalak, con quest'ultimo in forma straordinaria allo Stade de France.
L'unico cambio per i francesi è nella seconda linea, dove Yoann Maestri ritorna dall'infortunio e prende il posto di Jocelino Suta. Per il resto XV confermato.
Sull'Argentina si sono abbattute un paio di tegole. L'assenza più pesante sarà quella di Felipe Contepomi, il centro si è rotto i legamenti del ginocchio e sarà fuori per almeno 4 mesi, al suo posto giocherà il centro del Biarritz Marcelo Bosch. Fuori per infortunio anche Juan Martin Hernandez, al suo posto Lucas Gonzalez Amorosino. Infine l'ala del Bath Horacio Agulla subentra a Gonzalo Camacho.
La difesa dei pumas sarà ancora una volta il loro punto di forza, nonostante l'abbandono di Roncero, la prima linea argentina incute sempre un doveroso timore e lo scontro tra le prime linee promette di essere da annali del rugby da trincea.

Le formazioni

Francia

15 Brice Dulin
14 Wesley Fofana
13 Florian Fritz
12 Maxime Mermoz
11 Vincent Clerc
10 Frederic Michalak
9 Maxime Machenaud
8 Louis Picamoles
7 Fulgence Ouedraogo
6 Yannick Nyanga
5 Yoann Maestri
4 Pascal Pape (c)
3 Nicolas Mas
2 Dimitri Szarzewski
1 Yannick Forestier

Riserve: Benjamin Kayser, Thomas Domingo, Vincent Debaty, Jocelino Suta, Damien Chouly, Morgan Parra, Francois Trinh-Duc, Yoann Huget.

Argentina

15 Lucas Gonzalez Amorosino
14 Horacio Agulla
13 Gonzalo Tiesi
12 Marcelo Bosch
11 Juan Imhoff
10 Nicolas Sanchez
9 Martin Landajo
8 Leonardo Senatore
7 Juan Manuel Leguizamon
6 Juan Martin Fernandez Lobbe (c)
5 Julio Farias Cabello
4 Manuel Carizza
3 Juan Figallo
2 Eusebio Guinazu
1 Marcos Ayerza

Riserve: Agustin Creevy, Nahuel Lobo, Francisco Gomez Kodela, Tomas Vallejos, Tomas De la Vega, Tomas Cubelli, Gonzalo Camacho, Joaquin Tuculet.

Pronostico:
sono in dubbio su chi vincerà questa gara, penso la Francia, date le assenze importanti tra i pumas, ma con margine minimo. Conteranno molto i piazzati e il gioco al piede, fondamentali nei quali entrambe le squadre sono molto forti. L'esplosività delle ali e dei centri di entrambe le formazioni potrà regalarci qualche bella meta.
Francia di 4 punti.
Scrito da Unknown Il 11/17/2012 12:44:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 16 novembre 2012

Dopo la batosta rimediata allo Stade de France, gli incerottati wallabies affrontano i bianchi d’Inghilterra, reduci dalla bella vittoria contro le Figi.

Le premesse sono tutte per una vittoria inglese e anche di larga misura, come avvenne due anni fa, quando gli inglesi si imposero per 35 – 18, ma non bisogna sottovalutare il fatto che quando sono messi con le spalle al muro gli australiani sanno tirare fuori il coniglio dal cappello a cilindro.

L’infortunato centro dei wallabies, Pat McCabe, teme soprattutto i centri inglesi Tuilagi e Barritt, capaci di metter in difficoltà i centri australiani grazie ad una maggiore velocità e forza fisica, ''dalla coppa del mondo dove (Tuilagi) è salito alla ribalta, almeno a mio avviso, è stato una presenza importante per far avanzare l’Inghilterra oltre la linea del pallone, in quanto dispone di una grande abilità di aggiungere fasi di gioco, di attirare difensori ed è un ottimo portatore di palla'' ha detto McCabe. ''Anche Barritt è molto efficace in queste fasi d’attacco, ed è molto forte fisicamente anche in difesa. I due combinano molto bene tra loro e saranno difficili da fermare.'' Ha concluso McCabe.

