mercoledì 31 luglio 2013


È difficile cercare di scrivere di una vita straordinaria senza che le parole compongano una storia, qualcosa di lontano ed edificante. Proverò e spero di riuscire a farvi sentire vicino l’uomo dietro la storia.

Vi dirò di Henry Fraser.
Forse qualcuno ricorda il cognome, quello di Will, giocatore dei Saracens: Henry e Will sono fratelli; forse, se quattro anni fa le cose non fossero andate come sono andate, ora sarebbero anche compagni sul campo da rugby.
Partiamo dal 19 Luglio 2009.
Immaginate cosa debba essere fare un tuffo nel mare blu del Portogallo durante una vacanza con gli amici, aprire gli occhi a testa in giù, guardare il fondo del mare, sentire l'acqua entrare nel naso e nelle orecchie, attendere ancora un po' osservando la vita che scorre sotto di noi, e poi riemergere a respirare ed accorgersi sbalorditi di non poter più muovere niente. Niente braccia, gambe, torso; tutto fermo, nessuna risposta all'impulso sempre più forte e disperato di muoversi, di sbracciare, di calciare. Appena quel poco che basta per non affogare, girare leggermente la testa di lato e riuscire a dire “aiuto!”.
Questo è accaduto ad Henry Fraser.
Nessuna azione spericolata, niente droghe o alcool, nessun 'se l'è andata a cercare' con cui alcuni atroci sostenitori del principio di causalità del fato girerebbero pagina, solo l'inebriante sensazione di avere diciassette anni ed essere liberi, spensierati, in vacanza all'estero con i propri amici, i propri compagni di squadra.
Da lì in poi, inizia un quotidiano fatto di operazioni, infezioni, dolore ed angoscia. Angoscia di perdere presente e futuro, angoscia di morire prima fisicamente, poi moralmente. Paura di morire dentro in un corpo inerte, nonostante famiglia ed amici diventino braccia e gambe.
Solo diciassette anni e un colpo che avrebbe atterrato il più grosso dei piloni sudafricani, non Henry.
Henry Fraser inizia a staccare poco a poco i collegamenti con le macchine che lo aiutano a vivere per fare diventare quel vivere una vita, la sua vita.
Dopo mesi, l'uscita dall'ospedale e la conquista di una sedia a rotelle elettrica che gli permette di non essere sempre spinto da ogni parte, la collaborazione con il sito http://www.inattheside.com per scrivere di rugby giovanile, l'organizzare incontri di beneficenza, fino all’emozione più grande, essere l’ospite d’onore all'inaugurazione dell'Allianz Park dei suoi Saracens.
Henry all'inaugurazione dell'Allianz Park - foto blog di Henry Fraser

Henry scende sul campo da rugby ogni settimana insieme a suo fratello. Will, che ha coronato il sogno che era anche suo, lo porta sé, al polso, ogni volta che gioca.
La sua vita è ricca, anche di senso dell'umorismo. Chi vuole stargli vicino deve saper guardare oltre la sua immobilità, all’uomo che non accetta compassione ma chiede e sa accogliere l’amicizia sincera.
Il rugby gli è sempre vicino come una famiglia allargata, generosa e multicolore. Questo gli permette sia di incontrare l'allenatore della nazionale inglese come di conoscere uno strambo italo-australiano che scrive su un blog dall'altra parte del mondo. Un caleidoscopio di legami fatti da una palla ovale, che se non si sa mai dove rotoli, si sa che alla fine finirà sempre nelle mani di un ruvido rugbista che in un modo o nell'altro la saprà controllare e portare in meta, grande o piccola che sia.
Henry travestito da macchinina del gioco del Monopoly - foto blog di Henry Fraser
Questo scritto non è una raccolta fondi per Henry, anche se ne ha bisogno ed invito chi voglia abbracciare quest’uomo, questo ragazzo, a fare una donazione, perché le belle parole e la solidarietà fine a se stessa non comprano le medicine, non pagano i conti degli ospedali e non si mangiano, purtroppo. Stare vicini ad Henry, abbracciarlo, non per senso di pietà ma con l’affetto e l’entusiasmo di chi, leggendo di lui, abbia sentito la voglia di farlo realmente.
Io ringrazio lui. E ringrazio voi se vorrete tendergli una mano.

Scrito da Unknown Il 7/31/2013 09:20:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Ben otto springbok lasceranno la squadra di Pretoria prima dell'inizio della Currie Cup

I giocatori, tutti provenienti dal vivaio hanno prima vestito la maglia dei Blue Bulls in Currie Cup, poi quella dei Bulls in Superugby per poi approdare in nazionale.
Le direzioni che prenderanno i giocatori sono principalmente due Francia e Giappone, a seconda delle aspettative di carriera dei giocatori, le due mete più ambite.
Il nome più importante quello di Morné Steyn, diretto a Parigi, sponda Stade. L'apertura ha giocato più di 100 partite in Superugby ed ha segnato 1467 punti nella competizione dell'emisfero australe, a 29 anni Steyn ha davanti a sé ancora un paio di anni al vertice.
Sull'altra sponda della Senna giocherà la seconda linea Juandre Kruger che giocherà nel Racing.
Il tallonatore Chiliboy Ralepelle, il cui nome di battesimo merita un applauso, ed il mediano di mischia Jano Vermaak saranno in Francia, con la maglia di un altro Stade, quello Toulousain, dove pare Servat abbia definitivamente deciso di appendere le scarpe al fatidico chiodo e, dopo il ritorno di Burges in Australia c'è spazio per un secondo mediano di mischia.
Altro neo acquisto del Top 14, Wynand Olivier. Il centro sarà a Montpellier.
L'estremo Zane Kirchner controtendenza andrà invece a giocare nel Pro12 nel Leinster.
Anche i fratelli Potgieter sono in partenza entrambi per il Giappone: Jacques giocherà per i Fukuoka Sanix Blues prima di accasarsi in Inghilterra, secondo voci ricorrenti in Sud Africa. Il fratello Dewald, criticatissimo per le scelte nel finale della partita contro i Brumbies, giocherà invece nel Yamaha Rugby Club.
L'esodo dal Sud Africa non finisce con le partenze dai Bulls e mette Heyneke Meyer in difficoltà in chiave springbok: Brian Habana ha già indossato la nuova maglia del Toulon, mentre J.P. Pietersen ha firmato un contratto milionario ai Panasonic Wild Knights in Giappone, così come Andries Bekker che finirà la propria carriera ai Kobelco Steelers.
Per fortuna il vivaio sudafricano è molto vasto, ma un colpo del genere mette certo in difficoltà i Bulls.


Scrito da Unknown Il 7/31/2013 02:49:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Dopo la sorpresa Canada, la conferma USA.

Stati Uniti troppo forti per il generoso Sud Africa che riesce comunque a segnare quattro belle mete, ma paga una difesa non impeccabile ed i troppi errori di controllo.
Dall'altra parte una prestazione molto solida delle nordamericane, che hanno dominato la gara dal primo all'ultimo minuto, senza che il risultato sembrasse mai in dubbio.
Dopo che il primo tempo si era concluso sul 20 - 10 grazie a quattro mete degli USA e due del Sud Africa, le sudafricane sono rientrate in campo più determinate e si sono viste alcune crepe nella difesa USA, che hanno portato la terza linea centro
Il buon momento del Sud Africa si è però interrotto per un infortunio apparso purtroppo serio ad una delle proprie giocatrici. Il gioco si è fermato a lungo per permettere i soccorsi, e ciò ha causato una perdita dell'inerzia della gara da parte delle sudafricane.
Gli USA alla ripresa del gioco hanno premuto sull'acceleratore e sono andate per 3 volte in meta grazie ad una maggiore forza fisica ed alla maggior precisione nel controllo palla.
Merito al Sud Africa che sotto 32 - 15 ha continuato a giocare a rugby ed è andato in meta con un'azione personale in velocità.
A tempo praticamente scaduto un piazzato degli USA ed il primo cartellino giallo del torneo, per ripetuti falli, ai danni del Sud Africa.
Anche in questa partita da rivedere la tecnica nei piazzati per entrambe le squadre.
Sabato le statunitensi sfideranno il Canada nella partita che promette il maggior spettacolo, mentre le sudafricane se la vedranno con la voglia di rivincita delle inglesi.
le squadre al termine della gara - screenshot usarugby.org/tv

Scrito da Unknown Il 7/31/2013 12:10:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Fantastica prova del Canada che batte meritatamente l'Inghilterra

Grazie al feed di http://www.usarugby.org/tv/ sono riuscito a seguire la prima partita di Nations Cup in Colorado. Un'ottima gara giocata da entrambe le parti con molta determinazione, velocità ed all'attacco.
La vittoria del Canada è arrivata grazie ad un attacco molto veloce ed aperto e ad una difesa stoica, soprattutto in un periodo di circa venti minuti nel secondo tempo quando l'Inghilterra ha pressato ai 5 metri riuscendo ad andare in meta solo dopo innumerevoli tentativi.
Il primo tempo si è concluso sul 19 - 13 per il Canada grazie ad alcune belle azioni di entrambe le squadre concluse in meta. L'Inghilterra si è subito fatta sotto nel secondo tempo, ma il Canada ha reagito subito alla meta delle bianche con un meta della veloce ala Magali Harvey.
La seconda metà del secondo tempo si è giocata a ridosso dei 5 metri canadesi, la meta è stata negata alle inglesi sia contro la strenua difesa delle nordamericane sia dalle decisioni in più casi dell'arbitro di non punire il Canada con un cartellino giallo per i ripetuti falli compiuti.
Quando finalmente l'Inghilterra è riuscita ad andare in meta sotto i pali e a mettere a segno la trasformazione, il punteggio le ha viste davanti di un solo punto con poco meno di 5 minuti ancora da giocare. Ma le canadesi hanno avuto ancora abbastanza energie residue per portarsi subito in avanti e sono andate ancora in meta con Harvey, la trasformazione non è andata a buon segno, ma i quattro punti di vantaggio sono bastati al Canada per portare a casa una meritata vittoria.
Le squadre al termine della gara - screenshot usarugby.org/tv

Oltre ad una maggiore severità da parte dell'arbitro, fattore determinante per l'Inghilterra, come contro la Nuova Zelanda è stata la preparazione fisica, la tecnica delle inglesi è forse la migliore al mondo, ma quando il gioco si apre le avversarie riescono a trovare troppi spazi.
Per il Canada oltre a Harvey si è fatta notare in positivo la seconda linea Kelly Russell.
Da rivedere per entrambe le formazioni la tecnica nei calci piazzati, troppi sbagli da entrambe le parti.

