domenica 10 febbraio 2013

Solo nei minuti finali l'Italia concretizza contro una Scozia cinica e ben organizzata in difesa

Ci sono molti modi per una squadra perde di 24 punti, incassando 4 mete e senza avere molte occasioni per andare punti, ma lo svolgimento della gara del Murrayfield è stato davvero particolare. Le statistiche parlano di un dominio di possesso e di territorio da parte di Parisse e compagni, ma si sa, l'unica statistica che conta è quella scritta sul tabellone dello stadio. E in questa il quindici italiano ha lungamente lasciato a desiderare.
Senza togliere alla partita della Scozia, che ha difeso benissimo, ha sfruttato in velocità ogni occasione ed ha messo pressione sulla linea del vantaggio impedendo ad Orquera di dirigere i suoi, la partita l'ha persa l'Italia, che, al contrario della scorsa settimana contro la Francia, non ha saputo attaccare gli spazi ed aggredire. L'impostazione tattica degli scozzesi è stata perfetta: le loro seconde e terze linee hanno attaccato Orquera, il torero aveva fatto una gran gara contro i galletti, ma non ha la continuità delle migliori aperture, ed è collassato sotto la pressione. Gli errori di Orquera sono stati determinanti nel dare il vantaggio ai padroni di casa, ma sarebbe sbagliato gettare la croce su chi, per ruolo e per caso, si trova al centro delle azioni più clamorose. Il numero dieci italiano non è stato difeso a sufficienza dagli avanti ed i palloni che ha ricevuto da Botes non sono sempre stati puliti.

Nel primo tempo, oltre al piazzato che si è stampato sul palo al quinto, l'Italia non si è resa pericolosa se non nei minuti finali, tanto controllo di palla, ma poche occasioni trasformabili in punti. Dall'altra parte la Scozia si è seduta in difesa, ha chiuso gli spazi per i giocatori italiani ed ha sfruttato i falli e i palloni nel miglior modo possibile.

Ad inizio ripresa, il patatrac. L'omino bialetti si deve essere fatto sentire durante l'intervallo, ma forse gli azzurri erano ancora troppo impegnati a digerirne gli ordini quando si sono fatti infilare su azione da touch in maniera a dir poco imbarazzante. Bravi sì Maitland e Scott, ma la difesa italiana ha lasciato un buco grande come una casa.

Quando poi l'Italia ha avuto la migliore occasione per rifarsi sotto, il passaggio di Orquera a Venditti è stato intercettato in maniera magistrale dall'estremo Hogg, che dopo aver battuto i primi avversari si è involato in meta con una corsa di ottanta metri.

Brunnel ha provato a rimettere in piedi la gara cambiando sia Botes sia Orquera, ma Gori e Burton non hanno potuto far altro che continuare sul registro già avviato della gara, e Botes ha concesso in maniera simile la quarta meta alla Scozia quando Sean Lamont ha intercettato un pallone che il mediano di mischia ha tentennato ad usare ed ha segnato sotto i pali dopo un cavalcata solitaria.

La meta di Zanni a fine gara ha restituito un po' di dignità alla gara azzurra, ma non ha fatto altro che statistica.

La Scozia dopo la sconfitta di Twickenham porta a casa una meritata vittoria e ridimensiona così le speranze dell'Italia.

L'unico aspetto positivo che l'Italia porta a casa dalla trasferta scozzese è l'atteggiamento che si è visto in campo, infatti Parisse e compagni sono andati al Murrayfield per giocare e vincere, non ci sono riusciti perché la squadra loro di fronte ha giocato meglio. Anni fa, gli azzurri sembrava andassero in campo per non perdere, e questo è un fatto, al di la del risultato, molto positivo.
Scrito da Diego Ghirardi Il 2/10/2013 08:23:00 PM Nessun commento

0 comments:

Posta un commento

  • RSS
  • Delicious
  • Digg
  • Facebook
  • Twitter
  • Pagine22metri

Etichette

Archivio blog

Pagine di 22 metri

Pagine di 22 metri
Più informazioni sui campionati locali di: Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Stati Uniti

Il mio blog in Inglese

Il mio blog in Inglese
Alcuni post in inglese

    Stats

    visite

    paperblog