Il coach dei wallabies Robbie Deans non è preoccupato della forma sia fisica sia mentale dei propri uomini dopo la sconfitta in Francia, ''dobbiamo superare degli ostacoli ardui, non siamo stati certamente perfetti,'' ha detto. ''L’ultima partita è stata decisamente deludente, e non vogliamo cercare scuse.'

Deans ha detto che le domande riguardo al carattere della propria squadra dopo una stagione così dura fanno male: 'non fa piacere a nessuno,'' ha affermato, ''la squadra ha mostrato molto carattere durante la stagione e la mancanza di esso la settimana scorsa non è normale, inscusabile. Dobbiamo capirne le ragioni e porvi rimedio.''

Dal canto proprio Stuart Lancaster deve fare fronte ad uno stato d’animo completamente opposto, la vittoria netta contro le Figi, ha lasciato nei suoi giocatori qualche acciacco dopo i placcaggi molto duri, ma anche la convinzione di essere nuovamente molto competitivi, il ritorno di Chris Ashton, autore di due mete durante la vittoria contro l’Australia due anni fa, di cui una memorabile con una corsa di 90 metri.
Non bisogna scordare quanto sia importante la partita in chiave classifica IRB con il sorteggio per le fasce di coppa del mondo ad inizio dicembre, l’Inghilterra deve riprendersi assolutamente il quarto posto, perso la settimana scorsa a favore della Francia e l’Australia rischia di scivolare ancor più. Una vittoria dei padroni di casa permetterà loro di superare l’Australia di un misero 0.01 o di 0.89 in caso di margine di più di 15 punti. Con la Francia impegnata contro l’Argentina ed il Sud Africa in Scozia, quelli che rischiano di più in questo campo sono proprio gli uomini di Robbie Deans.



Il mio pronostico è per una vittoria inglese, ma con un margine minore di quanto non abbiano inflitto i francesi all’Australia.

Le formazioni:

Inghilterra

15. Alex Goode
14. Chris Ashton
13. Manusamoa Tuilagi
12. Brad Barritt
11. Charlie Sharples
10. Toby Flood
9. Danny Care
8. Thomas Waldrom
7. Chris Robshaw
6. Tom Johnson
5. Geoff Parling
4. Tom Palmer
3. Dan Cole
2. Tom Youngs
1. Joe Marler

Riserve: David Paice, David Wilson, Mako Vunipola, Joe Launchbury , Tom Wood, Ben Youngs, Owen Farrell, Mike Brown.

Australia

15. Berrick Barnes
14. Digby Ioane
13. Adam Ashley-Cooper
12. Ben Tapuai
11. Nick Cummins
10. Kurtley Beale
9. Nick Phipps
8. Wycliff Palu
7. Michael Hooper
6. Dave Dennis
5. Nathan Sharpe (c)
4. Sitaleki Timani
3. Ben Alexander
2. Tatafu Polota-Nau
1. Benn Robinson


Riserve: Stephen Moore, James Slipper, Sekope Kepu, Radike Samo, Liam Gill, Brett Sheehan, Mike Harris, Drew Mitchell.
Scrito da Unknown Il 11/16/2012 04:41:00 PM Nessun commento Continua a leggere
ok, ci siamo, anche se non avrei voluto scrivere della partita Italia-Nuova Zelanda, mi ritrovo a farlo.

Visto che i giornali o i blog italiani danno il loro punto di vista, io mi atterrò a quanto e a come ne parlano le fonti neozelandesi.

Iniziando su come parlano della squadra italiana:

Per il test contro gli All Blacks a Roma Stadio Olimpico di Sabato, l'allenatore dell'Italia ha operato otto cambi rispetto alla squadra che ha battuto Tonga per 28-23 il fine settimana scorso.
L’Italia é uscita sconfitta in tutti i 12 precedenti incontri con gli All Blacks, ma spera che la miglior formazione a disposizione del tecnico sia in grado di fornire resistenza più ostica ai campioni del mondo in carica.
Tommaso Iannone, che ha fatto il suo debutto come ala destra a Brescia la scorsa settimana, lascia il posto a Giovambattista Venditti, mentre Mirco Bergamasco sarà l’ala sinistra al posto di Luke McLean, che si accomoderà in panchina.
Cambio della cerniera, al posto del duo Burton-Botes giocheranno Orquera e Gori, mediano d’apertura e di mischia rispettivamente.
Tra gli avanti quattro cambi: Simone Favaro torna tra i XV titolari al posto di Barbieri come terza linea fuori.
Cambio anche tra le seconde linee con Francesco Minto al posto di Joshua Furno e Antonio Pavanello al posto di Quintin Geldenhuys.
In prima linea torna Martin Castrogiovanni al posto di Lorenzo Cittadini.
La grande sorpresa è Minto, uno degli otto innesti dal Benetton Treviso, che esordirà contro gli All Blacks.
Il tecnico francese dell’Italia ha detto: "Abbiamo voluto misurare il progresso di tutto il gruppo e dare un'occhiata ai giocatori che non abbiamo ancora visto, come Minto, che era infortunato per il nostro tour estivo (in Nord America). Penso che ci possa aiutare a limitare il movimento degli All Blacks, questa è l'idea, ma non è l'unico motivo" (per cui è stato scelto).

Veniamo agli All Blacks.

Nuovo capitano, nuovi giocatori e un nuovo stile di gioco. Si tratta di cambiamenti quasi radicali per la squadra giudata dall’esordiente capitano Kieran Reads, dove l’unico altro titolare superstite della vittoria 22 – 51 contro la Scozia è l'ala Julian Savea.
C'è un consenso diffuso tra i giocatori e gli allenatori sul merito di Reads di portare la fascia di capitano ed il centro Ma'a Nonu si espresso per tutti i suoi compagni: "Penso sarà un grande capitano", ha detto laconico Nonu.
Reads per gli ultimi tre anni è stato un numero 8 di classe mondiale, un leader in campo ed ha già capitanato gli all blacks in assenza del suo buon amico Richie McCaw.
Una folla di circa 70.000 è prevista allo Stadio Olimpico di Roma. Si prevede una certa delusione per l’assenza di McCaw e per la partenza dalla panchina di Daniel Carter, ma l'allenatore Steve Hansen ha spiegato le sue necessità di ruotare i 32 giocatore a disposizione nei primi due impegni del tour autunnale.
Ha anche detto che Carter non sarebbe dovuto nemmeno andare in panchina, se non fosse stato per alcuni infortuni.
Reads ha dicciarato: "Non vedo l'ora di correre in campo in testa al gruppo Sabato. Si tratta di una grande opportunità, un onore enorme e una delle più grandi responsabilità, soprattuttto venendo dopo un giocatore (Richie McCaw), che è a mio parere, è statio il miglior capitano di sempre degli All Blacks. (Richie) mi ha detto che il modo più semplice per guidare al squadra è essere il migliore in campo e credo che lui lo abbia dimostrato ogni settimana, ed è essenzialmente ciò che voglio fare anch’io. Devo prima dimostrare coi fatti più che con le parole la mia leadership, poi i ragazzi seguiranno".

Ora veniamo ad alcune riflessioni personali.

Non bisogna essere cattivi, ma per la Nuova Zelanda questa partita è una di quelle gare dove ci si aspetta solo una vittoria e di larga misura. Ogni altro risultato è incomprensibile. Il fatto che in maglia nera non si presentino alcuni degli idoli del pubblico, non deve assolutamente indurre in tentazione, i quindici titolari sono di un’altro pianeta rispetto all’Italia, con tutto il rispetto per gli uomini capitanati da Parisse.
L’Italia sarà spinta da un gran pubblico e questo è oramai un dato di fatto, il movimento del rugby italiano è all’altezza degli sforzi della nazionale.
Il pronostico è chiaramente per una vittoria della Nuova Zelanda di almeno 15 punti, ma mi auguro di vedere una squadra matura che, rispetto alla prova di San Siro dell’anno scorso cerchi di mettere punti sul tabellone con cinismo, senza cercare quell’inutile meta consolatoria, che sa fa solo tristezza. Se una meta azzurra arriverà, bene, meglio, ma andarla a cercare ostinatamente come avvenne l’anno scorso è una tacita ammissione di inferiorità psicologica. Gli All Blacks devono avere rispetto dell’Italia, e sapere di non dover concedere nulla. Precisione al piede e compostezza in difesa dovranno essere le armi italiane, fantasia, purtroppo, ce n’è poca.

