domenica 24 novembre 2013

Il 2013 dei galletti finisce con due sole vittorie.

Ancora una bella prova per le Roux
Non riesce ad una spenta Francia l'impresa contro i solidi sudafricani, Parra e Tales non riescono ancora a far girare la squadra, gli avanti concedono poco, ma i backs non incidono sulla gara, se si esclude Huget, autore di una meta e capace di evitarne una. Il maialino Saint André ancora tanto lavoro prima di dare a questa squadra l'assetto vincente che la federazione francese si aspetta dai bleus.
Per il Sud Africa si consolida il secondo posto nella classifica mondiale, gli springboks giocano come dei gatti, sornioni ma subito pronti a colpire alla prima occasione, chiudono gli spazi in difesa e attendono che gli avversari commettano un errore per poi o lanciare i backs o sfruttare la potenza degli avanti per andare in meta.
Oggi, il primo colpo è arrivato al terzo, con JP Pietersen, veloce a stoppare Parra ed a riportare in meta, poi nella ripresa sarebbe arrivato il secondo, se non fosse stato per un millimetrico in avanti su una smanacciata di Steyn, la seconda meta sarebbe arrivata da Fourie lanciato da de Villers.
Nel finale quando Pape ha provocato con una sceneggiata calcistica il giallo a Louw, gli springbok si sono saputi difendere con ordine e non solo hanno respinto gli attacchi disperati dei bleus ai quali una meta trasformata avrebbe dato la vittoria, ma sono andati ad attaccare ed a chiudere i conti a due minuti dalla fine con il preciso Lambie su piazzato.
Scrito da Unknown Il 11/24/2013 07:29:00 PM Nessun commento Continua a leggere

L'Australia si complica la vita da sola, ma mette sotto gli scozzesi.

Folau, man of the match
Con una formazione rimaneggiata per infortuni, squalifiche interne ed esterne, i wallabies rischiano contro la Scozia per colpa delle troppe infrazioni e dell'inconsueta imprecisione di Leaili'ifano dalla piazzola.
Il centro, oggi all'esterno al posto dello squalificato Kuridrani, ha infatti sbagliato tre calci consecutivi nel finale del secondo tempo dando modo ai padroni di casa di rimanere fino all'ultimo aggrappati alla partita.
Da notare un'altra prova maiuscola dell'Inutile che ispira entrambe le mete australiane, la prima dell'uomo della partita Israel Folau e la seconda del giovane emergente Feauai-Sautia, alla sua seconda meta in altrettante uscite in maglia verde oro.
Il numero di falli concessi dagli australiani è sicuramente un campanello d'allarme per la prossima partita contro il Galles del cecchino Halfpenny, ma i segnali della ripresa sono molto incoraggianti. Moore, Fardy e Mowen hanno ben chiuso gli spazi gli scozzesi e Genia, Cooper e Folau hanno messo più volte in difficoltà la difesa.
Ancora una volta il terreno del Murrayfield ha ceduto sotto la spinta della mischia, giocando a sfavore dello spettacolo e contro i padroni di casa, più forti in questo fondamentale, ma non in grado di sfruttarlo.

Scrito da Unknown Il 11/24/2013 03:23:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Gli azzurri chiudono con una sconfitta una brutta serie autunnale.

Molto su cui riflettere per Brunel
Se da questi tre test match ci si attendeva una conferma delle bella Italia vista nel Sei Nazioni 2013, questa non è arrivata.
La partita contro l'Argentina va agli ospiti più per demerito degli azzurri che per merito dei pumas. Entrambe le squadre hanno infatti deluso le aspettative in una partita che è stata un vero e proprio festival dei possessi calciati via inutilmente.
La differenza l'hanno fatta la precisione e la maggior esperienza di Sanchez rispetto ad Allan. Il promettente azzurro ha infatti sbagliato diversi piazzati, alcuni dei quali da posizione non impossibile, mentre l'argentino ha sbagliato solo un calcio da distanza siderale, che è sembrato più un modo per mangiare 90 secondi vista l'inferiorità numerica che un serio tentativo di mettere tre punti sul tabellone.
Se Allan ha deluso dalla piazzola, non si può negare che abbia del talento e che sia in grado di fare bene in futuro, e la maglia titolare dovrebbe essere sua per il prossimo Sei Nazioni.
L'Omino Bialetti deve lavorare soprattutto sull'atteggiamento offensivo, in tutte e tre le partite, non si è infatti visto il gioco di corsa che ha caratterizzato le vittorie contro Francia ed Irlanda, il numero di calci a campanile o lunghi senza una vera e propria rincorsa dei backs che potesse mettere in difficoltà gli avversari non ha dato frutti.
In difesa gli azzurri hanno migliorato rispetto alle prime due uscite, ma sono stati testati meno, infatti anche i pumas sono ricorsi ad un numero esagerato di calci in gioco aperto.
La mischia non è stata il fattore determinante che si attendeva, persino contro l'Australia, da tutti ridicolizzata per la propria prima linea, ha concesso molto. Gli argentini hanno oggi vinto la mischia anche 7 contro 8.
Seconda e terza linea hanno fatto il proprio dovere, il premio di man of the match a Geldenhuys è parso un po' esagerato, ma non di può negare il gran lavoro degli avanti azzurri.