Le formazioni:
CANADA:
1. Laura Russell
2. Jane Kirby
3. Hilary Leith
4. Latoya Blackwood
5. Maria Samson
6. Megan Gibbs
7. Kelly Russell (Cap)
8. Jacey Murphy
9. Stephanie Bernier
10. Cheryl Phillips
11. Magali Harvey
12. Andrea Burk
13. Arielle Dubissette-Borrice
14. Bianca Farella
15. Elissa Alarie

Riserve: 16. Marie-Pier Pinault-Reid; 17. Claragh Pegg; 18. Kim Donaldson; 19. Tyson Beukeboom; 20. Kayla Mack; 21. Julia Sugawara; 22. Jessica Dovanne; 23. Caitlin (Katie) McNally

ENGLAND:
1. Rochelle Clark
2. Emma Croker
3. Laura Keates
4. Rebecca Essex
5. Rowena Burnfield
6. Sarah Hunter (Cap)
7. Isabelle Noel-Smith
8. Harriet Millar-Mills
9. Fiona Davidson
10. Ceri Large
11. Lydia Thompson
12. Megan Goddard
13. Abi Chamberlain
14. Julie Hope
15. Kay Wilson

Riserve: 16. Mercedes Foy; 17. Claire Purdy; 18. Justine Lucas; 19. Zoe Saynor; 20. Vicky Fleetwood; 21.  Charlotte Keane; 22. Emily Scott; 23. Lauren Cattell

Scrito da Unknown Il 7/31/2013 11:37:00 AM Nessun commento Continua a leggere

martedì 30 luglio 2013

Il sistema alla base del successo del St Kentigern College desta qualche perplessità

Il successo porta a polarizzare le opinioni, chi vince sempre attrae critiche e lodi in egual misura, in Nuova Zelanda nessuna scuola vince più del San Kent, campioni regionali, nazionali e mondiali, imbattuti dal Luglio 2011, con 45 vittorie in 46 incontri. In una nazione pazza per il rugby tale successo attrae rispetto ed ammirazione, ma si levano voci sui metodi utilizzati.
Alcuni ragazzi di Saint Kentingern campioni del mondo - foto: sito della scuola
Ma a quale prezzo arrivano questi successi?
Il college del sobborgo di Auckland di Pakuranga offre strutture all'avanguardia, ha assunto allenatori di grande capacità e va alla ricerca di talenti offrendo generose borse di studio in giro per la Nuova Zelanda.
Il sospetto però è che la scuola, con il suo budget da alcuni stimato tra i 200 e 500 mila dollari NZ, 120 - 300 mila Euro, stia inseguendo il successo ad ogni costo, trascurando i reali fini educativi dei suoi migliori giocatori per concentrarsi solamente sull'aspetto rugbistico.
Molti fanno un parallelo con le università americane, dove il successo sui campi di football o pallacanestro avviene a discapito dell'educazione, e studenti decisamente sotto la media vengono spinti al diploma solo ed esclusivamente per i loro meriti sportivi.
Concentrandosi sulla sua prima squadra, il 1st XV, la scuola trascura anche il resto degli studenti, la seconda squadra infatti langue infondo alla classifica da anni, e si sta creando una spaccatura all'interno degli studenti tra chi è stato iscritto alla scuola da anni ed i nuovi arrivati, percepiti come veri e propri acquisti della sezione sportiva per rimanere in vetta alle classifiche.
Questa corsia preferenziale per gli atleti migliori sta generando malumori sia tra gli studenti di seconda fascia rugbistica sia tra insegnanti e genitori, ma dalla sezione sportiva sono pronti ad affermare che il successo è solo frutto di duro lavoro e programmazione, certo è che sta aumentando la sperequazione tra scuole ricche, come San Kent e quelle più povere.

Scrito da Unknown Il 7/30/2013 02:50:00 PM Nessun commento Continua a leggere
Inizia oggi in Colorado la Nations Cup tra USA, Canada, Sud Africa ed Inghilterra, tra squadre ai vertici della classifica mondiale da me formulata sui criteri del’IRB:

Inghiterra 2 (47.045)
Canada 5 (39.25
USA 6 (38.075)
Sud Africa 9 (37.99)

Mentre secondo scumqueens.com le posizioni occupate sono Inghilterra 2, USA 5, Canada 10 e Sud Africa 12

Favorita del torneo sulla carta è l'Inghilterra, che nonostante le tre sconfitte in Nuova Zelanda, ha la squadra più esperta e tecnicamente preparata, ma che può soffrire come contro le black ferns la velocità delle avversarie, soprattutto della squadra ospitante, gli USA, che si presenta al torneo con molte speranze di far bene e molte giocatrici provenienti dal rugby a 7.
Gli USA stanno costruendo un gruppo di giocatrici affiatato ed atleticamente preparato in vista della prossima coppa del mondo e le buone prove contro la Francia a giugno ne sono testimonianza.
L'altra squadra nord americana è più un cantiere aperto, almeno un paio d'anni indietro rispetto alle statunitensi, con il nuovo allenatore, Francois Ratier, impegnato a costruire un gruppo omogeneo.
L'incognita del torneo è il Sud Africa, che non ha giocato molte partite negli ultimi anni, ma che quando lo hanno fatto sono state in grado si sorprendere avversari sulla carta più quotati.

La condizione atletica sarà un fattore determinante, le previsioni meteo per la settimana sono per giornate calde, alcune delle giocatrici provenienti dal seven potrebbero soffrire le partite da 80 minuti, ma anche, paradossalmente approfittare della stanchezza delle avversarie una volta che il gioco si facesse più aperto verso la fine della partita, come è avvenuto in Nuova Zelanda.
Pronostico difficile, USA.


Le partite del girone si giocheranno all'University of Northern Colorado e verranno trasmesse in streaming on-line da USA Rugby TV tra parentesi l'orario in Italia

30 Luglio

Canada – Inghilterra 16:00 (0:00 31/7)
USA – Sud Africa 18:00 (2:00 31/7)

3 Agosto

Inghilterra – Sud Africa (0:00 4/8)
USA – Canada 18:00 (2:00 4/8)

7 Agosto

Canada – Sud Africa (0:00 8/8)
USA – Inghilterra 18:00 (2:00 8/8)

Le finali per il terzo e primo posto si giocheranno il 10 Agosto all'Inifnity Park di Glendale (Denver) e saranno trasmesse in streaming dal sito dell'Infinity Park

Per approfondire vi consiglio:
la presentazione del torneo sul sito scrumhalfconnection.com (inglese)
la presentazione del torneo sul sito scrumqueens.com (inglese)
Scrito da Unknown Il 7/30/2013 12:46:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Nel 2014 la Francia sarà in Australia per il tour estivo

Sono anche state annunciate le tre date degli incontri, nelle stesse sedi, e nello stesso ordine con cui i wallabies hanno ospitato i Lions: Brisbane il 7 Giugno, Melbourne il 14 e Sydney il 21.
L'ultimo tour dei galletti downunder, nel 2008, si concluse in maniera poco decorosa con una pesante sconfitta per 40 a 10 a Brisbane, dopo un'altra sconfitta a Sydney per 34 a 13, ma la nazionale che l'allora allenatore Marc Lièvremont portò in Australia era ampiamente rimaneggiata e non comprendeva molte dei migliori giocatori impegnati nelle finali del Top14.
Molto probabilmente si ripeterà un caso simile, con la finale del Top14 il 31 Maggio, sarà difficile vedere i giocatori delle due finaliste almeno nella prima uscita il 7 Giugno.

Scrito da Unknown Il 7/30/2013 08:51:00 AM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 29 luglio 2013

Sabato prossimo ad Hamilton sarà il sudafricano a dirigere la finale di Superugby tra Chiefs e Brumbies

Dopo la vittoria di Pretoria i Brumbies ritrovano ancora Craig Joubert per la finale.
Gasparri non mi è piaciuto molto durante le semifinale, mi apparso troppo severo con i Bulls in alcune occasioni, quasi si sentisse in imbarazzo per arbitrare dei connazionali. In campo per lui neutro forse non si vedrà questo atteggiamento.
Craig Joubert - foto PA
Il trentacinquenne sudafricano è alla sua seconda finale da arbitro in Superugby, dopo essere stato in carica anche della partita tra Bulls e Stormers nel 2010, l'anno precedente aveva assistito Jonathan Kaplan nella vittoria dei Bulls sui Chiefs. Tra i suoi risultati anche il più prestigioso è certamente la direzione della finale della coppa del mondo del 2011 tra all blacks e les blues.
Scrito da Unknown Il 7/29/2013 04:39:00 PM Nessun commento Continua a leggere

La situazione rischia di degenerare un po'  in tutto il mondo ovale con il rinnovo dei contratti televisivi

Tutti vogliono di più, diritti televisivi, mercati, partite, derby, competizioni mondiali per club e chi più ne ha più ne metta. Mia moglie non segue il rugby e mi ha domandato già più di una volta, "ma ci sono partite ogni fine settimana?" La risposta è chiaramente, sì. Con il corollario, anche i negozi sono aperti ogni fine settimana, cara.
Cercare di rilassare il calendario e concedere, un po' di tregua ai giocatori, deve essere l'obiettivo principale di questa nuova fase di rinegoziazione che si sta aprendo un po' in tutto il mondo.
Più rugby non significa automaticamente migliori partite e ciò non significa più spettatori e più soldi, e soprattutto non significa più passione per lo sport. Forse mia moglie ha ragione, partite se ne giocano troppe, tutti i fine settimana, tra una nazione e l'altra, tra un campionato e l'altro, tutti a competere per una fetta di diritti televisivi e di audience. Ma per realizzare ciò c'è anche bisogno di qualità, non solo di quantità, di questa, francamente, ce n'è già abbastanza.

