lunedì 1 luglio 2013

Perfetto torneo delle all blacks che regolano in finale il Canada. Portia Woodman giocatrice del torneo

Alla fine anche nel rugby femminile in vetta al mondo c'è la Nuova Zelanda, che dopo numerose sorprese nel torneo, tra le quali l'uscita di scena di Inghilterra ed Australia partite tra le favorite, si conferma l'unico punto fermo del rugby mondiale.
Dopo una giornata molto calda, la più calda in 100 anni a Mosca, le finali sono state precedute da un temporale che ha fatto interrompere il gioco per una buona mezz'ora e le gare sono state segnate da una pioggia battente che ha reso il pallone molto scivoloso ed il campo una piscina, soprattutto sul lato vicino all'inquadratura televisiva.

Nella finale le kiwi sono partite subito forti ed hanno varcato la linea di meta grazie alla solita Portia Woodman dopo 3 minuti, undicesima meta per Woodman nel torneo. Tra la seconda meta neozelandese di Kelly Brazier e la terza di Honey Hireme le canadesi si fanno comunque vedere nei 22 avversari e vanno in meta con Dubissette-Borrice.
Nella seconda metà di gara le neozelandesi accusano la stanchezza ed il terreno pesante e concedono a Ghislaine Landry di portare il Canada a 5 punti di distanza a 5 minuti dalla fine. Ma ancora una volta Portia Woodman toglie le castagne dal fuoco con un'altra meta spettacolare. Prima del termine Woodman serve Kelly McAllister per la meta che mette decisamente la parola fine sulla gara e consegna alla Nuova Zelanda la coppa del mondo, che fa il paio con la coppa del mondo a XV e quella a 7 conquistata dai maschi.
La Nuova Zelanda celebra la vittoria finale - scrumqueens.com
Per il terzo posto si sono affrontate USA e la coriacea Spagna, unica rappresentante del vecchio continente tra le prime 4, che ha ancora una volta saputo colpire a tempo quasi scaduto. Dopo una meta iniziale causata da un serie di errori gratuiti delle furie rosse, gli USA nel secondo tempo hanno resistito agli attacchi delle spagnole, ancora colpevoli di troppi errori di controllo. La meta spagnola nel finale di tempo regolamentare avrebbe potuto segnare la beffa finale, ma la trasformazione non è andata a buon fine e si è andati così ai tempi supplementari dove la segnatura di Vanesha McGee ha dato la vittoria, e la medaglia di bronzo agli USA

Prima della finale maggiore si è giocata la finale per il Plate, dove, in una partita molto combattuta, l'Australia ha avuto la meglio sull'Inghilterra grazie ad una prova stratosferica di Sharni Williams: su ogni pallone, precisa nei placcaggi e in meta nel finale dopo che un pauroso scontro di gioco avrebbe messo ko molti altri atleti.

Altra sorpresa del torneo, ma in questo caso in positivo, la prestazione delle isole Fiji che si sono aggiudicate il Bowl contro la più quotata Olanda. Le Fiji sono composte da giocatrici che si sono da poco avvicinate al rugby a 7 e che hanno partecipato a soli due tornei prima della coppa del mondo. Da tenere d'occhio per il futuro
Scrito da Diego Ghirardi Il 7/01/2013 10:39:00 PM Nessun commento

0 comments:

Posta un commento

  • RSS
  • Delicious
  • Digg
  • Facebook
  • Twitter
  • Pagine22metri

Etichette

Archivio blog

Pagine di 22 metri

Pagine di 22 metri
Più informazioni sui campionati locali di: Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Stati Uniti

Il mio blog in Inglese

Il mio blog in Inglese
Alcuni post in inglese

    Stats

    visite

    paperblog