Scrito da Unknown Il 11/24/2013 11:48:00 AM Nessun commento Continua a leggere

sabato 23 novembre 2013

Gil esperimenti dei gallesi non danno i frutti aspettati.
Galles vittima dello sponsor tecnico si presenta in campo con un'iniegabile pigiama grigio di fronte al bianco degli avversari, sarebbe proprio l'ora di introdurre la meta tecnica per crimini contro il decoro rugbystico.
Nonostante le buone prove dell'esordiente Amos, del capitano Ryan Jones schierato numero otto e di Cook all'apertura, il complesso non ha funzionato. Le mete del primo tempo dei centri Williams e Banks hanno illuso gli spettatori che si potesse replicare la rotonda vittoria sui pumas, ma i tongani hanno resistito bene, hanno continuato a difendere e placcare molto bene e, dopo la meta di Lilo nel finale del primo tempo, non hanno concesso più nulla.
Nella ripresa i gallesi hanno attraversato per due volte la line di meta ma in entrambi i casi la moviola ha giustamente annullato le segnature. La mancanza di fantasia da una parte e l'imprecisione dall'altra hanno confezionato un secondo tempo che solo i più appassionati statisti ricorderanno. Tonga non ha mai oltrepassato la propria metà campo nel secondo tempo.

Scrito da Unknown Il 11/23/2013 05:53:00 PM Nessun commento Continua a leggere

martedì 19 novembre 2013

Sei giocatori sospesi ed altri nove ammoniti  per aver bevuto il Martedì sera prima della gara con l'Irlanda.

Quando sul campo si iniziava a vedere una ripresa, un misto di stupidaggine e di eccesso di disciplina ributta i wallabies nel caos.
Se da un lato è vero che si tratta di professionisti ben pagati e che dovrebbero essere perfettamente a conoscenza delle regole a cui sono sottoposti, sono convinto che questo atto di stupidità sarebbe dovuto rimanere nello spogliatoio dei wallabies e non essere reso cosa pubblica.
Cosa ci guadagnino la federazione, l'allenatore ed i giocatori dal lavare i panni sporchi in pubblico, mi pare poco chiaro. Sono sempre convinto che un allenatore ed una dirigenza impongono la disciplina senza la gogna pubblica.
Nick Cummins, Adam Ashley-Cooper, Tatafu Polota-Nau, Benn Robinson, Liam Gill e Paddy Ryan sono tutti stati sospesi per una partita, i primi cinque non scenderanno in campo ad Edimburgo, mentre Ryan salterà la partita contro il Galles perché nei test sono richiesti quattro piloni tra campo e panchina.
Dave Dennis, Kane Douglas, Saia Fainga'a, Bernard Foley e Nick Phipps hanno ricevuto una reprimenda scritta mentre Scott Fardy, Mike Harris, Ben McCalman e Nic White sono stati ammoniti verbalmente.

Scrito da Unknown Il 11/19/2013 08:46:00 AM Nessun commento Continua a leggere

domenica 17 novembre 2013

Continua il periodo no dell'Argentina, ancora sconfitta ed ancora senza idee. 

Il Galles non ha dovuto fare troppo per battere i pumas, una gara d'attesa e lo sfruttamento di ogni possibilità per fare punti è stata sufficiente. L'Argentina ha infatti buttato letteralmente via un numero infinito di possessi, non essendo in grado di scardinare la difesa avversario Landajo e Sanchez sono ricorsi a numerosi calci in gioco aperto che sono stati facili preda dei gallesi. Se escludono le fughe della giovane promessa Cordero, i backs argentini non hanno mai messo in seria difficoltà North, Williams ed Halfpenny.
I pumas alla fine hanno concesso quattro mete e non sono andati a segno che su piazzato, così come a Twickenham, ancora una volta per un misto di meriti della difesa avversaria e demeriti propri. Anche nel momento di superiorità numerica nel primo tempo i pumas non hanno trovato varchi ed hanno nei 10 minuti concesso 3 punti senza segnarne alcuno.
Per il Galles molti segnali positivi, dalla difesa, dove Hibbard ha eccelso, al centrocampo ed all'attacco, dove North è stato il più attivo. Halfpenny ha accumulato come di consueto punti su punti, commettendo un solo errore nei 9 tentativi a disposizione.
Il risultato finale forse punisce più del dovuto gli argentini, ma è il giusto specchio di una partita dove per la squadra migliore è girato tutto nel verso giusto.
Buona la direzione di Lacey che si sta facendo notare come un buon arbitro anche a livello internazionale, anche lui come il kiwi Jackson, grazie anche alla propria esperienza personale come giocatore, ha un buon sesto senso per come la gara si stia evolvendo e riesce, nonostante qualche errore qua è molto coerente nelle sue decisioni e ciò gli permette di tenere la partita saldamente in mano.
Scrito da Unknown Il 11/17/2013 03:53:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Azzurri deludenti contro gli indisciplinati figiani.