In Europa il futuro di Heineken Cup e Challenge Cup è minacciato da inglesi e francesi che non vedono di buon occhio l'esagerato numero di squadre di Celtic League che accedono all'Heineken Cup e vorrebbero un ridimensionamento. La situazione non è semplice, perché la disomogeneità della competizione celtica rischia di lasciare a casa qualche nazione e ciò non piace ad alcuni, soprattutto a chi rischierebbe di rimanere fuori.
A ciò si aggiunte l'elemento destabilizzante Boudjellal che vorrebbe per il suo Toulon una ribalta mondiale, che veda i campioni d'Europa sfidare i campioni del Superugby, proposta che ha subito trovato l'ERC e l'IRB contrarie, le domande su quando, come e dove organizzare un tale incontro sono ancora troppe.
Il futuro del Superugby è comunque poco chiaro, la farsa della retrocessione/promozione inaugurata dalla SARU si sta dimostrando per quello che è. I Lions, estromessi per far entrare in Superugby i Kings, sono stati costretti ad inventarsi una stagione in parallelo al Superugby, hanno vinto la prima delle due partite e sono in pole per il prossimo anno, il problema si sposterà geograficamente, ma rimarrà nella sostanza.
Dai fantomatici piani di allargamento della competizione alle Americhe ed all'Asia, si parla ora addirittura di scissione in seno alla SANZAR, con australiani e neozelandesi stufi delle bizze dei colleghi del Sud Africa e pronti ad organizzare un campionato a 10 che veda più derby e tutte le partite in orari più appetibili alle TV locali.
Ciò lascerebbe ai sudafricani 6 squadre e il dilemma del ritorno ad avere solo una competizione nazionale, la prestigiosa Currie Cup, o aprire ad altre nazioni come l'Argentina che ha già mandato una formazione in Vodacom Cup.
Tornando in Europa, il futuro della partecipazione delle squadre italiane in Celtic è incerto, con un accordo non ancora in grado di garantire, soprattutto a Treviso, di pianificare oltre il 2014. Per tacere del campionato di Eccellenza a 11 che al massimo mostra "eccellenza" nella disorganizzazione.

Le varie dispute si devono necessariamente risolvere ben prima del 2015, anno dei mondiali, che si andranno ad inserire in una situazione di per sé già complicata, le federazioni nazionali non vorranno avere a che fare con campionati zoppi o distorti che potrebbero rischiare la preparazione ad un evento importantissimo e la corda che tutti stanno tirando da ogni parte rischierà, proverbialmente di spezzarsi.

Io sono un sostenitore dei campionati transnazionali, il Superugby è eccellente, l'Heineken Cup è una competizione meravigliosa, il fatto che Treviso sia in Celtic mi pare ottimo, sono un po' più scettico sulla squadra federale a dire il vero, ma lasciamo stare. La strada non è semplice e, soprattutto per il Superugby gli aspetti negativi, politica sudafricana a parte, sono evidenti: fusi orari, lunghe trasferte e scarso interesse per le partite contro le squadre più deboli delle altre nazioni.
Scrito da Unknown Il 7/29/2013 03:42:00 PM Nessun commento Continua a leggere

In attesa dei Chiefs, Steve Hansen convoca i trenta giocatori per uno stage di due giorni.

Mercoledì 31 Luglio e Giovedì 1 Agosto gli all blacks si ritroveranno ad Auckland in vista della preparazione al Rugby Champioship, la squadra verrà poi confermata Domenica 4 prima del raduno del 9 a Wellington, in vista della prima gara del torneo il 17 a Sydney.
 All blacks in allenamento - foto Phil Walter/Getty Images
Tra i convocati, un terzo sono Crusaders, e nonostante ciò, a mio parere Ellis, Taylor, Marshall e Guildford mancano alla lista. Mi fa piacere come Matt Todd sia stato convocato, vestire la maglia di Richie McCaw non dev'essere una responsibilità da poco, ma lui l'ha fatto molto bene.
Tra i backs c'è Ma'a Nonu, il cui futuro con la NZRU è incerto, ma al quale evidentemente Hansen vuole dare fiducia. Esperienza anche in avanti, con il trentaquattrenni Keven Mealamu ed Andrew Hore tra i piloni.
I fratelli Franks si contenderanno il posto tra i piloni al recordman Tony Woodcock, con il più giovane, Owen, favorito su Frank.
Unico della famiglia Whitelock ad essere presente è la seconda linea Samuel.
Con la conclusione del Superugby si aggiungeranno i giocatori dei Chiefs, aspettiamocene molti, soprattutto nel reparto arretrato.

Ecco i nomi:

Avanti

Tallonatori: Dane Coles, Andrew Hore e Keven Mealamu.

Piloni: Wyatt Crockett, Charlie Faumuina, Ben Franks, Owen Franks eTony Woodcock.

Seconde linee: Luke Romano, Jeremy Thrush e Samuel Whitelock.

Terze linee: Steven Luatua, Richie McCaw, Kieran Read, Brad Shields, Matt Todd e Victor Vito.

Backs

Mediani di Mischia: TJ Perenara, Aaron Smith and Piri Weepu.

Mediani d'apertura: Beauden Barrett e Daniel Carter.

Centri: Ma'a Nonu, Rene Ranger, Francis Saili e Conrad Smith.

Ali ed estremi: Israel Dagg, Charles Piutau, Julian Savea e Ben Smith.
Scrito da Unknown Il 7/29/2013 12:09:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 26 luglio 2013

Dopo infortuni ed infezioni Schalk Burger su prepara al rientro dopo più di un anno

Una delle seconde linee più impressionanti degli ultimi anni, capace di giocare come se il corpo che muove non sia il suo, Schalk Burger torna ad alleanrsi con la propria squadra di Currie Cup, la Western Province.
Burger in azione - foto   David Rogers/Getty Images
I guai di Burger sono iniziati l'anno scorso durante la prima partita di Superugby 2012 quando si è infortunato al ginocchio. Da lì sono passati un'infortunio al polpaccio, un'operazione per rimuovere una ciste dalla spina dorsale e una meningite di origine batterica contratta in ospedale.
Una data per il suo rientro non è ancora stata fissata, ma il trentenne di Port Elizabeth, che ha vestito 68 volte la maglia degli springbok ed ha vinto con essa la coppa del mondo nel 2007.
Duro nei placcaggi, sempre ai limiti del regolamento, Burger è un giocatore che tutti preferirebbero avere tra i propri quindici piuttosto che contro, non dovendo scendere in campo, non vedo l'ora di rivederlo in azione.
Scrito da Unknown Il 7/26/2013 01:48:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Il keniano in forza ai Kings ha firmato con gli Indianapolis Colts

Fisicamente possente, 1.96m e 117kg, il ventitreenneAdongo ha giocato come terza linea in Sud Africa e Nuova Zelanda. La tecnica un po' grezza gli ha impedito di sfondatre, la sua carriera era ad un punto morto e la decisione di andare a cercare fortuna con un'altro modo di giocare la palla ovale è comprensibile.
Adongo è stato messo sotto contratto come outside linebacker dai Colts.
Daniel Adongo ha iniziato la sua carriera di rugbista in Kenya ed è subito stato notato in Sud Africa, dove ha trascorso alcuni anni a Durban agli Sharks.
Il suo esordio in Vodacom Cup avvenne a ventun anni contro i Blue Bulls con la maglia dei Nathal Sharks, in dieci partite segno 3 mete durante la stagione.
L'anno successivo passò proprio ai Blue Bulls sempre in Vodacom Cup, ma a metà della stagione il suo contratto venne sciolto di comune accordo e Adongo passò in Nuova Zelanda per giocare l'ITM Cup con Counties Manukau, dove vinse il championship.
Adongo firma con i Colts - foto Indianapolis Colts
Adongo ha iniziato questa stagione con i Kings in Superugby, ma non ha trovato molto spazio ed ha giocato diverse gare in Vodacom Cup, l'avventura americana inizierà per lui a breve, auguri. 
Scrito da Unknown Il 7/26/2013 12:07:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Come ampiamente previsto McKenzie richiama il suo pupillo in nazionale

Nonostante le sue prove a Sydney Christchurch siano state tutt'altro che da incorniciare, Cooper torna in nazionale dopo quasi un anno dallla sua ultima apparizione e dopo aver definito l'ambiente della nazionale tossico e nocivo alla propria carriera.
Barabba McKenzie ha annunciato i suoi quaranta wallabies che inizieranno la preparazione per il Rugby Championship, la rosa verrà ridotta a 30 prima dell'inizio del torneo, a Sydney il 17 Augosto contro gli All Blacks.
Cooper durante la coppa del mondo 2011  - foto Sandra Mu/Getty Images
Oltre al ritorno dell'apertura dei Reds ci sono da segnalare ben dieci nuove convocazioni: Peter Betham (ala/estremo - Waratahs), Chris Feauai-Sautia (ala - Reds), Scott Fardy (seconda linea - Brumbies), Bernard Foley (apertura/estremo - Waratahs), Tevita Kuridrani (centro - Brumbies), Hugh Pyle (seconda linea - Rebels), Jake Schatz (seconda linea - Reds), Scott Sio (pilone - Waratahs), Matt Toomua (apertura - Brumbies) e Nic White (mediano di mischia - Waratahs).
Tra i confermati James O'Connor, nonostante un tour poco esaltante contro i Lions.
Lasciati a casa gli infortunati Beale, Palu, Pocock, Ioane, McCabe, Higginbotham.
Come al solito sarà il campo a dare ragione o torto alla scelta di Barabba, ma penso che in Nuova Zelanda già si fregano le mani davanti alla possibilità di trovarsi di fronte i calci sbilenchi e l'incapacità difensiva di Cooper.
Scrito da Unknown Il 7/26/2013 10:43:00 AM Nessun commento Continua a leggere

Dopo la rottura con i Rebels, il mediano dei wallabies sembra costretto ad emigrare all'estero

Nonostante il talento e la giovane età dalla sua parte, O'Connor non trova molte possibilità tra le squadre australiane e l 'ARU non sta facendo troppa pressione affinché gli venga offerto un contratto.
Brumbies e Warratahs si sono defilate da tempo, i Reds, che per me rimangono comunque la scelta migliore, non sembrano interessati, e questo per me è un chiaro segnale in chiave wallabies proveniente da McKenzie.
Rimane l'ipotesi di un ritorno a Perth, ai Force, ma i colloqui tra giocatore e club non sembra avviati ad un lieto fine, a causa di vecchi rancori dovuti a pagamenti non effettuati a O'Connor da un ex-sponsor dei Force ed il modo in cui avvenne il divorzio di due anni fa.
Tra le possibili scelte estere, si è fatta avanti l'ipotesi di un approdo in premiership, ai Saracens.
Rimane l'interrogativo su quale ruolo possa avere O'Connor ai Saracens, dove la maglia numero dieci è saldamente sulle spalle di un certo Owen Farrell, quella di estremo di Alex Goode e dove tra i centri ci sono  il sudafricano Brad Barritt e lo scozzese Duncan Taylor.
Tra l'altro ai Saracens è appena arrivato un altro "utility back", l'argentino Marcelo Bosch che è in grado, come O'Connor di giocare in diversi ruoli da apertura ad estremo.
Non mi pare ci sia molto spazio per JOC in tale linea arretrata. Che sia una manovra diversiva?
Scrito da Unknown Il 7/26/2013 09:57:00 AM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 25 luglio 2013

Crusaders invariati mentre i Chiefs rimescolano i backs

Per la semifinale di Hamilton Blackadder si affida agli stessi quindici che hanno sconfitto i Reds, mentre Dave Rennie ha deciso di effettuare alcuni cambi tra i backs.
I centri saranno Andrew Horrell e Charlie Ngatai, l'ottava coppia di centri per questa stagione. All'esterno era già prevista la sostituzione dell'infortunato Tim Nanai-Williams, invece, nonostante l'ottima prova dell'Eden Park l'interno Bundee Aki inizierà dalla panchina. Al suo posto Horrell che lascia la maglia numero quindici all'ottimo Gareth Anscombe, una probabile scelta anche per i piazzati, se Cruden non dovesse essere in serata di grazia.
Come ali, Masaga confermato e Tikoirotuma al posto di Robinson.