Le formazioni:

Italia

15 Andrea Masi
14 Giovambattista Venditti
13 Tommaso Benvenuti
12 Alberto Sgarbi
11 Mirco Bergamasco
10 Luciano Orquera
9 Edoardo Gori
8 Sergio Parisse (c)
7 Simone Favaro
6 Alessandro Zanni
5 Francesco Minto
4 Antonio Pavanello
3 Martin Castrogiovanni
2 Leonardo Ghiraldini
1 Andrea Lo Cicero

Sostituti: Davide Giazzon, Alberto De Marchi, Lorenzo Cittadini, Quintin Geldenhuys, Mauro Bergamasco, Robert Barbieri, Tobias Botes, Luke McLean

Nuova Zelanda

15 Beauden Barrett
14 Hosea Gear
13 Conrad Smith
12 Ma'a Nonu
11 Julian Savea
10 Aaron Cruden
9 Aaron Smith
8 Kieran Read (c)
7 Sam Cane
6 Liam Messam
5 Brodie Retallick
4 Ali Williams
3 Charlie Faumuina
2 Keven Mealamu
1 Tony Woodcock

Sostituti:

Dane Coles, Wyatt Crockett, Ben Franks, Sam Whitelock, Victor Vito, Tawera Kerr-Barlow, Dan Carter, Cory Jane.

Scrito da Unknown Il 11/16/2012 02:54:00 PM Nessun commento Continua a leggere

domenica 11 novembre 2012

Era dal 2005 che la Francia non batteva l'Australia ed ha approfittato dell'occasione giusta per rifarsi. Gli australiani si sono presentati allo Stade de France con un quindici rimaneggiato e, per colpa delle regole della propria federazione senza uno degli uomini più in forma del Top14, Matt Giteau del Toulone. E sono stati ampiamente puniti da una Francia stranamente cinica e bilanciata, con un Michalak in forma perfetta, due piazzati, tre trasformazioni ed un drop per lui, e una prima line dove Nicolas Mas ha dominato.
Il risultato alla fine premia giustamente i galletti, andati in meta con il tre quarti centro Picamoles al 13' del primo tempo e con l'ala Fofana al 15' del secondo ed ai quali Nigel Owens ha accordato una meta tecnica al 24' per l'ennesimo fallo sulla linea di meta.
Per i wallabies poca gloria, due piazzati nel primo tempo e poi null'altro. La cerniera dei Melbourne Rebels Phipps - Beale si è dimostrata il punto debole dei verde oro con errori di precisione e di esecuzione.
La vittoria frutta un buon bottino alla Francia in chiave classifica IRB e mette ancora una volta in luce le lacune dell'Australia, attesa sabato prossimo a Twickwnham dai bianchi d'Inghilterra, anch'essi alla ricerca di preziosi punti in chiave IRB che decideranno le fascia per il sorteggio dei gironi della prossima coppa del mondo.
Scrito da Unknown Il 11/11/2012 12:08:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Sono stato in dubbio se guardare il risultato di questa partita on line, o aspettare di essere a casa e guardarne la registrazione. Sono infatti in vacanza, e nonostante internet sia disponibile, qui non c'è una TV, stranezze del mondo moderno.
Ma infine ho deciso, proprio perché mi trovo alle isole Figi, di dare un'occhiata al risultato.
È la prima volta che vengo in questo arcipelago meravigliosi, e penso non sarà l'ultima. La gente qui è di una gentilezza ed ospitalità disarmanti, le immersioni sono spettacolari e l'atmosfera rilassante è impagabile.
Penso per i figiani giocare contro la ex potenza coloniale rappresenti un momento molto importante, i ragazzi con cui ne ho parlato ne parlano come di una sfida affascinante e al tempo stesso distante, nel tempo e nelle rivalità moderne. Molto più importante giocare contro Samoa, Tonga, Australia.
Con un mio amico francese abbiamo definito i giocatori di rugby figiani, e del Pacifico in generale, i playmobil. Mentre guardando una qualsiasi nazionale schierata per gl'inni ci si fa un'idea di chi sia chi, guardando i figiani non si riesce a discernere un pilone da l'estremo, una terza linea da un'ala. Fisicamente sono impressionanti, grossi, atletici, veloci, ma tatticamente un disastro, un caos disorganizzato di corse da posizioni impossibili, di giocate alla mano da ogni parte del campo e quasi imbarazzanti in touche e maul. Le partite della Pacific Cup sono un inno all'irrazionalità, al divertimento, alla fantasia. Ma le gare contro squadre dell'emisfero nord o contro le tre grandi del sud possono diventare uno strazio o un'incredibile iperbole di gioco, come lo fu Sud Africa - Tonga alla coppa del mondo 2007. In parole povere, non si può non voler rugbisticamente bene alle pazze nazionali del Pacifico.
Al contrario l'Inghilterra esprime uno dei giochi più noiosi degli ultimi anni, e nonostante alcuni innesti importanti, Lancaster ha ancora molto da fare se vuole presentare una squadra competitiva per la copa del mondo 2015.
Comunque, dopo questo ampio preambolo, sono andato a vedere le cronache della partita, come mi aspettavo, l'Inghilterra ha vinto e ha dominato con ben sette mete, i figiani hanno opposto flebile resistenza ma hanno segnato una meta spettacolare che ha comunque portato il sorriso a Twickwnham.
Il risultato finale di 54 - 12 e le statistiche di possesso palla, 66% a 43% e terreno, 72% a 28%, rendono l'idea di una gara a senso unico che prepara i bianchi ai ben più difficili test a venire contro le tre grandi dell'emisfero sud, che certo opporranno un gioco ben più organizzato ed una resistenza ben più tenace dei simpatici figiani.
Scrito da Unknown Il 11/11/2012 06:45:00 AM Nessun commento Continua a leggere