Partita brutta,  a tratti inguardabile, segnata dal record di cartellini gialli, 6, di cui alla fine del primo tempo 4 contemporanei contro le Figi, dove l'Italia, nonostante il dominio territoriale, numerico e di falli a favore non è riuscita a convincere. Gli azzurri si sono fatti condizionare dal gioco confusionario degli ospiti, hanno creato molto poco ed hanno dimostrato che la lezione subita dall'Australia non è servita a migliorare contro il gioco veloce delle ali avversarie.
Parisse e Castrogiovanni posso dire di aver festeggiato il proprio centesimo cap con una vittoria, ben per loro, ma non possono dirsi altrettanto soddisfatti della prova della propria squadra, come sicuramente l'Omino Bialetti.
Castrogiovanni, cosi come tutta la prima linea titolare e  quella di riserva, ha dominato la mischia, dimostrando a chi come il CT degli All Blacks Hansen ha levato voci contro la nuova sequenza e l'apparente perdita del vantaggio per chi introduce, che un buon tallonatore, se sostenuto a dovere dai piloni e dalle seconde, è sempre in grado di vincere la mischia.
Il capitano ha segnato una meta, a dire il vero, quando l'Italia era in quadruplice superiorità numerica e ne ha fatta segnare una al figiano di nascita Vosawai, ma ha terminato la partita prematuramente per un giallo guadagnato con un fallo di mestiere ed ha dovuto osservare gli ultimi minuti di gioco nervosamente dalla panchina.
Decisamente poco lucida la gara di Orquera. Il torero, escludendo gli errori dalla piazzola, ha regalato la prima meta ai figiani passando il pallone direttamente a Tikoirotuma e nel secondo tempo ha commesso due errori al piede in gioco aperto, che hanno dato ottime posizioni di campo agli avversari.

Per le isole Figi una prestazione a tratti sconcertante, se al posto dell'insicuro Hodges ci fosse stato un altro gallese dal piglio più severo, uno dei gialli sarebbe stato sicuramente rosso. Ma nonostante l'indisciplina e l'aver ottenuto il primo fallo a favore a dieci dalla fine, l'esplosività dei propri backs ha tenuto in partita i figiani tanto che a quattro minuti dalla fine erano sotto di soli sei punti.

Infine il pubblico è stato molto sportivo, ha sostenuto la squadra azzurra ed applaudito gli avversari, ma qualcuno mi spieghi il perché della hola nel primo tempo.
Scrito da Unknown Il 11/17/2013 09:52:00 AM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 13 novembre 2013

Piedi piantati per terra ed un pizzico di ambizione, un buon mix per il neonato campionato americano.

Sono entrato in contatto con l'organizzazione del torneo, che mi ha dato qualche informazione in più sul PRP prossimo venturo.
Come anticipato Sabato, il torneo si svolgerà da Febbraio a Maggio dell'anno prossimo e vedrà impegnate sette squadre statunitensi.

Grazie a Sion del PRP per il tempo a disposizione, ecco la trascrizione del nostro scambio di e-mail.

22metri: Salve, il vostro torneo è soto l'egida di USA Rugby, o è un'iniziativa al di fuori di essa?

Sion: Il PRP è una competizione esterna ai tornei di USA Rugby competitions, ed è un'iniziativa di sette club d'elite dell'ovest degli Stati Uniti.

22metri: Il PRP sarà un'alternativa al National Championship organizzato da USA Rugby?

Sion: Più che essere un'alternativa, noi speriamo i campionati nazionali divengano una via di sbocco al PRP. La struttura del torneo è completamente diversa dai campionati nazionali e permette alle squadre di avere una stagione rugbistica regolare.

22metri: Siete a conoscenza di altri club in altre zone degli Stati Uniti intenzionati a seguire il vostro esempio?

Sion: no, non ne siamo a conoscenza. Sappiamo che c'è una grande richiesta qui negli USA per rugby di livello, quindi pensiamo ci possano essere prospettive per un'espansione in futuro.

22metri: Avete già dei piani concreti per un'espansione? Ad esempio verso il Canada?

Sion: dopo la prima stagione saremo in grado di fare dei piani più precisi, nel frattempo non escludiamo nulla a priori.

22metri: Avete intenzione di allargare la competizione inserendo anche un torneo giovanile o uno femminile?

Sion: Per ora preferiamo vedere come andrà la prima stagione e stiamo convogliando tutte le nostre energie su di essa. Poi vederemo quali ulteriori opportunità per allargare la competizione.

22metri: Venendo al rugby giocato, avete intenzione di improporre quote di giocatori provenienti dalle giovanili o dalle accademie delle squadre partecipanti?

Sion: Seguiremo i criteri e le regole di USA Rugby in quanto alle rose, senza imporre ulteriori restrizioni.

22metri: Bene, in attesa di vedere le squadre in campo, avete già un piano sul dove e come sarà possibile vedere le partite?

Sion: Le partite saranno trasmesse on-line in diretta ed organizzeremo anche degli highlight. Il calendario è ancora in via di definizione, ma i piani sono già stati fatti.

22metri: Grazie Sion per il tuo tempo ed in bocca al lupo per la vostra iniziativa. Ci risentiremo presto per venire a sapere maggiori dettagli.


il sito del PRP è pacificrugbypremiership.com 

Scrito da Unknown Il 11/13/2013 08:04:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 11 novembre 2013

Il Giappone è sulla strada giusta, ma la strada è ancora lunga.

