mercoledì 10 luglio 2013

Sabato si giocherà la millesima partita ufficiale di rugby femminile a 15.

Nel tempio del rugby neozelandese le black ferns (felci nere) sfideranno l’inghilterra alle 5 ora locale, le 7 del mattino in Italia, prima dell’incontro di Superugby tra Blues e Chiefs.
Il primo test match ufficialmente riconosciuto si svolse il 13 Giugno 1982 ad Utrecht tra Olanda e Francia, per la cronaca vinsero le gallette per 4 – 0.
Gli inizi per il rugby femminile furono molto difficili, ci sono traccie di giocatrici e di partite nei tempi pioneristici dello sport, ma non ci fu mai un vero e proprio movimento, neppure nella culla di tutti gli sport moderni, le isole britanniche. Il rugby veniva considerato uno sport troppo violento per il gentil sesso e quando nel 1891 ci fu un tentativo di organizzare un tour femminile della Nuova Zelanda, esso venne cancellato a furor di popolo.

Forse il primo incontro che godette di una certa pubblicità avvenne nel 1917 in Galles. Con gli uomini impegnati nella carneficina della prima guerra mondiale, i club femminili di Cardiff e Newport si sfidarono all’Arms Park per raccogliere fondi per beneficienza.
Ma per molto tempo il rugby femminile rimase relegato ai margini della vita sportiva mondiale, sommerso da pregiudizi e sessismo.

Si deve alla Francia la formazione della prima nazionale di rugby femminile, nel 1970 a Tolosa venne fondata la Association Francaise de Rugby Feminin e quattordicini anni dopo in Italia nacque la Lega Nazionale Rugby Feminile, la crescita del movimento femminile stava iniziando a prendere piede in tutto il mondo.
Le azzurre giocarono il proprio primo match internazionale a Riccione il 22 Giugno del 1985, 0-0 con la Francia. La prima vittoira arrivò nel 1991 contro la Svezia, 18 – 0 nella coppa del mondo.

Nel 1990 forse uno dei momenti più significativi, a Christchurch in Nuova Zelanda venne organizzato un torneo internazionale che vedette club locali e “nazionali” straniere sfidarsi in una specie di coppa del mondo.
Questo esperimento diede il la l’anno seguente alla prima vera e propria competizione internazionale in Galles, in parallelo alla coppa del mondo maschile.
Nel 1994 la seconda competizione internazionale venne prima organizzata in Olanda, ma dato il mancato riconoscimento ufficiale dell’IRB, venne prima cancellata e poi rimessa in piedi in Scozia.

Finalmente nel 1998 la prima coppa del mondo sotto l’egida dell’IRB in Nuova Zelanda. Con le black ferns vincitrici sugli Stati Uniti per 44 a 12.
Iniziò così una tradizione con la Nuova Zelanda vincitrice in tutte le seguenti edizioni.

Nel 1999 nacque anche il Cinque Nazioni femminile, che si espanse a sei con l’aggiunta della Spagna, sostituita poi dall’Italia nel 2007 quando l’edizione maschile e quella femminile vennero accorpate.
La prima vittoria delle azzurre l’anno seguente contro la Scozia, 31 – 10
Finalmente il rugby femminile si sta affermando, nel 2010 alla finale della Coppa del Mondo tra Nuova Zelanda ed Inghilterra assistettero 13.253 persone al Twickenham Stoop, tuttora record di presenze per una gara femminile.

E a riprova che il rugby femminile si sia ormai affermato a livello mondiale, esso è stato inserito nel programma olimpico e farà il suo esordio a Rio nella versione a 7

Credits a James Mortimer ‏@rugbycountry, tradotto ed ampliato da: From troubledbeginnings to 1000Tests - Women'sRugby continuesto grow
Scrito da Diego Ghirardi Il 7/10/2013 10:37:00 AM Nessun commento

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