martedì 6 novembre 2012

L'idea di movember è venuta a un gruppo di cazzoni ben armati di solidarietà un paio di anni fa. Lo scopo è quello dichiarato di raccogliere soldi per la ricerca del cancro alla prostata o di altre opere di beneficenza a carattere prettamente maschile e di potersi permettere di farsi crescere baffi assurdi per un mese, con il permesso (o quasi) di mogli/fidanzate.
Mo = moustache.
Movember è nato in Australia, ma si sta espandendo oltre i confini nazionali, uno dei motivi che lo sta rendendo popolare è anche il rugby, i giocatori australiani hanno iniziato a presentarsi ai test autunnali con baffi decisamente ridicoli ed i giornalisti hanno iniziato a far loro domande, la spiegazione ha reso l'iniziativa famosa anche in Europa, almeno nel mondo ovale, tanto che il logo del Pro12 / celtic league mostra anch'esso un bel paio di baffi!
Io, nel mio piccolo provo a contribuire, almeno finchè la mia dolce metà non mi costringe alla rasatura!
Tutte le donazioni al sito:http://mobro.co/5347549 sono ben accette!
Scrito da Unknown Il 11/06/2012 08:52:00 AM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 2 novembre 2012

Il grande Alessandro Troncon, detentore del record di presenze in nazionale ed ora allenatore dei backs delle Zebre non vuole cercare scuse per la partenza no della squadra federale. Nonostante la fretta con cui sia stata  messa su la squadra ed i numerosi infortuni, Troncon, da vero lottatore, non vuole rifugiarsi in quello che potrebbe essere un facile vittimismo, ma guarda avanti, in un'intervista riportata dal sito del Pro12.

"Abbiamo perso ogni partita, quindi non è un buon segnale in termini di risultati. Ma dobbiamo continuare a lavorare, specialmente in queste occasioni. C'è un proggetto e dobbiamo portarlo avanti."
"La velocità con cui le Zebre sono state messe assieme non è una scusa. Il proggetto è ambizioso e dobbiamo continuare a lavorare sodo per realizzarlo. Dobbiamo comunque ammettere che ci sono circostanze che non aiutano." ha detto Ale "mi riferisco in particolare agli infortuni, dei 40 giocatori ne abbiamo solo 24 disponibili per sabato. Sarebbe bello avere tutti a disposizione."
"È vero che avremmo potuto vincere un paio di gare, ma, mi ripeto, non ci sono scuse. Dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare e non pensare agli infortuni o all'arbitraggio."
Ha poi concluso l'ex mediano di mischia "mi aspetto che si faccia un passo in avanti, specialmente riguardo allo stile di gioco. Stiamo lavorando molto in difesa, ma spero di vedere dei miglioramenti anche in attacco.