Se contro la Nuova Zelanda i cherry blossom non avevano mai visto l'avversario a portata di mano, contro la Scozia, nonostante il risultato non sia mai apparso realmente in discussione, il Giappone si è portato per ben due volte ad un solo punto di distanza. L'ala Fukuoka ha varcato per ben due volte la linea di meta avversaria ed ha dimostrato di essere un giocatore in grado di fare la differenza negli spazi. Tanaka ha guidato ancora una volta i suoi con precisione, il training ad Otago ed agli Highlanders sta dando i suoi frutti, così come per il tallonatore Horie, sempre preciso in touch e protagonista assieme ai propri compagni in prima linea di una mischia che sul terribile campo del Murrayfield ha dominato gli avversari.
I margini di miglioramento sono stati esposti in meno occasioni rispetto alla gara contro gli all blacks, ma più per demerito degli scozzesi che per merito dei giapponesi. La difesa ha chiuso gli spazi molto bene, ma è stata costretta al fallo troppo spesso, l'attacco ha dimostrato grande tenacia ed ha costruito fasi su fasi senza però dimostrare troppa fantasia nei momenti in cui i centri avrebbero dovuto prendere l'iniziativa.
Dall'altra parte per la Scozia diversi spunti positivi, ma la debolezza in mischia e l'aver lasciato spazi alle ali giapponesi non lasciano ben sperare per l'arrivo degli springbok la prossima settimana.
Scrito da Unknown Il 11/11/2013 09:16:00 PM Nessun commento Continua a leggere

domenica 10 novembre 2013

Gli all blacks vincono ancora ma non convincono contro una determinatissima Francia.

Un pareggio sarebbe stato più giusto e la vittoria dei neozelandesi lascia l'amaro, infatti a parte i due lampi sulle mete, gli all blacks in bianco non hanno mai mostrato di dominare la gara.
La Francia è stata più determinata ma i calci in gioco aperto hanno lasciato molto a desiderare, e le blues sono stati incapaci di capitalizzare sul possesso palla nel lungo periodo in cui le due squadre si sono scambiate piazzati da una parte e dall'altra.
L'equilibrio è stato rotto da due giocate eccezionali di Piutau: nella prima l'ala è andata in meta andando a recuperare un proprio calcio a seguire e nella seconda ha mandato in meta Read con un passaggio dietro la schiena.
Ma les blues hanno reagito e sono andati prima in meta con Dulin e poi si sono riversati nei minuti finali a ridosso della linea di meta avversaria ma un fallo stupido in mischia ha vanificato gli sforzi dei padroni di casa a tempo oramai scaduto.
Scrito da Unknown Il 11/10/2013 11:32:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Il match clou non tradisce le aspettative.

Incontro fisico e tecnico tra due delle migliori alternative agli all blacks ed alla fine la spunta il Sud Africa, che è stato in grado di costruire e convertire in punti più occasioni rispetto al Galles.
L'atteso duello dalla piazzola tra Halfpenny e Steyn, due dei migliori calciatori al mondo, dura solo 18 minuti, infatti il sudafricano esce dal campo, con un record di 3 su 3, dopo aver trasformato la seconda meta dei suoi e lascia la scena al gallese che mette a segno tutti i punti per i suoi, senza sbagliare nessun calcio.
Meta da antologia per gli springbok al 12': un misto di potenza, velocità e determinazione: prima Brian Habana mette lo scompiglio tra la difesa gallese saltando cinque avversari, poi Bismark du Plessis asfalta Leigh Williams in corsa, poi de Villers resiste a due placcaggi per schiacciare in meta. Il colpo per il Galles non è solo psicologico, ma anche fisico, con Williams e Jonathan Davies, colpito da de Villers, entrambi fuori.
La seconda meta sudafricana è stata la tipica dimostrazione di forza bruta, ed è Bismark du Plessis a segnare sotto i pali.
Ancora una prova maiuscola per il man of the match Fourie du Preez, coronata da una meta d'astuzia, che ha evidenziato la visione di gioco del mediano di mischia, seppure sia stata viziata da una posizione di fuori gioco e da un errore di giudizio di Gobbetto Priestland.
Alain Roland torna ad arbitrare il Galles due anni dopo il cartellino rosso della semifinale dei mondiali ed il pubblico dimostra di non aver dimenticato, fischiando ogni sua decisione contro i dragoni. La prova del franco-irlandese è stata buona, segnata da coerenza nel penalizzare le infrazioni in ruck e da un po' di difficoltà di troppo nel dirigere la mischia, tanto che ha dovuto ricorrere ad un doppio cartellino giallo per punire le prime linee, ree di troppi falli.
La partita ha anche segnato il ritorno sulla panchina del Galles di Warren Gatland dopo la vittoriosa avventura alla guida dei Lions, ma ancora una volta i dragoni sono usciti sconfitti contro gli springbok.
Scrito da Unknown Il 11/10/2013 10:27:00 PM Nessun commento Continua a leggere

L'Inghilterra vince ancora ma stenta a convincere.