Come detto i Crusaders si presenteranno al Waikato Stadium in formazione invariata.
Dopo la pausa per gli impegni della nazionale Blackadder si è affidato praticamente agli stessi XV in tre occasioni consecutive, con la eccezione di Donnelly al posto di Romano nella gara contro gli Hurricanes. I risultati hanno dato ragione all'allenatore dei Crusaders che hanno battuto nettamente Chiefs, Hurricanes e Reds. Vittima della stabilità e del buon momento di Matt Todd è nientemeno che il rientrante capitano degli All Blacks Richie McCaw, che partirà dalla panchina.

Le formazioni:

Chiefs:
15 Gareth Anscombe
14 Lelia Masaga
13 Charlie Ngatai
12 Andrew Horrell
11 Asaeli Tikoirotuma
10 Aaron Cruden
9 Tawera Kerr-Barlow
8 Matt Vant Leven
7 Tanerau Latimer
6 Liam Messam
5 Brodie Retallick
4 Craig Clarke (c)
3 Ben Tameifuna
2 Hika Elliot
1 Toby Smith

Riserve: 16 Rhys Marshall; 17 Ben Afeaki; 18 Michael Fitzgerald; 19 Sam Cane; 20 Augustine Pulu; 21 Bundee Aki; 22 Robbie Robinson

Crusaders:
15 Israel Dagg
14 Tom Marshall
13 Ryan Crotty
12 Tom Taylor
11 Zac Guildford
10 Dan Carter
9 Andy Ellis
8 Kieran Read (c)
7 Matt Todd
6 George Whitelock
5 Sam Whitelock
4 Luke Romano
3 Owen Franks
2 Corey Flynn
1 Wyatt Crockett

Riserve: 16 Ben Funnell; 17 Joe Moody; 18 Luke Whitelock; 19 Richie McCaw; 20 Willi Heinz; 21 Tyler Bleyendaal; 22 Adam Whitelock

Prima della gara verrà osservato un minuto di silenzio in memoria di Willie Halaifonua, deceduto ieri a seguito di uno scontro di gioco in una gara provinciale.

Scrito da Unknown Il 7/25/2013 02:35:00 PM Nessun commento Continua a leggere

A meno di 24 ore dalla proposta di Boudjellal, voci negative dalla Francia che conta.

La proposta del presidente del Toulon Mourad Boudjellal, riportata da più parti, è stata subito cassata dal presidente dell'ERC Jean-Pierre Lux.
Lux ha subito precisato che i club che partecipano alle coppe europee sono impossibilitati ad usare il nome dell'ERC in competizioni non sotto l'egida dalla stessa organizzazione.
Lux ha aggiunto che comprende perché Boudjellal voglia organizzare tale gara, ma non ne ha né l'autorità, né la capacità. In attesa di vedere come reagirà il vulcanico presidente del Toulon, c'è anche da registrare la presa di posizione di un altro illustre francese, Bernard Lapasset, presidente dell'IRB che ha detto che un tale incontro impatta troppo con un calendario già intasato all'inverosimile e che sarebbe possibile solo in un anno con 60 settimane.
A mio parere la fattibilità è un falso problema, il conservatorismo di certe istituzioni ha privato il mondo ovale di una coppa del mondo per tanti, troppi, anni proprio per via di tali atteggiamenti. Se da un lato è vero che il calendario è un problema, non si può negare che una tale competizione avrebbe un fascino di gran lunga non trascurabile.
Per me meglio in partita secca in una nazione in grado di garantire gli investimenti necessari, non in andata e ritorno come proposto da Boudjellal. Dubai o Hong Kong potrebbero garantire gli sponsor, soprattutto la seconda sede, data la presenza dello sponsor principale dei Lions, la HSBC. Oppure il Giappone potrebbe fare una mossa in chiave mondiali 2019. Gli Stati Uniti o il Canada potrebbero rappresentare un'alternativa, essendo mercati ricchi ed in crescita, ma si sa che i tentativi di importare grandi eventi non a stelle e strisce in tali paesi sono spesso falliti miseramente.
Scrito da Unknown Il 7/25/2013 01:25:00 PM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 24 luglio 2013

Dopo un incidente di gioco avvenuto Sabato è morto ieri sera in ospedale il giocatore Willie Halaifonua del Takapuna

Willie aveva appena terminato un incontro provinciale dove era stato nominato il migliore in campo, si è accasciato al suolo con una ferita alla testa riportata dopo una capocciata con un giocatore avversario ad un minuto dalla fine. I tentativi di rianimarlo sono stati vani ed è stato subito portato all'ospedale di Auckland, dove gli è stata riscontrata un'emorragia cerebrale.
Willie Halaifonua (a sinistra) durante un incontro. - foto NZ Herald
Il danno è stato purtroppo fatale e dopo quattro giorni in coma Willie Halaifonua si è spento.
Il ventisettenne lascia due figli e la compagna.
Proprio qualche giorno fa c'è stato un richiamo a modificare le leggi riguardanti i traumi cranici, questo tragico episodio è un tempestivo segnale d'allarme sulla pericolosità di certi scontri di gioco.
Scrito da Unknown Il 7/24/2013 10:42:00 AM Nessun commento Continua a leggere

martedì 23 luglio 2013

Marshall dice no alla maglia dei wallabies e con ciò alla possibilità di accasarsi in Australia per il Superugby

Il giocatore di league che vuole passare al XV pare non abbia possibilità in Australia per via della sua volontà di continuare ad indossare la maglia nera, da lui già indossata in nazionale di rugby league.
Nonostante il regolamento dell'IRB lo permetta, in questo caso, pare sia il giocatore a porre un freno alla possibilità di indossare la maglia di una nazione diversa da quella di nascita.
Marshall durante l'haka prima della finale dei mondiali 2009 di league - foto AP

Nessuna squadra australiana pare sia in grado di pagare l'ingaggio di Marshall, che ai Tigers guadagna $750.000 (circa 530.000 Euro) all'anno, senza l'aiuto della federazione. E all'ARU non interessa certo contribuire all'oneroso ingaggio del ventottenne Marshall se non in possibile chiave nazionale. Il parere negativo di McKenzie, che qualche giorno fa ha espresso i propri dubbi sulla capacità della stella del league di adattarsi al gioco a quindici, potrebbero essere un'ulteriore stigma su Marshall.
Sia i Rebels sia i Waratahs hanno incontrato l'agente del giocatore, Martin Tauber, ma stanti le condizioni economiche non pare se ne faccia qualcosa.
Rimangono in lizza i Blues, Kirwan ha parlato con il giocatore e, data la partenza di Rene Ranger, un centro potente farebbe comodo alla squadra di Auckland. Il fattore economico è decisivo anche in questo caso, e senza l'aiuto della NZRU, non penso i Blues si possano sobbarcare l'ingaggio. E Marshall all black  non lo vedo molto, data l'abbondanza di giocatori di qualità in tali ruoli, ancor più se un altro passaggio di Sonny Bill Williams dovesse riportarlo in sfera nazionale.
Francia? Giappone? I soliti paesi che vengono in mente in questi casi.
Scrito da Unknown Il 7/23/2013 06:49:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 22 luglio 2013

Saranno Walsh e Joubert ad arbitrare le semifinali

Due dei migliori arbitri dell'emisfero sud incaricati di dirigere le semifinali.
Aussie-Steve è sempre pronto al dialogo e alla battuta, in mischia aperta lascia molto fare, e di questo ne approfitteranno i Crusaders a mio parere, severo ma anche molto attento a capire le dinamiche del gioco Walsh si fa rispettare in campo e non è schivo ai riflettori.
Ad assisterlo saranno in una terna kiwi Glen Jackson e Chris Pollock. Il TMO sarà Glenn Newman. Jackson è per me uno dei migliori arbitri dell'emisfero sud e sa mettere perfettamente al servizio del gioco la sua personale esperienza di mediano d'apertura.

In Sud Africa invece arbitreranno i locali, con Gasparri a dirigere il gioco con il simpatico Jaco Peyper e Stuart Berry ad assisterlo e Shaun Veldsman addetto alla moviola.
Tecnicamente molto valido, ma meno personaggio, al contrario di Walsh, Gasparri  ha un atteggiamento diverso, a volte timido verso il gioco, si vede molto poco in campo e tende a non essere protagonista.

Sono certo che gli staff tecnici stanno rispolverando le schede sui due arbitri per dare tutte le informazioni possibili ai loro giocatori.
Scrito da Unknown Il 7/22/2013 04:12:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Dopo la partita di Christchurch l'all black ha chiesto agli spettatori kiwi rispetto per Cooper.

Il comportamento di quelli che si definiscono tifosi nei confronti di Cooper è decisamente ostile, come ho scritto nel mio post sulla faida tra Cooper e McCaw, ogni volta che il neozelandese di nascita, australiano per scelta, gioca nella sua terra natale è sommerso da una marea di buuu.
Si può argomentare che un giocatore è un professionista e che come tale deve accettare la reazione del pubblico pagante, ma quando si va al di là dei limiti, è sacrosanto, come chiede Dagg fermarsi a riflettere un poco.
Passi l'antipatia, anche a me Cooper non è simpatico, ma si tratta pur sempre di rispetto per la persona, l'anno scorso ad Auckland durante il minuto di silenzio per alcuni militari morti in Afganistan, un deficiente gridò: "sarai il prossimo Quade!". Ci sono casi in cui si oltrepassa la linea di demarcazione del buon senso.
A Christchurch, le quattro volte che Cooper è andato dalla piazzola o quando stava per ricevere un calcio, il caos era infernale, e questo è decisamente poco decoroso per un pubblico che si autodefinisce di esperti di rugby.
La mancanza di rispetto è poi sempre maggiore durante i calci piazzati, almeno fuori dalle isole britanniche, non si può gettare la croce solo ed esclusivamente sui kiwi.
In Australia la situazione è simile, e per non andare troppo distanti, basti pensare al comportamento durante il tentativo di trasformazione a tempo scaduto che avrebbe dato il pareggio alle Cheetahs a Camberra ieri. Deprecabile.
In Francia la situazione è ancor più paradossale, al Marcel Michelin, ad esempio, si incita il calciatore della squadra di casa, e ci sono stadi dove durante i piazzati viene tranquillamente ignorato l'invito che appare dai grandi schermi:
Stade de France - foto Yann Caradec
Rispettare chi sta calciando dovrebbe essere una parte integrante del rugby, è un modo per rispettare e riconoscere chi ti sta di fronte e chi sta compiendo il proprio dovere.