Le Zebre sono attese sabato tre da un'altro difficile incontro a Llanelli contro gli Scarlets secondi in classifica.
Scrito da Unknown Il 11/02/2012 09:07:00 AM Nessun commento Continua a leggere
Si è giocata la decima giornata di Top14, vittorie per le squadre di testa ed importante successo nella lotta contro la retrocessione per il Bayonne che batte l'UBB e lo supera in classifica portandosi ad un solo punto dalle parigine e dal Biarritz. Ancora sconfitto il Mont-de-Marsanne.

Grenoble – Biarritz Olympique 34 – 21: l’ala americana Ngwenya segna una meta nel finale per il BO, ma non basta ai baschi, che portano a casa solo un punto bonus. Per il Grenoble continua l’imbattibilità casalinga, grazie alla meta di Vincent Current al 13’del primo tempo e ad un Johnathan Pellissier in gran spolvero: sei piazzati, una trasformazione ed un drop per lui.

SU Agen – ASM Clermont 11 – 18: in una gara dominata dal vento il Clermont porta a casa una vittoria importante grazie a tre mete nel secondo tempo: Sitiveni al 6', Buttin al 16' e Nalaga al 22'.

Aviron Bayonnais – Union Bordeaux-Bègles 22 – 11: si riscatta dopo la batosta di Tolone l’Aviron contro l’UBB, che ha sofferto per due tratti di inferiorità numerica nel primo e nel secondo tempo. L’Aviron si assicura la vittoria grazie alla meta di Spedding al 29’ del secondo tempo. Per gli ospiti meta di Talebulamaijaina al 31’del primo tempo, ma dopo il drop di Sanchez al 3’ del secondo, niente più punti.

Castres Olympique – USAP 38 – 36: con un piazzato da 50 metri a due minuti dalla fine il sudafricano Kockott permette al Castres di battere un Perpignan mai domo e capace di rimontare nel secondo tempo nonostante l’inferiorità numerica per un giallo a Guirado, punito per l’indisciplina della propria squadra. Tre mete per parte, tutte nel primo tempo quelle dei padroni di casa: Andreu al 1', Mach al 27' e Kockott al 39'; per l’USAP: Planté al 17' del primo tempo, Marty al 6’ e Planté al 29' del secondo tempo.

Montpellier Hérault Rugby – Mont-de-Marsan 32 – 16: continua la stagione da dimenticare per lo Stade Montois che concede quattro mete ai padroni di casa sempre in controllo della gara. In meta per il Montpellier Artru al 27' del primo ed al 3' del secondo tempo e doppietta nel giro di un minuto per il centro Nagusa al 15’ ed al 16' del secondo tempo. Consolazione finale per i gialloneri con Bost a tempo scaduto.

Rugby Club Toulonnais – Stade Français 24 – 19: otto piazzati dell’inossidabile Jonny Wilkinson permettono al Toulon di rimanere in vetta alla classifica e di battere uno Stade Français in ripresa che si era portato in vantaggio sul 18 – 19 a dieci minuti dal termine con una meta dell’estremo Bonneval che ha percorso praticamente tutto il campo per andare a schiacciare sotto i pali.

Stade Toulousain – Racing Métro 32 – 13: dopo la sconfitta di Parigi della settimana scorsa i campioni in carica erano sotto scrutinio e contro l’altra compagine parigina hanno dimostrato sul campo il loro valore. Parte meglio il Racing che gioca nel primo tempo contro vento ma va in meta per primo con van der Merwe al 19’. La meta ospite ha l’effetto di svegliare il Toulouse che si riporta immediatamente sotto grazie a due mete nel giro di due minuti, prima McAlister al 21’ poi Huget al 23’. All’inizio del secondo tempo chuide virtualmente i giochi Fickou al 7’, il Racing non reagisce e dopo un piazzato di Descons al 33’, i parigini subiscono la quarta meta ad opera di Clerc.