Se contro l'Australia gli uomini di Lancaster avevano iniziato a giocare solo nel secondo tempo, contro l'Argentina è successo il contrario. Dopo un bel primo tempo segnato da tre mete e concluso sul 24 - 6, gli uomini della rosa rossa non hanno saputo incidere e la loro unica segnatura è arrivata nel finale grazie ad un'azione personale di Morgan, subentrato al sempre più determinante Billy Vunipola.
I pumas dal canto loro sono apparsi privi di idee per tutta la prima metà della partita ed hanno calciato via una marea di possessi. Nella ripresa i pumas hanno mostrato più iniziativa, complice la spenta Inghilterra, ma non sono riusciti a passare se non su piazzati. Poco comprensibile anche la scelta di andare al calcio, per inciso sbagliato, al 32' quando i tre punti non avrebbero condizionato il risultato.
La strada per entrambe le squadre è ancora lunga, l'Inghilterra vista oggi non rappresenta un pericolo per gli all blacks, in visita la prossima settimana, e l'Argentina deve trovare il collante giusto tra un pacchetto avanzato molto temibile ed i backs molto veloci ma fisicamente poco possenti.
Buono per i pumas l'esordio di Cordero, molto veloce e vivace, per l'Inghilterra un'altra gran bella prova dell'estremo Brown.
Scrito da Unknown Il 11/10/2013 05:48:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Un passo indietro ed un bagno di umiltà per gli azzurri.

Il 10 - 0 dopo 12 minuti di gioco ha illuso l'Italia e chi prevedeva una storica prima vittoria contro una delle tre grandi dell'emisfero sud, ma, registrata la difesa, i wallabies non hanno concesso più nulla ed hanno inflitto all'Italia una lezione di rugby che pochi si aspettavano.
La partita ha ricordato per l'andamento e per il risultato finale l'ultima uscita dei wallabies nel Rugby Championship: sulla carta attese per l'impresa di un avversario emergente dalla mischia molto forte ed alla fine un'Australia che sull'orlo del baratro, avesse perso oggi sarebbe scivolata ad un'umiliante settimo posto del ranking IRB, trova, grazie ad una mischia decente ed un attacco esplosivo negli spazi, una vittoria che da morale.
Cosa non ha funzionato per gli azzurri? Diverse cose: per prima la mischia, che da annunciato punto di forza si è trasformata in un'arma spuntata, con Rizzo protagonista in negativo. Poi la mancanza di gioco mediana, incapace di lanciare attacchi all'esterno ed infine la difesa. Sulle ali i wallabies hanno fatto il bello e cattivo tempo: Cummins, Ashley-Cooper e Tomane hanno trovato spazi dove non ce ne sarebbero dovuti essere. Da rivedere anche la cerniera di centrocampo, Di Bernardo, errori dalla piazzola a parte, non ha impressionato come regista.
Cosa ha invece funzionato? Soprattutto lo spirito combattivo e la voglia di giocare il pallone senza ricorrere a troppi calci.
Dall'altra parte per i wallabies continua il recupero di Cooper, autore due assist determinanti e di una buona prova a tutto tondo e sempre più a suo agio con Toomua numero 12. Poi le pericolose ali e, come detto la mischia. Presto per dire che Barabba abbia trovato la quadratura del cerchio, la strada è ancora lunga e i margini di miglioramento sono sempre nei soliti reparti.
La prossima settimana a Dublino sarà un'altra musica, così come per l'Italia contro le isole Fiji.
Uomo della partita: Cummins
Scrito da Unknown Il 11/10/2013 01:34:00 PM 1 commento Continua a leggere

sabato 9 novembre 2013

Il tempismo non è dei migliori, ma l'iniziativa è comunque degna di nota.

Dubito infatti i cronisti si buttino su questa notizia visti i concomitanti test match, nei quali sono impegnati tra l'altro anche gli americani contro i maori all blacks, ed ammetto che non appena ho letto il titolo della nota stampa "Pacific Rugby Premiership Kicks Off Febrary 2014" ho pensato si trattasse, finalmente, di un serio torneo tra squadre di club delle isole del pacifico, invece si tratta del un altra iniziativa per far crescere il rugby negli USA.
Sette squadre della zona ovest degli Stati Uniti hanno deciso di dare vita ad un campionato molto ambizioso constante di ben 43 partite in 14 settimane a partire dal primo Febbraio dell'anno prossimo.
Le squadre sono: Belmont Shore, Denver Barbarians, Glendale Raptors, Olympic Club, OMBAC, San Francisco Golden Gate e Santa Monica.
Le squadre saranno suddivise in due gironi e le vincenti di ciascuno di essi si scontreranno per il titolo finale.
La data della fine del Pacific Rugby Championship sarà il 17 Maggio, quindi in contrasto con quella che è stata la data d'inizio dell'ultima edizione campionato nazionale di prima divisione, alla quale hanno partecipato anche alcune delle squadre che aderiscono al nuovo torneo.
Non so come l'abbia presa usarugby, ma dubito stiano facendo i salti di gioia, nel caso questa iniziativa sia al di fuori della loro sfera di competenza.
E su questo si gioca forse il futuro del PRP, anche se il mondo sportivo statunitense è storicamente molto più aperto alle iniziative private, al di fuori delle istituzioni.
Per ora le informazioni a disposizione sono solo queste, ed il sito che ha rilasciato il comunicato non aggiunge altro, ho mandato un'e-mail, vediamo se mi risponderanno.


Scrito da Unknown Il 11/09/2013 05:20:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Appuntamento annuale col derby.