Scrito da Unknown Il 7/22/2013 10:40:00 AM Nessun commento Continua a leggere

domenica 21 luglio 2013

Gli australiani passano il turno senza impressionare più di tanto

La vittoria dei Brumbies è stata frutto di 5 calci piazzati e di una solida prestazione, ma sono mancati completamente gli slanci che li hanno caratterizzati in campionato prima della pausa per il tour dei Lions.
Dall'altra parte i Cheetahs hanno da recriminare sui propri errori dalla piazzola e di controllo. I calci sbagliati da Ryaan Smit sono costati troppi preziosi punti ai sudafricani, che si sono presentati per la prima volta nella loro storia ai play-off di Super Rugby.
Con la vittoria dei Brumbies si sono anche delineati gli accoppiamenti per le semifinali e con essi il primo verdetto della stagione, una neozelandese in finale.
Chiefs e Crusaders daranno infatti vita ad una semifinale tutta kiwi, che promette spettacolo, mentre i Brumbies continuano il corso di afrikaans, andranno infatti a far visita a Pretoria in case dei Bulls.

Tabellino:
http://www.smh.com.au/match-centre/rugby-union/match-6050033.html


Scrito da Unknown Il 7/21/2013 08:27:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Con quattro mete le Black Ferns fanno tripletta e lasciano l'Inghilterra a mani vuote

La superiorità della Nuova Zelanda durante la serie è stata forse meno netta del 3 - 0 con cui si è conclusa, ma le vittorie, soprattutto l'ultima, sono state frutto di un gioco più d'attacco e di una preparazione atletica migliore.
Nell'incontro di Pukekohe, sul campo che vedrà a breve Counties Manukau iniziare la propria stagione di premier in ITM Cup, le Black Ferns hanno segnato 4 mete contro una solo dell'Inghilterra, ed hanno mostrato ancora una volta un linea arretrata pericolosissima, con Selica Winiata e Portia Woodman sugli scudi.
L'Inghilterra ha mostrato, durante tutta la serie, una prima linea ed una mischia molto forti, ma come per alla nazionale maschiale, anche a quella femminile è mancata la capacità di concludere con i tre quarti l'ottimo lavoro degli avanti.
Questa serie ha visto superare quota mille nel numero di test match ufficiali, una traguardo molto importante per la crescita del movimento che è alla disperata ricerca di visibilità internazionale per poter continuare a crescere. Purtroppo gli organizzatori non sono stati capaci di trovare una collocazione temporale più consono a questo terzo incontro, che si è giocato infatti quando era ancora piena notte in Inghilterra, precludendo così a molti di poter seguire l'incontro in diretta.

In questo video il capitano delle Black Ferns Fiao'o Fa'amausili intervistata al termine della gara



Per la cronaca della gara vi rimando all'articolo di scrumqueens.com

Questi tre incontri hanno, nella mia personale classifica delle squadre femminili, basata sui criteri dell'IRB, visto il sorpasso della Nuova Zelanda ai danni dell'Inghilterra al primo posto. Le Black Fern hanno inoltre superato i 50 punti con la terza vittoria.
La prossima volta che queste due squadre si incontreranno sarà ai Mondiali dell'anno prossimo in Francia.
Scrito da Unknown Il 7/21/2013 03:50:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Le chiavi della vittoria sono state forza fisica, compostezza e maggiore tecnica.

La prova della squadra di Christchurch va ben più in la del risultato ed è un chiaro segnale dall'arme per Chiefs e Bulls, che li incontreranno in semifinale a seconda dell'esito della partita odierna tra Brumbies e Cheetahs, o probabilmente li troveranno in finale. I Chiefs hanno già avuto modo di sperimentare il recente momento di forma straordinaria dei rossoneri, ed hanno già buscato un 43 - 15 di tutto rispetto. Anche i Bulls hanno preso un 41 - 19 dai Crusaders senza molto appello, ma quell'incontro venne giocato a Marzo. Unica consolazione per entrambe le squadre è che godranno del fattore campo in ogni caso.
I Reds hanno fatto quello che hanno potuto, ma i loro attacchi si sono arrestati di fronte alla solida difesa dei Crusaders, Genia e Cooper hanno provato a lanciare i propri tre quarti, ma non hanno avuto alcuna fortuna contro la difesa di casa.
Al contrario, quando i Crusaders hanno attaccato hanno spesse volte rotto placcaggi determinanti che hanno permesso loro di guadagnare metri su metri.
Le seconde e terze linee dei Crusaders hanno rubato un numero di palloni che è sembrato infinito in mischia aperta, grazie ad una tecnica di placcaggio migliore ed alla loro forza fisica che ha permesso loro di rimanere in piedi e strappare il pallone agli avversari.
Gli errori dei Crusaders sono stati pochi, forse il più evidente è stato quello di Guildford su un calcio del fischiatissimo Cooper. Ma l'errore di Zac è costato solo 3 punti.
L'ingresso in campo di McCaw è avvenuto in un momento cruciale della gara, ma il grande numero sette non ha influito sull'andamento. I Reds erano appena stati respinti indietro di 80 metri e una serie di errori di controlli aveva fruttato una rimessa ai Crusaders ai 15 metri avversari.
Fluffy non si è visto molto per i 15 minuti che è rimasto in campo, visto che la partita era oramai virtualmente terminata.

Tabellino:
http://www.smh.com.au/match-centre/rugby-union/match-6050032.html


Scrito da Unknown Il 7/21/2013 01:19:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 19 luglio 2013

Si giocherà domani a Pukekohe la terza partita della serie oramai vinta dalle Black Ferns

L'orario scelto per il calcio di'inizio alle ore 14:35 locali, 3:35 del mattino in Inghilterra (4:35 in Italia) è decisamente stupido. Lo stadio dispone di un impianto d'illuminazione che avrebbe potuto consentire di giocare più tardi in Nuova Zelanda e permettere a più persone in Inghilterra di guardare la partita.
La prima partita si è giocata in orario simile, ma il motivo era più che mai lecito, infatti si è giocata prima dell'incontro di Superugby all'Eden Park, per attirare più spettatori.
Il secondo incontro si è giocato in giorno infrasettimanale, che decisamente ha impedito a molti di guardare la partita.
Se si vuole dare maggior spazio al rugby femminile, si deve anche dare modo a più spettatori di guardare le partite, altrimenti lo sport faticherà sempre ad uscire dagli schemi del folklore dove molti lo vogliono, a torto, collocare.
Per quanto riguarda la partita le Black Ferns non si presenteranno certo appagate, non è mai nello spirito neozelandese quando c'è di mezzo una palla ovale. Le inglesi dal canto loro, dopo aver subito un calo fisico ad Auckland nel secondo tempo ed una vera e propria beffa nel finale ad Hamilton vorranno certamente rifarsi.
Aspettiamoci quindi battaglia da entrambe le parti.
Pronostico: Inghilterra di 5 punti.
Scrito da Unknown Il 7/19/2013 03:27:00 PM Nessun commento Continua a leggere

McCaw e Cooper di nuovo di fronte

Richie McCaw si è riposato per sei mesi, ha staccato la spina, ma non ha decisamente trascurato la sua forma fisica e sono certo si presenta di fronte al proprio pubblico con un solo obiettivo in mente, vincere.
Partirà dalla panchina, ma sono certo fremerà per entrare in campo ed andare ad affrontare il suo nemico Quade, al quale anche nel suo libro, Il lato aperto, ha riservato giudizi non proprio lusinghieri.
Cooper è un giocatore completamente diverso da McCaw, alla concretezza ed all'affidabilità sostituisce la volubilità e l'incostanza. Il genio non manca certo a Cooper, ma dal punto di vista mentale è più fragile, i kiwi capirono questo aspetto fondamentale del loro connazionale Cooper ai mondiali del 2011.
Durante la semifinale di Auckland lo fischiarono veementemente, così come fecero l'anno scorso sullo stesso campo nel Rugby Championship. E ciò ha funzionato, benissimo.
Ci sono più aspetti che rendono Coops uno dei più odiati giocatori in Nuova Zelanda, a partire dal sentimento di tradimento per via del fatto che sarebbe potuto essere un all black, essendo nato a Tokoroa, per passare al timore per forse l'unica apertura al mondo che è stata in grado di mettere alle corde la loro imbattibile nazionale, per passare soprattutto alla famigerata ginocchiata in testa al capitano McCaw.
La ginocchiata di Cooper a McCaw - Australia - Nuova Zelanda TN2011
Bisogna comunque ricordare che Fluffy, non è un santo neppure lui, e non disdegna darle quando è il caso.

Un colpo d'avambraccio di McCaw a Cooper - Australia - Nuova Zelanda TN2011

McCaw non ama il carattere di Cooper, l'istrione, non penso soffra dell'attenzione a lui dedicata, è abituato sì ad essere sotto i riflettori, ma sa anche condividerli con le altre star.
Come andrà a finire tra i due dipenderà anche molto da quando Fluffy farà il suo ingresso in campo non aspettiamoci certo un abbraccio tra i due.
Da come sarà l'andamento della gara in quel momento dipenderà anche come i due si relazioneranno, di sicuro c'è che il pubblico di Christchurch farà del proprio meglio per non far sentire a proprio agio l'apertura nata nell'isola del nord, un'altro aspetto "negativo" dalle parti di Canterbury.


