domenica 30 giugno 2013

Serie alla bella dopo la vittoria dei wallabies a Melbourne

Passata, in ogni senso, la sbornia del dopo partita, è il caso di tornare sulla gara e fare qualche commento più approfondito.
Premetto che da dove ero seduto io, dietro i pali nel primo anello, la visione della linea d'attacco era pressoché impossibile, a parte il monitor di servizio, e quindi alcune considerazioni sui probabili fuori gioco lette da altre parti mi sono impossibili. La mi posizione mi ha però permesso di vedere meglio un aspetto del gioco che spesso dalla tribuna centrale da dove guardo le partite all'AAMI Stadium o dalla posizione di tre-quarti divano centro è preclusa: e cioè l'apertura del gioco e la velocità dei mediani nel sfruttare centri e ali. E in questa fase del gioco, a mio parere, l'Australia ha battuto nettamente i Lions.
Genia e, in minor modo, O'Connor, sono stati molto veloci a sfruttare i propri compagni del reparto arretrato nel momento cruciale quando si doveva vincere la partita, cioè a metà del secondo tempo.
Dopo un primo tempo deludente, dove le decisioni di Joubert e i calci piazzati hanno fatto la differenza tra le due squadre, i Lions hanno affrontato la seconda frazione all'inglese, affidandosi al proprio gioco difensivo e cercando di sfruttare gli errori degli avversarsi.
La decisone di Gatland di non attaccare la linea e di non lanciare le proprie ali è stata criminale e, per fortuna, non ha pagato. Non sfruttare North e Bowe è stato il peggior errore possibile che Gatland potesse fare.
Dall'altra parte i wallabies hanno cercato di giocare alla mano per tutta la partita e sono stati solo puniti dalla loro incredibile imprecisione nel controllo palla. Ho contato almeno 6 occasioni in cui O'Connor, Beale, Lealiifano e compagni si sono fatti sfuggire il pallone di mano come fosse una saponetta. Si può argomentare che ciò sia stato frutto della maggior ricerca del gioco alla mano dei wallabies e che quindi con il numero di tentativi la percentuale di errore risulta in un numero assoluto di errori maggiore. Vero, ma comunque l'effetto è stato terribile.
Sulla punizione per l'Australia a dieci dalla fine con soli sei punti di distacco tra le due squadre si è vista la diversa mentalità nord - sud. La decisione di Horwill di andare per la meta è stata, col senno del poi, quella giusta, ma al momento, io avrei optato per i facili 3 punti, c'era ancora tempo da giocare e la difesa dei Lions iniziava a far intravedere pericolose crepe.
Ma la storia da ragione al capitano dei wallabies ed alla precisione di Lealiifano che ha mantenuto i nervi freddi sulla trasformazione nel suo vero e proprio esordio in nazionale, se non si contano i 50 secondi di Brisbane.
O'Connor avrebbe potuto rovinare tutto con il suo calcio in touch a pochi minuti dalla fine, non sapere se il pallone è stato riportato nei 22 o no è inaccettabile a questi livelli. Per fortuna sua la rimessa dei Lions ha ancora una volta lasciato a desiderare, se no tale errore avrebbe offuscato il genio del suo passaggio ad Adam Ashley-Cooper che ha creato la meta oroverde.
Halfpenny sarebbe potuto diventare l'eroe di una generazione se avesse messo dentro il piazzato a tempo scaduto, ma non si può certo incolparlo della sconfitta, così come non si poteva incolpare Beale per il suo errore nel finale di Brisbane. È tutta la squadra che vince o perde una gara, non un calcio.
Ora la sfida finale di Sydney, per ora si è ripetuto il copione di dodici anni fa, da un lato e dall'altro del campo si fanno gli scongiuri. Per i tifosi neutrali il risultato migliore.
Scrito da Diego Ghirardi Il 6/30/2013 11:43:00 AM Nessun commento

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