Come tanti italo-australiani oggi vivrò il derby, la sfida tra la nazione dove sono nato e quella che mi ha adottato.
Se nelle partite di calcio sono gli azzurri a partire per favoriti e per i socceroos ben figurare è l'obiettivo, nel rugby i ruoli si invertono, nonostante la crisi dei wallabies, la distanza tra Italia ed Australia è ancora molta, ma lo spread, come quello famigerato degli interessi sui titoli di stato, si sta riducendo, in entrambi gli sport, a dire il vero.
Gli incroci tra le due nazioni, così distanti geograficamente, non sono poi così pochi. Tanti italiani sono venuti qua in Australia in cerca di fortuna e l'hanno più o meno trovata. Coniugando un misto tra tradizioni e nuove abitudini, gli italoaustraliani non si sono macchiati della terribile fama degli italoamericani, hanno occupato posizioni di potere ed hanno contribuito in maniera determinante alla formazione dell'Australia moderna, non più copia bizzarra delle isole britanniche, ma nazione vivace e dinamica. A Melbourne poi l'influenza italiana ha dato vita alla passione per il caffè: single shot (espresso), cappuccino o latte (ovvero caffellatte) sono parte integrante della vita delle città australiane, e sono tutti partiti da Lygon Street il cuore dei paisà, dove negli anni cinquanta apparve la prima macchina da caffè da bar.
Nel mondo sportivo, basta dare una letta alle formazioni, e i nomi si incrociano spesso, australiani dal nome tipicamente italiano hanno vestito entrambe le maglie, siano partiti da una o dall'altra nazione. La maggior espressione di tale senso del dovere verso la nazione dei padri lo si vede nei mondiali di rugby league, dove star dell'NRL vestono la maglia azzurra e cantano l'inno di Mameli per i propri padri e i propri nonni.
Personalmente vivrò questa partita come tutte le altre, con il giusto mix di nervosismo e di tranquillità, comunque vada avrà vinto una delle mie due nazioni sia essa un'impresa storica o una conferma quanto mai cercata.
Non so ancora se seguirò la partita in diretta, o se ripiegherò sulla registrata, qui il calcio d'inizio sarà all'una di notte, gioie del fuso orario.


Scrito da Unknown Il 11/09/2013 01:56:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 8 novembre 2013

Dopo l'aperitivo fatto dalla trasferta veniale degli all blacks in Giappone e dalla scadente partita tra Inghilterra ed Australia, week end pieno di partite interessanti.
Stando alla lista di wikipedia, oltre ai celebrati incontri tra le nazionali di prima fascia, sono previste anche partite tra squadre meno celebrate, ma che comunque hanno numerosi spunti da offrire, come la sfida sul campo del CO tra le africane Senegal e Costa d'Avorio di oggi, o quella tra due forze emergenti come Georgia e Canada di Sabato.
I due incontri principali saranno quello di Cardiff tra springboks e dragoni e quello di Parigi tra les bleus ed all blacks. Il Sud Africa è arrivato buon secondo nel Rugby Championship ed ha dato vita con gli all blacks ad una delle partite che rimarranno negli annali, Meyer ha scelto una formazione molto esperta, il risultato è più importante della ricerca del mix giusto in chiave mondiali 2015, le novità sono poche in una formazione sudafricana che fa paura. Il rientrante Gatland ritrova l'ossatura del Wales and Guests che ha guidato nel tour vincente in Australia. Sotto il tetto del Millenium Stadium assisteremo ad una sfida tra le più serie pretendenti al trono neozelandese.
La Francia ha la possibilità di rifarsi delle tre sconfitte rimediate in Nuova Zelanda a Giugno. Sul proprio terreno les bleus saranno un avversario più ostico di quanto visto nella terra della lunga nuvola bianca, ma la formazione scelta da Saint-André presenta diversi punti interrogativi: il capitano Dusautoir è reduce da una disastrosa figuraccia in Top14 a Brive così come il compagno di squadra Maestri; la cerniera formata dal graziato Parra e da Talès alla seconda apparizione da titolare. I conquistatori neozelandesi dovrebbero passare anche a Parigi ed il record dell'-ex maialino continuerà a peggiorare.
Ovviamente per i colori italiani la sfida di Torino contro l'Australia in crisi nera è una partita che offre spunti per sognare, dopo il quasi-pareggio di Firenze dell'anno scorso contro un'Australia più forte di oggi.
La cosa più importante per gli uomini dell'Omino Bialetti sarà il non pensare alla possibile impresa, non lasciare spazi a Folau, Cooper e Genia e capitalizzare sulla mischia, sperando nella buona sorte dalla piazzola. Barabba non si può permettere una sconfitta, anche i suoi numerosissimi estimatori inizierebbero a storcere il naso.
I pumas vanno a far visita a Twickenham dove l'impresa del 2006 sembra quanto mai fuori portata, ma va detto che l'Inghilterra che ha battuto i wallabies la settimana scorsa è tutt'altro che imbattibile.
Interessante anche l'incontro tra Scozia e Giappone. I cherry blossom non sono stati completamente annullati dal campo dagli all blacks, hanno dimostrato di avere solidi fondamentali in mischia e in touch e soprattutto hanno cercato di giocare il pallone invece di ricorrere al calcio, dopo lo scalpo a metà del Galles a Giugno.
L'Irlanda del neo allenatore Joe Schmidt sfida Manu Samoa. Schmidt dopo aver vinto quasi tutto il possibile al Leister è stato guidato a sostituire Declan Kidney sulla panchina della nazionale verde smeraldo e ha preferito continuare nel segno della tradizione. Poche novità infatti per il neo allenatore che ha lasciato Sexton a riposo ma ha dato ancora fiducia alla vecchia guardia, una scelta discutibile forse in chiave mondiali 2015, ma che dovrebbe portare a casa la prima vittoria della sua carriera contro Samoa. Attenzione comunque ai Samoani che hanno già sorpreso i dragoni l'anno scorso ed hanno diversi giocatori in gran forma e ben abituati al gioco dell'emisfero nord.