Scrito da Unknown Il 7/19/2013 11:58:00 AM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 18 luglio 2013

Ritorni importanti per il quarto di finale di Sabato a Christchurch

I Reds ritrovano il proprio capitano James Horwil e Will Genia, uno dei migliori mediani di mischia al mondo, per la sfida da tutto esaurito dell'AMI Stadium.
Per il resto Graham e McKenzie puntano tra gli avanti sull'ossatura della formazione che ha vinto le ultime sei gare di Superugby, con il volubile Quade Cooper che sarà come al solito al centro dell'attenzione, soprattutto di tifosi e media.
Tra i tre quarti invece altri cambi, Rod Davies e Luke Morahan lasciano il posto a Dom Shipperley e Chris Feauai-Sautia, come previsto, non recupera invece Anthony Faingaa, che andrà lo stesso in trasferta in caso di extrema ratio, a centro giocherà Jono Lance.

I Crusaders dal canto loro riavranno a disposizione la seconda linea Luke Romano ed il centro Tom Taylor. Ma il ritorno più atteso è ovviamente quello di Fluffy, ovvero Richie McCaw, che ha concluso il suo semestre sabbatico ed è più che mai pronto ad aiutare i suoi nel momento delle partite senza appello.
Senza togliere all'ottima stagione di Matt Todd, avere il capitano degli all blacks campioni del mondo è per i Crusaders un'incredibile vantaggio anche dal punto di vista morale.

Le formazioni:

Crusaders:

15 Israel Dagg
14 Tom Marshall
13 Ryan Crotty
12 Tom Taylor
11 Zac Guildford
10 Dan Carter
9 Andy Ellis
8 Kieran Read (c)
7 Matt Todd
6 George Whitelock
5 Sam Whitelock
4 Luke Romano
3 Owen Franks
2 Corey Flynn
1 Wyatt Crockett

Riserve: 16 Ben Funnell; 17 Joe Moody; 18 Luke Whitelock; 19 Richie McCaw; 20 Willi Heinz; 21 Tyler Bleyendaal; 22 Adam Whitelock

Reds:

15 Ben Lucas
14 Dom Shipperley
13 Ben Tapuai
12 Jono Lance
11 Chris Feauai-Sautia
10 Quade Cooper
9 Will Genia
8 Jake Schatz
7 Liam Gill
6 Eddie Quirk
5 James Horwill (c)
4 Rob Simmons
3 James Slipper
2 Saia Faingaa
1 Greg Holmes

Riserve: 16 Albert Anae; 17 Jono Owen; 18 Ed O’Donoghue; 19 Radike Samo; 20 Beau Robinson; 21 Nick Frisby; 22 Luke Morahan
Scrito da Unknown Il 7/18/2013 12:04:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Si fa complicata la situazione del centro all black al quale gli Highlanders non hanno rinnovato il contratto.

I problemi di rinnovo dei contratti non sono prerogativa degli australiani O'Connor e Beale, tagliati dai Rebels, un'altro prestigioso internazionale rischia di non trovare collocazione in patria.
Anche in Nuova Zelanda come in Australia i giocatori che non sono sotto contratto con la federazione non vengono convocati in nazionale, quindi per gli all blacks e per Ma'a Nonu è fondamentale trovare una soluzione al problema. Il trentunenne Nonu ha giocato 79 volte in nazionale, vincendo il mondiale 2011 e segnando 125 punti.
Cresciuto negli Hurricanes, Nonu è passato per una stagione in Giappone ai Black Rams, tornato in patria, dopo un solo anno ai Blues, il centro si è accasato agli Highlanders.
Dopo una stagione altalenante, terminata in anticipo per un placcaggio pericoloso ai danni di Marshall che gli ha fruttato un cartellino rosso e due turni di squalifica, la squadra dell'estremo sud ha già annunciato di non voler rinnovargli il contratto.
Il placcaggio che potrebbe esser valso l'addio al Superugby per Nonu - foto Phil Walter/Getty Images

Un passaggio ai Chiefs o ai Crusaders non pare probabile, così come un ritorno ad Auckland. Rimane così la possibilità di un ritorno nella sua città natale di Wellington.
Altrimenti, se gli all blacks in chiave mondiali 2015, quando Nonu avrà 33 anni, pensassero di poter fare a meno del potente Nonu, e non forzassero nessuna squadra di Superugby ad offrirgli un contratto, un suo passaggio all'estero non sarebbe certo fuori discussione.
Sia sportivamente sia finanziariamente Nonu potrebbe trovare soddisfazioni in Francia o magari tornare in Giappone, dove quest'anno si stanno trasferendo diversi nomi noti del Superugby.
Scrito da Unknown Il 7/18/2013 10:05:00 AM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 17 luglio 2013

Il tronco, come viene amichevolmente chiamato in Nuova Zelanda rimane nelle mani di Waikato

Waikato difende per la prima volta nella stagione il Ranfurly Shield contro la formazione di Levin che milita nell'Heartland Championship.
La partita si è giocata a Morrinsville non ha avuto molta storia con la prima delle tredici mete segnata dopo soli 76 secondi di gioco da Whetu Douglas.
La seconda meta è stata segnata da Brendon Leonard, eroe di casa, alla sua ultima uscita prima di passare alle Zebre in Pro12.
Brendon Leonard con la maglia dei Chiefs - foto Photosport file
Alla fine della gara gli ospiti hanno avuto un buon periodo dove hanno pressato per provare a mettere sul tabellone qualche punto, ma l'ala di Waikato Joe Webber ha spento i loro entusiasmi andando a segnare la sua quarta meta personale.


Scrito da Unknown Il 7/17/2013 04:09:00 PM Nessun commento Continua a leggere

I Western Force stanno considerando la possibilità di offrire un contratto a James O'Connor

Il ventitreenne back dei wallabies, scaricato dai Rebels alla fine della sua seconda stagione a Melbourne è alla ricerca di una squadra per proseguire la sua carriera in patria.
Noto sia per la sua classe in campo sia per alcune controversie fuori da esso, James ha fallito come mediano d'apertura durante la serie contro i Lions che ha portato al licenziamento di Deans da allenatore della nazionale ed indirettamente al suo dai Rebels.
Due episodi durante il tour dei Lions hanno fatto precipitare le azioni di O'Connor, il famigerato panino alle quattro del mattino in compagnia di Kurtley Beale dopo la partita dei Lions contro i Rebels e l'aver perso il pullman per l'allenamento dei wallabies, sempre in compagnia dell'altro ragazzo difficile Beale, prima dell'ultima gara.
I Western Force sono la squadra dove O'Connor ha esordito in Superugby e dove ha conquistato la sua prima maglia oro dei wallabies. Un suo ritorno gioverebbe forse alla squadra, ma non certo al giocatore, soprattutto in chiave nazionale e mondiali 2015.
 O'Connor con la maglia dei Force - Foto: Mark Dadswell
Partiamo dall'aspetto psicologico, forse quello più importante per il giocatore. JOC sarebbe ancora una volta una delle star del team, forse l'unica vera star, ed avrebbe sulle sue spalle il perso della squadra ed avrebbe gli occhi della critica sempre puntati su di lui. Dato che i Force sono una delle squadre peggiori del Superugby, JOC passerebbe ancora una stagione in un team perdente e questo non lo abituerebbe certo a vincere e a gestire il vantaggio.

Questo aspetto influirebbe anche sull'aspetto fisico, JOC ha già subito diversi infortuni e se non adeguatamente protetto da una seconda e terza linea all'altezza rischierebbe ancora di passare diverse settimane a bordo campo.

Veniamo infine all'aspetto tattico. JOC ai Force finirebbe per giocare affianco di mediani o tre quarti, fatta eccezione di Cummins, di poco spessore. Questo lo porterebbe, come è accaduto a Melbourne, a non avere una collocazione precisa: centro, apertura, estremo?
In chiave nazionale, Barabba McKenzie ha già chiarito che vede Quade Cooper apertura titolare, come estremi il talento non manca, Beale o Mogg per citare i primi due nomi, se Folau continuasse a giocare all'ala e non estremo come Cheika vuole. Quindi la collocazione naturale di JOC sarebbe al centro, con Leailiifano farebbe una bella coppia.

Ma per giocare al centro, interno o esterno, JOC dovrebbe sviluppare la sua tattica in tale posizione e ciò può avvenire solo con due elementi, la continuità e l'affiatamento. Per questo, a mio parere, l'unica collocazione a livello di club in Australia che si addice a JOC sono i Reds.
Due anni affianco di Cooper e Genia ed i wallabies si presenterebbero ai mondiali 2015 con un centrocampo dei più pericolosi.
Due anni a Perth e JOC rischierebbe di sparire. A meno che non decida di andare all'estero ed allora il numero di opzioni sarebbe infinito, come le tasche di certi dirigenti del Top14.
Scrito da Unknown Il 7/17/2013 01:02:00 PM Nessun commento Continua a leggere

martedì 16 luglio 2013

Le Black Ferns si impongono all'ultimo sull'Inghilterra per vincere la serie

Partita a senso unico alternato, si è giocato da un solo lato del campo di Hamilton.
Nel primo tempo l'Inghilterra ha dominato il gioco ed il possesso palla, soprattutto grazie a mischia e touch, tanto che le Black Ferns non sono mai entrate nei 22 ospiti. Il dominio ha però fruttato solo 6 punti, dal piede di Katy McLean.
Nel secondo tempo la Nuova Zelanda si è presentata più motivata ed il copione si è invertito, con le inglesi a difendere il vantaggio.
Le Black Ferns sono andate in meta con la fenomenale Portia Woodman, alla sua seconda gara e partita dalla panchina. Con la trasformazione di Kelly Braizer il parziale era di 7 - 6.
Lo svantaggio ha risvegliato l'Inghilterra che ha iniziato a mettere sotto pressione la Nuova Zelanda, fino a trovare a pochi minuti dalla fine la punizione che sembrava decisiva per un fallo stupido in ruck.
McLean trasformava per quelli che sembravano i tre punti decisivi, ma a tempo scaduto ancora Woodman protagonista che combinava con Selica Winiata che andava a segnare la meta decisiva.

Con questa vittoria la Nuova Zelanda si porta al primo posto della mia personale classifica mondiale del rugby femminile, e rende inutile il risultato della terza partita che si giocherà a Pukekohe Sabato prossimo.

Ho seguito la partita via radio grazie a radio NZ sport, una delle poche emittenti che ha dato spazio a tale partita, che sarà pure infrasettimanale, ma ha visto di fronte le due migliori squadre al mondo. Speriamo in futuro le cose migliorino!
Scrito da Unknown Il 7/16/2013 08:24:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Dopo la sconfitta per 29 - 10 di Auckland il coach dell'Inghilterra Gary Street ha fatto ben 10 cambi, contro i tre delle Black Ferns

Si gioca oggi al Waikato Stadium di Hamilton il secondo test tra le due migliori formazioni al mondo, calcio d'inizio alle ore 9 del mattino in Italia.
Dopo il successo della Nuova Zelanda maturato soprattutto grazie ad una migliore forma fisica, Street ha rivoluzionato la squadra, che sarà ancora una volta capitanata da Sarah Hunter del Lichfield. Hunter giocherà però seconda linea con la compagna di squadra di club Harriet Millar-Mills terza linea centro.
Tra i backs Michaela Staniford e Fran Matthews saranno le nuove ali con Emily Scarratt centro e Kay Wilson full back.