La classifica:
Posto Squadra Punti V N P
1 Toulon 41 9 0 1
2 Clermont 36 8 0 2
3 Toulouse 34 7 0 3
4 Montpellier 32 7 0 3
5 Castres 28 6 1 3
6 Grenoble 26 6 0 4
7 Perpignan 21 4 0 6
8 Biarritz 20 4 0 6
9 Stade Français 20 4 1 5
10 Racing Métro 92 20 4 0 6
11 Aviron Bayonnais 19 4 0 6
12 Agen 15 3 0 7
13 Union Bordeaux-Bègles 15 3 0 7
14 Mont-de-Marsan 2 0 0 10
Scrito da Unknown Il 11/02/2012 08:44:00 AM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 1 novembre 2012

Il week end del 10 Novembre inizierà la serie di test autunnali di quest'anno. I test autunnali rappresentano forse quanto di meglio il rugby internazionale possa offrire, al di fuori della coppa del mondo. Tutte le nazioni di primo e secondo livello si ritrovano per una serie di gare, dove solitamente le nazionali si scontrano in una sola partita, al contrario di quanto avviene per i test estivi, dove le nazioni dell'emisfero nord disputano una serie di gare contro una nazionale dell'emisfero sud, dove le distanze non permettono facili spostamenti.
I campioni del mondo giocheranno quattro partite in Europa, oltre ad affrontare l'Italia all'Olimpico il 24, giocheranno anche in Scozia, Galles ed Inghilterra. A parte l'ultima gara, dove stanchezza ed infortuni potrebbero essere un fattore, gli all blacks non dovrebbero avere troppi problemi a vincere le altre partite.
I numero due al mondo dell'Australia avranno compito più difficile, infatti al posto della malleabile Scozia, affronteranno i ben più temibili galletti francesi. Tolta la gara con l'Italia che i wallabies non dovrebbero aver problemi a superare, le sfide contro Inghilterra e Galles potranno mettere in difficoltà l'Australia, plagiata da infortuni e decisamente fuori forma. I gallesi hanno un conto aperto con l'Australia e vorranno ben figurare al Millenium Stadium, dopo aver perso tutte e tre le gare giocate in Australia a Giugno. Le sfide Inghilterra - Australia, in ogni sport, sono sempre molto sentite e gli uomini di Lancaster vorranno ben figurare contro i verdeoro.
Del momento di difficoltà degli australiani potrebbe far tesoro il Sud Africa, attualmente a 1.69 punti di distacco dai wallabies in classifica IRB. Gli springbok giocheranno solo tre partite e, a parte l'Inghilterra, dovrebbero avere vita facile contro Scozia ed Irlanda, orfana di Brian O'Driscol.
La sfida a punti IRB più interessante è certamente quella tra Inghilterra e Francia, le due rivali sono separate di un'inezia - 0.05 punti - e l'ottenimento del quarto posto è fondamentale per il sorteggio dei gironi della prossima coppa del mondo e sia i bianchi d'Inghilterra sia i blu di Francia faranno il possibile per accumulare punti, le loro avversarie più deboli, Figi e Samoa rispettivamente, rischiano di uscire da Twickenham e dallo Stade de France con le ossa rotte.
Per quanto riguarda l'Italia, la sfida contro Tonga dovrebbe alzare il morale prima delle difficilissime gare contro Nuova Zelanda ed Australia.
Da notare come l'IRB abbia anche incluso partite tra nazionali di primo e di secondo livello per agevolare il progressivo miglioramento di quest'ultimo.
Unica eccezione "geografica", la nazionale del Portogallo, attualmente numero 26 al mondo, volerà in Uruguay e Cile per affrontare le nazionali locali.

Ecco la serie delle partite, con in grassetto i miei - come al solito fallibilissimi - pronostici:

Settimana 1: 9 - 11 Novembre 2012

Ora localePartitaStadioArbitro

9 Novembre 2012

18:00

Stati Uniti – Russia

Eirias Park, Colwyn Bay, Galles

Leighton Hodges (Galles)

20:00

Canada – Samoa

Eirias Park, Colwyn Bay, Galles

Francisco Pastrana (Argentina)

10 Novembre 2012

15:00

Romania – Giappone

Stadionul National de Rugby, Bucarest

Jaco Peyper (Sud Africa)

15:00

Italia – Tonga

Mario Rigamonti, Brescia

Greg Garner (Inghilterra)