Il programma completo e i miei pronostici in grassetto:

8 Novembre 2013 19:00 Stade Pierre-Antoine, Castres
Senegal -  Costa d'Avorio
Arbitro: Cédric Marchat (Francia)

9 Novembre 2013 13:30 Dinamo Arena, Tbilisi
Georgia v Canada
Arbitro: Lourens van der Merwe (Sud Africa)

9 Novembre 2013 15:00 Stadio Olimpico di Torino
Italia  - Australia
Arbitro: Glen Jackson (Nuova Zelanda)

9 Novembre 2013 15:00 Stade des Trois Tilleuls, Boitsfort
Belgio  - Rappresentativa Universitaria Francese

9 Novembre 2013 15:30 Twickenham, Londra
Inghilterra   - Argentina
Arbitro: Pascal Gaüzère (Francia)

9 Novembre 2013 15:30 Murrayfield, Edimburgo
Scotland v Japan
Arbitro: JP Doyle (Inghilterra)

9 Novembre 2013 16:00 Universitário Lisboa, Lisbona
Portogallo  - Fiji
Arbitro: Juan Sylvestre (Argentina)

9 Novembre 2013 18:00 Stadionul Arcul de Triumf, Bucarest
Romania - Tonga
Arbitro: Francisco Pastrana (Argentina)

9 Novembre 2013 18:30 Millennium Stadium, Cardiff
Wales -  Sud Africa
Arbitro: Alain Rolland (Irlanda)

9 Novembre 2013 18:45 Aviva Stadium, Dublino
Irlanda  - Samoa
Arbitro: Steve Walsh (Australia)

9 Novembre 2013 21:00 Centro de Alto Rendimiento del Rugby, Santiago
Cile - Spagna
Arbitro: Claudio Antonio (Argentina)

9 Novembre 2013 21:00 Stade de France, Saint-Denis
Francia  - Nuova Zelanda
Arbitro: Jaco Peyper (Sud Africa)

10 Novembre 2013 01:00 PPL Park, Chester, Pennsylvania
Stati Uniti - Māori All Blacks
Arbitro: Chris Assmus (Canada)

10 Novembre 2013 16:00 Oxford University Sports Centre, Oxford
Oxford University - Russia


Scrito da Unknown Il 11/08/2013 11:10:00 AM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 6 novembre 2013

Il Canada si rifà della sconfitta di Sabato battendo le francesi nel finale.

Grazie ad una meta di Zussman allo scadere il Canada conquista una preziosa vittoria ad Amnéville.
La partita è stata condizionata dal vento ed ha visto per la Francia solo due piazzati segnati dall'estremo Trémoulière contro le 4 mete segnati nel primo incontro di Sabato, finito 27 - 19 per le galline.
Il Canada dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio 3 - 6, nel secondo tempo ha rivoluzionato la squadra, effettuando ben dieci cambi. La scelta dell'allenatore delle canadesi, non ha dato i risultati sperati nell'immediato, infatti la Francia ha pareggiato al 5', ma allo scadere l'ala del Montreal Julianne Zussman ha dato la vittoria alla nazionale Canadese.

Questo risultato ha un effetto immediato sulla classifica mondiale, portando il Canada al quarto posto davanti alla Francia che scivola così dal podio del terzo posto al quinto.
Entrambe le squadre affronteranno ora l'Inghilterra, la Francia il 9 ed il Canada il 13.

Il tabellino:

Francia : 2 piazzati Trémoulière (24, 45)
Canada : 1 meta Zussman (79), 2 piazzati Titley (10)

Le formazioni (15 - 1) :

Francia: : Trémoulière – Fourcade, Métier, Godiveau, Lièvre – Parra, Rivoalen – Pin, Duval, Diallo – André, Corson – Portaries, Mignot (cap), Ezanno

Canada: Landry – Farella, Waters, Thornborough, Zussman – Titley, Moleschi – Murphy, Russell (cap), Paquin – Beukeboom, Mack – Crandell, Kirby, Russell

Info ffr.fr e theprovince.com
Scrito da Unknown Il 11/06/2013 02:52:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Un attacco cardiaco ha mandato prematuramente Fatialofa a giocare il quarto tempo in paradiso.

