domenica 6 ottobre 2013

Quando tutti la davano per spacciata, l'Australia ha tirato fuori una prestazione maiuscola contro l'Argentina

Ultima gara per el Señor Contepomi
Folau è stato il mattatore, Tomane il trascinatore, Horwill e Mowen le basi della squadra che ha travolto 54 - 17 in pumas.
Le tre mete di Folau sono state una chiara dimostrazione del talento del giocatore negli spazi aperti quando può attaccare l'uomo frontalmente, la scuola NRL è evidente. Tomane, meta a parte ha ispirato molti degli attacchi dei wallabies ed ha saputo integrarsi perfettamente con Quade Cooper, oggi molto ispirato nei passaggi, un po' meno al piede. Adam Ashley-Cooper ha ancora una volta dimostrato di essere una pedina fondamentale, in grado di essere efficace in ogni ruolo.
L'aspetto più sorprendente è stato come la mischia australiana, dopo un inizio da incubo, sia stata capace di riprendersi e di tenere testa agli avanti argentini.
Proprio la mancata dominanza in mischia è sembrata frenare l'entusiasmo dei pumas che sono sempre sembrati in affanno di fronte al gioco di corsa australiano.
Benn Robinson ha festeggiato il suo ritorno in nazionale con la sua terza meta in carriera nel finale ed un'altro protagonista dello Shute Shield, Ben Foley ha bagnato l'esordio con una meta nata da un'azione che ha percorso tutto il campo.
Unico aspetto da censurare nella gara degli uomini di Barabba il cartellino giallo a Simmons per una scellerata spallata a Contepomi senza palla, un francese avrebbe forse tirato fuori il rosso, per fortuna arbitrava un inglese.
Detto dei meriti dei wallabies, veniamo ai pumas. Irriconoscibili rispetto alla squadra che ha tenuto testa agli all blacks nel primo tempo di Domenica scorsa.
I pumas possono sì recriminare sulla mancata concessione di una meta tecnica al 15' dopo che la mischia australiana era ripetutamente collassata, ma dopo tale episodio è mancato completamente il gioco, fatti salvi gli sprazzi di Bosch, Imhoff ed Agulla.
La partita di Felipe Contepomi è stata un eccellente canto del cigno per uno dei giocatori che ha inciso di più sull'affermazione del rugby argentino a livello internazionale. El Señor se ne va con 87 caps e 651 punti a suo nome nel rispetto generale.
Barnes, con la sua figura da timido reverendo di campagna ha commesso diversi errori, detto della mancata concessione della meta tecnica ai pumas, l'arbitro non ha visto diversi in avanti, da entrambe le parti, ed è ricorso alla moviola ai limiti del ridicolo in almeno due occasioni: quando ha voluto rivedere un in avanti quattro fasi prima della meta di Ashley-Cooper e quando ha chiesto di rivedere i tre pestoni rifilati da Landajo ad Anthony Fainga di fronte ai suoi occhi per poi lasciar perdere.
Scrito da Diego Ghirardi Il 10/06/2013 03:58:00 PM Nessun commento

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