14:30

Inghilterra – Figi

Twickenham, Londra

Glen Jackson (Nuova Zelanda)

14:30

Galles – Argentina

Millennium Stadium, Cardiff

Romain Poite (Francia)

17:30

Irlanda – Sud Africa

Aviva Stadium, Dublin

Wayne Barnes (Inghilterra)

20:45

Francia – Australia

Stade de France, Saint-Denis

Nigel Owens (Galles)

11 Novembre 2012

14:30

Scozia – Nuova Zelanda

Murrayfield, Edimburgo

Jérôme Garcès (Francia)

13:00

Uruguay – Portogallo

Estadio Charrúa, Montevideo

Juan Sylvestre (Argentina)

Settimana 2: 13 – 17 Novembre 2012

Ora localePartitaStadioArbitro

13 Novembre 2012

19:30

Leicester Tigers – Maori All Blacks

Welford Road, Leicester

tbd

19:45

Gloucester – Figi

Kingsholm, Gloucester

tbd

19:45

Newcastle Falcons – Tonga

Kingston Park, Newcastle

tbd

16 Novembre 2012

19:30

Galles – Samoa

Millennium Stadium, Cardiff

Jérôme Garcès (Francia)

17 Novembre 2012

12:05

RFU Championship XV – Maori All Blacks

Castle Park, Doncaster

tbd

15:00

Italia – Nuova Zelanda

Stadio Olimpico, Roma

Alain Rolland (Irlanda)

14:30

Inghilterra – Australia

Twickenham Stadium, Londra

Romain Poite (Francia)

14:30

Scozia – Sud Africa

Murrayfield Stadium, Edimburgo

George Clancy (Irlanda)

17:30

Irlanda Wolfhounds – Figi

Thomond Park, Limerick

Leighton Hodges (Galles)

18:00

Canada – Russia

Eirias Park, Colwyn Bay, Galles

Lourens van der Merwe (Sud Africa)

20:00

Tonga – Stati Uniti

Eirias Park, Colwyn Bay, Galles

Francisco Pastrana (Argentina)

21:00

Francia – Argentina

Grand Stade Lille Métropole, Villeneuve d'Ascq

Steve Walsh (Australia)

15:00

Georgia – Giappone

Dinamo Arena, Tiblisi

Glen Jackson (Nuova Zelanda)

13:00

Cile – Portogallo

Estadio San Carlos de Apoquindo, Santiago, Cile

Joaquín Montes (Uruguay)

Settimana 3: 21 – 25 Novembre 2012

Ora localePartitaStadioArbitro

21 Novembre 2012

tbd

Selezione Basca – Giappone

Estadio Anoeta, San Sebastián

tbd

23 Novembre 2012

19:30

Canada – Maori All Blacks

Oxford University Sports Centre

tbd

24 Novembre 2012

14:00

Irlanda – Argentina

Aviva Stadium, Dublin

Jaco Peyper (Sud Africa)

15:00

Italia – Australia

Artemio Franchi, Firenze

Lourens van der Merwe (Sud Africa)

14:30

Inghilterra – Sud Africa

Twickenham, Londra

Nigel Owens (Galles)

15:00

Scozia – Tonga

Pittodrie Stadium, Aberdeen

Mathieu Raynal (Francia)

18:00

Francia – Samoa

Stade de France, Saint-Denis

John Lacey (Irlanda)

17:15

Galles – Nuova Zelanda

Millennium Stadium, Cardiff

Craig Joubert (Sud Africa)

15:00

Georgia – Figi

Dinamo Arena, Tiblisi

Pascal Gaüzère (Francia)

15:00

Romania – United States

Stadionul National de Rugby, Bucharest

Leighton Hodges (Galles)

25 Novembre 2012

15:00

Barbarian Francesi – Giappone

Stade Océane, Le Havre

Francisco Pastrana (Argentina)

Settimana 4: 1 December 2012

Ora localePartitaStadioArbitro

14:30

Inghilterra – Nuova Zelanda

Twickenham, Londra

George Clancy (Irlanda)

14:30

Galles – Australia

Millennium Stadium, Cardiff

Wayne Barnes (Inghilterra)

Scrito da Unknown Il 11/01/2012 02:23:00 PM Nessun commento Continua a leggere
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