L'allenatore della Nuova Zelanda, Brian Evans, ha invece mantenuto l'ossatura della squadra, ed operato pochi cambi.
Jackie Patea sarà titolare in seconda linea al posto di  Rawinia Everitt che retrocede in terza linea; l'esperta Emma Jensen partirà mediano di mischia al posto di Kendra Cocksedge. Selica Winiata partirà titolare all'ala con l'eccellente Portia Woodman in panchina.
Prima convocazione per la diciottenne di Auckland Mele Hufanga.

Le formazioni:

Nuova Zelanda
15 Victoria Grant
14 Selica Winiata
13 Claire Richardson
12 Amiria Rule
11 Renee Wickliffe
10 Kelly Brazier
9 Emma Jensen
8 Casey Robertson
7 Justine Lavea
6 Rawinia Everitt
5 Vita Dryden
4 Jackie Patea
3 Melodie Bosman
2 Fiao’o Faamausili (cap)
1 Ruth McKay

Riserve: 16 Karina Stowers; 17 Kathleen Wilton; 18 Stephanie Te Ohaere – Fox; 19 Eloise Blackwell; 20 Charmaine McMenamin; 21 Kendra Cocksedge; 22 Portia Woodman; 23 Mele Hufanga

Inghilterra
15 Kay Wilson
14 Francesca Matthews
13 Emily Scarratt
12 Rachael Burford
11 Michaela Staniford
10 Katy Mclean
9 Natasha Hunt
8 Harriet Millar-Mills
7 Marlie Packer
6 Sarah Hunter
5 Emily Braund
4 Joanne McGilchrist
3 Sophie Hemming
2 Victoria Fleetwood
1 Laura Keates

Riserve: 16 Emma Croker; 17 Kate Newton; 18 Rochelle Clark; 19 Tamara Taylor; 20 Alexandra Matthews; 21 La Toya Mason; 22 Ceri Large; 23 Sally Tuson

Pronostico: difficile battere le Black Ferns in casa loro, il problema principale dell'Inghilterra nella prima partita è stato quello di non aver mantenuto la forma fisica nel secondo tempo, le forze nuove iniettate da Street dovrebbero servire proprio a questo, una vittoria dell'Inghilterra manterrebbe in vita la serie, ma mi pare difficile. Nuova Zelanda di 10


Scrito da Unknown Il 7/16/2013 12:52:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 15 luglio 2013

Il torneo ha messo anche in palio un posto per lo spareggio contro le Fiji per la prossima coppa del mondo



A Port Moresby in Papua Nuova Guinea si è svolta Coppa dell'Oceania, hanno partecipato, tra parentesi la loro posizione nel ranking IRB: Papua Nuova Guinea (49), Isole Cook (55), Isole Solomone (68) e Thaiti (86).
Papua e Isole Cook hanno vinto entrambe le loro prime partite e si sono scontrate Sabato per la finale, e per il diritto di giocare uno spareggio in andata e ritorno con le Fiji, in palio un posto nel girone di ferro della coppa del mondo 2015 con Inghilterra, Australia e Galles.
Le Isole Cook hanno vinto per 37 - 31.
I festeggiamenti dei giocatori delle Isole Cook
Un bel segnale per la crescita del movimento nelle isole del pacifico, i cui giovani sono spesso costretti a spostarsi all'estero. Molti vanno in Nuova Zelanda o vengono qui in Australia per studiare e continuano l'attività sportiva all'estero per poi finire nei ranghi delle nazionali ospitanti. Una crescita del rugby nelle isole d'origine, potrà chissà in futuro convincere più ragazzi e ragazze a restare e ad ottenere la gloria sportiva con le loro nazioni.
Ho visitato sia le Isole Cook sia le Salmone e non ho visto molti campi da rugby, ma quelli che ho visto sono un tuffo nel passato, H storte e raccapezzate in un campo irregolare e con spogliatoi quasi inesistenti. Ma in quelle isole vive ancora lo spirito del rugby pioneristico anche nella testa e nell'approccio dei giocatori: divertirsi, correre e poi tutti a farsi una birra assieme.
Sarebbe una gioia vedere scendere in campo a Twickenham i giocatori eredi di un gruppo di ragazzi che inchiodarono sullo 0 - 0 gli invincibili All Blacks del 1924. Ma questo temo, per ora, rimarrà un sogno.
Scrito da Unknown Il 7/15/2013 08:32:00 PM Nessun commento Continua a leggere

A proposal for a worldwide ranking of women unions based on IRB criteria

Since the IRB does not have an official ranking for female rugby, I tried, using the criteria of the board to calculate one.
I took into consideration only the last 3 years, i.e. from Jan 2010 and gave to the unions a starting number of points based on historical data.
Using the IRB calculations I navigated my way through the rankings and once reached a final ladder, I excluded unions that have in period played less than 3 games or do not have played any test match since Jan 2011. This e.g. excludes Australia, which has an overall ranking of 42.85 points, equivalent to 5 in the ranking, but has not played since the final for third place at the world cup 2010.

The up-to-date ranking can be found at this page


Here the results:

Position Union Points Previous
1 England 48.975
2 New Zealand 48.475
3 Ireland 43.79
4 France 43.35
5 Canada 39.25
6 United States 38.075
7 Wales 37.79
8 Spain 35.545
9 South Africa 34.99
10 Italy 34.77
11 Scotland 31.785
12 Kazakhstan 30.11
13 Hong Kong 28.925
14 Russia 28.86
15 Belgium 27.015
16 Netherlands 25.72
17 Sweden 24.655
18 Japan 24.09
19 Thailand 22.91
20 China 21.35
21 Uganda 20.12
22 Singapore 20.015
23 Kenya 19.88
24 Philippines 18.03
25 Finland 17.825
26 Laos 13.96

As all rankings could be made better and can disappoint someone, but I think overall it's not a bad reflection of the current status of women rugby.

I sent it to the IRB, let's see what their feedback.
Scrito da Unknown Il 7/15/2013 02:38:00 PM Nessun commento Continua a leggere

sabato 13 luglio 2013

Portia Woodman e Casey Robertson hanno guidato le Black Ferns alla vittoria in un match molto bello, il cui risultato penalizza troppo le inglesi.

Nello storico millesimo test match femminile, le Black Ferns si sono imposte grazie ad una forma fisica migliore che ha permesso loro di allungare nel secondo tempo con due mete negli ultimi dieci minuti con Rule e Savea, dopo che le inglesi erano riuscite a tenere il passo molto bene.
Nel primo tempo le Black Ferns hanno segnato una bella meta con Portia Woodman, all'esordio nel rugby a 15, dopo la straordinaria prestazione nella coppa del mondo a 7. Dopo essere stata fermata sulla linea una prima volta, l'ala è stata nuovamente servita larga ed ha superato in velocità la difesa avversaria.
La meta dell'Inghilterra è invece scaturita da un doppio errore, prima di McLean che ha sbagliato il suo secondo tentativo dalla piazzola. In ricezione però le neozelandesi hanno commesso un in-avanti, sugli sviluppi della conseguente mischia Packer è andata in meta.
Nel secondo tempo dopo una serie di calci piazzati segnati da Brazier, come detto la maggior forma fisica delle Black Ferns ha permesso loro di mettere sempre più in difficoltà la difesa ospite.
Casey Robertson ha dominato la linea ed ha portato palla di potenza in diverse occasioni, Woodman ha impressionato non solo per la velocità e la tecnica ma anche in difesa con un placcaggio determinante alla metà del secondo tempo quando le squadre erano ancora separate da soli 4 punti.
Per le inglesi, nonostante il risultato, una buona gara, con molte luci, la sconfitta è arrivata come detto dalla minore intensità fisica della nazionale della rosa rossa, un aspetto sul quale gli allenatori dovranno lavorare per trovare le contromisure tattiche in vista del secondo match.
Per entrambe le squadre da migliorare le rimesse laterali e, per la Nuova Zelanda la mischia.
Scrito da Unknown Il 7/13/2013 05:20:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 12 luglio 2013

Gli All Blacks sfideranno i Cherry Blossoms  il 2 Novembre prima del tour autunnale in Europa

È stato annunciato oggi che gli All Blacks faranno per la prima volta da 26 anni visita nel paese del Sol Levante, un'operazione tesa a creare sempre maggior interesse nel paese asiatico in vista della Coppa del Mondo del 2019.
Le due squadre si sono fin d'ora incontrate solo due volte in partite ufficiali, in entrambi i casi durante la coppa del mondo: nel 1995 gli All Blacks travolsero i Cherry Blossoms per 145 - 17 Bloemfontein, la peggior sconfitta incassata dal Giappone nella propria storia; nel 2011 invece finì 83 - 7 ad Hamilton.
Nel quadro dei test autunnali, gli All Blacks hanno poi in programma di far visita a Francia, nel quarto test tra le due nazioni nel corso di quest'anno, Inghilterra, ultima squadra ad averli sconfitti, ed Irlanda.
SBW durante la sfida tra le due nazionali alla RWC11 - foto Hannah Johnston/Getty Images
Tatsuzo Yabe, presidente della federazione giapponese, JRFU, ha detto: "è un grande piacere ospitare gli All Blacks in Giappone per la prima volta da 26 anni. Nuova Zelanda e Giappone hanno un lungo e forte legame nel rugby, fin da quando la nazionale giapponese ha giocato per la prima volta contro la selezione universitaria neozelandese 77 anni fa, abbiamo imparato molto dalla Nuova Zelanda.

L'allenatore dei Cherry Blossoms, l'australiano Eddie Jones, ha detto: "è un grande onore per il Giappone giocare contro gli All Blacks, gli attuali campioni del mondo e i numeri uno del ranking mondiale." e poi, ricordando il recente successo per 23 - 8 contro il Galles, seppur privo dei Lions, ha aggiunto: "la storia degli incontri tra All Blacks e Giappone non è in nostro favore, ma abbiamo cambiato la storia una volta battendo il Galles e vogliamo cambiarla ancora contro gli All Blacks." Intendendo a mio parere, prenderle di meno.

