domenica 18 novembre 2012

Un'Italia  volenterosa ben figura contro i campioni del mondo in una partita dove il cuore e la volontà degli azzurri si sono scontrati con la tecnica ed il cinismo degli all blacks. Il risultato finale punisce troppo gli uomini di omino bialetti Brunel e rispecchia in calo fisico e mentale negli ultimi dieci minuti.
Gli azzurri iniziano bene e pressano i neozelandesi per i primi 10 minuti, ma la difesa degli all blacks regge bene e conquista palloni non permettendo agli azzurri di mettere il pallone a terra quando vengono placcati. Al 12' arrivano i primi punti per gli ospiti ad opera del piede dell'apertura Aaron Cruden su piazzato ottenuto per un fuori gioco di Mirco Bergamasco. Quando al 16' arriva la prima meta all black con il capitano Kieran Read che finisce un'azione iniziata dall'ottimo Conrad Smith bucando la difesa italiana al centro la strada si fa in salita e si ha l'impressione che un lungo pomeriggio attenda gli azzurri.
Invece, nonostante un altro piazzato di Cruden al 20', gli azzurri hanno un'ottima fase tra il 20' ed il 25', schiacciano i campioni del mondo sotto i loro pali e vanno in meta grazie a Sgarbi, con la trasformazione di Orquera il punteggio viene fissato sul 7-13. Punteggio sul quale si conclude anche il primo tempo, nonostante uno sforzo di Gori a tempo scaduto faccia sperare per altri punti, ma Bauden Barrett, nella posizione non usuale per lui di estremo salva la meta kiwi.
Gli azzurri escono tra gli applausi del pubblico dell'Olimpico.
Durante la pausa Steve Hansen si fa sentire negli spogliatoi e gli all blacks riprendono il gioco molto più determinati, al 4' sono di nuovo a punti su piazzato del preciso Cruden ed al 9' in meta grazie al monumentale Ma'a Nonu, che ogni volta che ha il pallone in mano riesce a far avanzare i propri. In questo caso la potenza del centro neozelandese è tale che si porta in meta Mirco Bergamasco che gli si aggrappa alla maglia nel tentativo di fermarlo.
Gli azzurri hanno il merito di non arrendersi e si riportano sotto grazie ad Orquera che mette a segno un drop bello ed intelligente. 10-23.
Segue una fase molto confusionaria per via di una serie infinita di cambi per entrambe le squadre, la pessima regia televisiva si perde spesso ad inquadrare giocatori senza palla e nessuna grafica aiuta chi, dall'amata posizione di terza linea divano centro prova a commentare la gara.
Il numero di giocatori nuovi, la stanchezza nelle gambe ed il maggiore cinismo degli all blacks combinano per fare negli ultimi 12 minuti un area di pic nic della zona di meta azzurra, con i neozelandesi in meta al 28' con Cory James, appena entrato in campo, ed al 33' e 35' con l'ala Julian Savea per un punteggio finale di 10 - 42 che riflette perfettamente la differenza tra le due squadre in campo e che punisce giustamente il calo finale dell'Italia, senza togliere ad una prestazione positiva di una formazione nettamente in crescita. La Nuova Zelanda ottiene il risultato che tutti si attendevano ma la ricerca di perfezionismo all black farà riflettere i giocatori su qualche errore di controllo di troppo.
La prossima settimana in arrivo i wallabies a Firenze per l'Italia, mentre la Nuova Zelanda farà visita al Galles al Millenium Stadium di Cardiff, dove hanno già vinto Argentina e Samoa.
Scrito da Diego Ghirardi Il 11/18/2012 11:16:00 PM Nessun commento

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