L'allenatore degli All Blacks, Steve Hansen, ha precisato che: "il match si inserisce perfettamente nella nostra strategia per il 2013 non solo di migliorare il nostro gioco, ma anche di ampliare il gruppo e dare opportunità a giovani di indossare la maglia nera".

Il movimento in Giappone è in netta crescita, lo dimostrano sia i record individuali sia i risultati della nazionale, attualmente 14esima nella classifica della IRB,.
Quest'anno infatti ben due giocatori giapponesi hanno fatto il proprio esordio nel Superugby, Fumiaki Tanaka con gli Highlanders e Shota Horie con i Rebels.
I Cherry Blossom nel corso del 2013 hanno vinto il loro sesto Asian Five Nations consecutivo ed hanno battuto sia il Canada sia gli USA nella IRB Pacific Nations Cup, oltre alla già citata vittoria contro il Galles
Scrito da Unknown Il 7/12/2013 01:24:00 PM Nessun commento Continua a leggere

L’ultimo turno del Superugby deciderà gli accoppiamenti per i play off tra le sei squadre già qualificate: Bulls, Chiefs, Brumbies, Crusaders, Reds e Cheetahs.

Teoricamente può accadere quasi tutto il possibile: tre squadre si contendono la testa della classifica e per  gli importantissimi primi due posti che garantiscono un turno di riposo prima delle semifinali la matematica non esclude neppure i Crusaders. Infatti una vittoria con bonus dei rossoneri  ed una contemporanea sconfitta senza bonus dei Chiefs, permetterebbe alla squadra del sud di scavalcare i campioni in carica e, in caso di sconfitta dei Brumbies (con o senza bonus) darebbe ai Crusaders il secondo posto.
Il turno è sulla carta favorevole ai Brumbies che vanno a far visita ai derelitti Force, mentre i Chiefs ed i Bulls giocano in trasferta contro avversari che sebbene fuori dai giochi hanno un organico molto più pericoloso, i Blues e gli Stormers rispettivamente.
Bisogna comunque vedere come le squadre australiane reagiranno alla sosta prolungata per via del tour dei Lions.

L’ultimo turno vedrà come di consueto molti addii di giocatori che per varie ragioni lasceranno le proprie squadre di Superugby per cercare fortuna altrove.

Veniamo alle singole gare, come al solito in grassetto i miei, fallibilissimi, pronostici, indica le partite da guardare:

Venerdì 12

Crusaders - Hurricanes (AMI Stadium - Christchurch, NZ) 19:35 (9:35): partita che i Crusaders devono vincere ad ogni costo, se non per raggiungere le prime tre in classifica, per assicurarsi un play off in casa. Gli Hurricanes dopo la sbornia di mete della settimana scorsa contro gli Highlanders devono assolutamente rivedere la propria difesa se non vogliono concedere ai Crusaders un record di punti.
Il momento di forma delle due squadre è totalmente opposto, con i Crusaders imbattuti da nove turni in casa e gli Hurricanes capaci di vincere una sola delle ultime sette gare. Pronostico facile per i Crusaders

Rebels - Highlanders (AAMI Park - Melbourne, AU) 19:40 (11:40): la stagione dei Rebels finirà al meglio con un dodicesimo posto poco esaltante, le porte dello spogliatoio sono state sostituite da un check-in per agevolare il gran numero di partenti. O’Connor parte dalla panchian, a dimostrazione di un rapporto oramai completamente compromesso. Gli Highlanders pare abbiano trovato la formula vincente all’ultimo e partono favoriti per la partita di Melbourne.

Sabato 13

Blues - Chiefs (Eden Park - Auckland, NZ) 19:35 (9:35): così come la settimana scorsa, ai Chiefs basta un solo punto per assicurarsi la vittoria del girone, questa volta l’impegno è decisamente più semplice. I Blues sono reduci da una trasferta in Sud Africa con doppia sconfitta e molti lividi. Addio all’Eden Park di Ali Williams e Renè Ranger, entrambi in direzione Francia. Pronostico per i Chiefs, ma i Blues venderanno cara la pelle.

Waratahs - Reds (ANZ Stadium - Sydney, AU) 19:40 (11:40): il derby tra Tahs e Reds è sempre una partita molto difficile per entrambe le squadre, i punti che dividono azzurri e rossi sono molti e la rivalità del league si è trasferita velocemente all’union. I Reds partono favoriti, con un Quade Cooper liberato dal fantasma Deans e voglioso di dimostrare a tutti il proprio valore. 50esima partita con la maglia dei Reds per James Slipper, che sarà per l’occasione il capitano della squadra del Queensland. Pronostico per i Reds.

Force - Brumbies (NIB Stadium - Perth, AU) 19:45 (13:45): come detto per i Brumbies si  tratta di un impegno relativamente facile, nonostante alcuni dei loro giocatori debbano smaltire le tossine dell’ultimo incontro con la maglia dei Wallabies o siano fermi per infortunio. Brumbies.

Sharks - Kings (Mr Price Kings Park Stadium - Durban, SA) 17:05: finalisti l’anno scorso gli Sharks non si sono ripetuti quest’anno ma hanno l’occasione per dire arrivederci al proprio pubblico con una vittoria contro i Kings. La squadra della Southern Province dovrà lottare, come previsto, contro i Lions per garantirsi un posto in Superugby, e per questo si presenteranno in formazione largamente rimaneggiata .


Stormers - Bulls (Newlands Stadium - Città del Capo, SA) 19:10: in caso di vittoria i Bulls succederebbero proprio agli Stormers come vincitrice del girone sudafricano e della classifica generale, e con ciò si garantirebbero il fattore campo nei play off.
Gli Stormers venderanno cara la pelle, Jean de Villiers torna capitano nell’ultima occasione per i tifosi sudafricani di vedere il grande Bryan Habana in campo nel Superugby prima che, assieme a Joe Pietersen e Dewaldt Duvenage, si trasferisca nel Top14.
Pronostico difficile, ma penso i Bulls abbiano maggiori motivazioni e l'avranno vinta.
Scrito da Unknown Il 7/12/2013 10:55:00 AM Nessun commento Continua a leggere

Paragoni blasfemi per spiegare l'esonero di Robbie Deans

Un articolo di Phil Lutton dal titolo: Ewen McKenzie: no messiah, but a visionary of sorts (Ewen McKenzie: no il messia, ma una specie di  visionario) mi ha fatto riflettere su un altro probabile accostamento di figure bibliche al momento che ha portato al cambio di allenatore dei Wallabies.
Premetto che non amo molto chi incensa il rugby come uno sport al di sopra di ogni altro e pieno di significati filosofico-morali. Il rugby è uno sport fantastico, nel quale io, come altri, ho trovato molto più di una palla ovale, del fango e dei bei lividi. Ma certamente non è il 42, come non lo è nessun'altra cosa che abbiamo, se presa singolarmente.
Ora veniamo al paragone balsfemo. Ewen per me non è il messia, è Barabba. E Deans, mi perdonino, Cristo.
Deans ha ottenuto qualche successo, il Tri Nations del 2011 e parte del popolo lo segue, in attesa del prossimo miracolo. Ma il culto personale di Deans minaccia il potere dell'oligarchia del rugby scritto e parlato, un sinedrio potente e rancoroso che mal vede il kiwi a capo del proprio popolo.
La situazione si fa sempre più tesa di mese in mese, vittorie e sconfitte vanno di volta in volta a rafforzare una o l'altra fazione, fino a che non arriva il culmine dello scontro.
In occasione del tour dei Lions Deans prende sulle proprie spalle tutto il peso dei Wallabies, rimanendo fedele alle proprie idee, al proprio stile, non ha convocato Quade Cooper contro il volere del sinedrio ed ha al suo posto investito O'Connor della maglia numero 15.
La rivolta dell'intellighenzia del rugby australiano, soprattutto quello del Queensland è veloce, rabbiosa, infastidita da questo reato di lesa maestà.
Alla prima partita Deans fallisce, i Wallabies perdono, ma di poco, con molti infortuni e un calcio sbagliato all'ultimo: il popolo degli spettatori concede le attenuanti a Deans e continua a sostenerlo, il sinedrio è costretto ad accettare, obtorto collo, più o meno immobile.
La seconda partita, mentre il sinedrio era pronto a scatenare la propria ira contro Deans, viene vinta, di misura, soffrendo, con carattere e forse anche fortuna, ma pur sempre vinta. Se non un trionfo, è per Deans un'affermazione che lo rende salvo ancora per una settimana.
Arrivata la terza partita Deans non fa il miracolo che i tifosi si aspettavano. È il momento giusto per il sinedrio di agire: articoli, tweets, interviste, tutti contro Deans, l'uomo che si è fatto dio di fronte all'autorità del sinedrio e che ha peccato di lesa maestà.
Ma nonostante tutta la sua potenza il sinedrio non può esautorare Deans, necessita di un'autorità superiore.
Bill Pulver: Pilato.
Il neo presidente della federazione ha il solo interesse di mantenere il potere e con ciò il prestigio personale, Deans può essere un ostacolo ma anche un mezzo, le richieste dell'intellighenzia sono chiare, precise, vogliono liberarsi di Deans e richiedono il suo intervento per farlo. Una bella gatta da pelare.
Pulver è messo di fronte alla scelta, rendersi responsabile della morte rugbistica di Deans o lasciare la decisione al popolo. Il dilemma è grande e con esso la responsibilità.
Ma ecco che a Pulver viene in aiuto Barabba. Paladino del popolo e del sinedrio. Male minore, stimato e lodato ma più umile, un uomo che viene dai ranghi e che è accettato da chi detiene il potere mediatico.
Pulver interroga Deans, vuole che egli si difenda, spieghi i motivi della sua ribellione ai voleri del sinedrio, dica perché non ha convocato Cooper, perché ha messo O'Connor all'apertura. Ma Deans non risponde, dice solo che il suo destino è già scritto e non da lui.
Con ciò Deans accetta ogni decisione di Pulver cercando forse l'esonero che lo renderà martire agli occhi dei seguaci (e di certo in Nuova Zelanda).
Al nome di Barabba il popolo ha un moto d'orgoglio, Barabba sia fatto allenatore e venga esonerato Deans.
E a Pulver non resta che presentarsi in conferenza stampa mostrare Deans ornato da una corona di spine ed esclamare: Ecce Homo!

Ecce Homo - Antonio Ciseri 1880 - particolare

Crediti: questo post è in parte colpa di una carissima amica che mi ha regalato "Il «Crucifige!» e la democrazia" di Gustavo Zagrebelsky - 2007 Einaudi Tascabili

Scrito da Unknown Il 7/12/2013 08:49:00 AM Nessun commento Continua a leggere
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