L'ex pilone è scomparso improvvisamente mentre si trovava in visita a Samoa mentre si stava recando a rilasciare un'intervista radiofonica.
Fatialofa è stato una colonna sia della rappresentativa di Auckland che ha dominato la scena neozelandese a cavallo degli anni '80 e '90, sia della nazionale di Manu Samoa, per la quale ha giocato 34 volte ed è stato il capitano nella prima partecipazione della nazionale alla Coppa del Mondo 1991.
Ritiratosi dall'attività Fats, come veniva chiamato, era rimasto nel giro del rugby come coach per East Tamaki, i Pacific Islanders ed avrebbe dovuto guidare la nazionale femminile alla prossima Coppa del Mondo.
Al di fuori della vita rugbistica, Fats guidava un'impresa di traslochi nella sua patria d'adozione ed un'agenzia turistica nelle isole Samoa.
Il suo impegno contro il razzismo e le discriminazioni alle quali erano soggetti i giocatori delle isole del pacifico in Nuova Zelanda lo ha reso una figura molto ammirata de la comunità di espatriati ed appassionati ed ha contribuito all'assegnazione del ordine al merito neozelandese nel 1996.
Fitz&Fats: Fatialofa e Fitzpatrick per una volta da avversari - foto PHOTOSPORT

Scrito da Unknown Il 11/06/2013 11:20:00 AM Nessun commento Continua a leggere

domenica 3 novembre 2013

Il Canada perde la prima delle due sfide contro la Francia.

A Pontarlier le francesi sono partite forte e sono andate subito in meta sugli sviluppi di una mischia, per poi portaresi sul 12 - 0 con una meta di potenza di Izar, prima della reazione delle canadesi che sono andate in meta con la veloce Bianca Farella autrice di un'eccellente meta in velocità. Ma prima della fine del primo tempo Izer ha varcato nuovamente la linea di meta per chiudere la prima frazione di gioco 19 - 7.
Nella ripresa prima è andata in meta Parra per la Francia e poi sono arrivate altre due mete in velocità per le canadesi, con Magali Harvey prima ed ancora Farella  poi, ma le francesi non si sono fatte schiacciare ed hanno portato a casa la vittoria.
Martedì ad Amnéville la seconda partita prima che entrambe le formazioni si spostino in Inghilterra ad affrontare le numero due al mondo.
Con questa vittoria la Francia si porta al terzo posto della classifica mondiale, scavalcando l'Irlanda.




Il tebellino:

Francia : 4 essais Yahé, Izar( 2), Parra, 2 transformazioni e 1 piazzato Agricole

Canada : 3 mete: Farella (2), Harvey, 1 trasformazione Burk


Le formazioni (15 - 1) :

Francia:  Ladagnous – Billes, Izar, Godiveau, Guiglion – Agricole, Yahé (c) – N’Diaye, Hebel, Djoussouvi – Koïta, Rabier – Chobet, Salles, Arricastre

Riserve: Mignot, Duval, Corson, André, Rivoalen, Parra, Di Muzio

Canada : Alarie – Farella, Benn, Burk, Harvey – Landry, Bernier – Murphy, Russel (c), Paquin – Samson, Blackwood – Leith, Donaldson, Pinault-Reid

Riserve: Russel, Demerchant, Beukeboom, Mack, Moleschi, Tittley, Waters


info: courierislander.com e ffr.fe  su dailymotion

Scrito da Unknown Il 11/03/2013 02:25:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Wallabies ancora una volta sconfitti ma molte ombre per l'Inghilterra.

L'Inghilterra alla fine porta a casa la vittoria e questo è ciò che rimarrà negli annali, ma l'andamento della gara dei bianchi ha lasciato molto a desiderare, fatta salva la prima linea e l'estremo e uomo della partita Brown. I meriti dell'Inghilterra sono i demeriti dell'Australia: fallosa in mischia ordinata, imprecisa nel controllo palla ed al calcio in gioco aperto.
La differenza di punti si deve alle opposte prestazioni dei calciatori, impreciso nel primo tempo Owen Farrell con tre errori da posizioni non impossibili, ed altrettanto impreciso Quade Cooper nella seconda frazione di gara dove i wallabies non hanno segnato nessun punto.
Ombre su entrambe le mete inglesi, la prima nata sugli sviluppi di un'azione segnata da ben due infrazioni non viste: il piede in touch di Brown ed il passaggio in avanti di Ashton, la seconda nata da un buco creato da un'ostruzione di Hartley ai danni di Moore.
Barabba da ex-pilone avrà sofferto ancora parecchio in tribuna nel vedere la propria mischia disintegrata più volte, ma l'Australia deve registrare qualcosa anche in attacco: i backs non sono stati costantemente incisivi e sono ricorsi a troppi calci non sempre recuperati da un Folau volenteroso e micidiale in campo aperto ma quasi mai capace di passare al momento opportuno, retaggio del league.
Cooper è parso un po' meno determinante rispetto all'ultima uscita di Dunedin e Genia non ha creato spazi in avanti come suo solito.
Per Lancaster ancora molto lavoro da fare per dare un gioco ai suoi, sempre in attesa dell'errore dell'avversario e mai realmente pericolosi in gioco aperto. Deludente la gara di Yarde, mentre Tomkins e soprattutto Billy Vunipola hanno giocato molto bene all'esordio.
Omino Bialetti starà certamente facendo le proprie considerazioni in vista della partita della prossima settimana contro i wallabies, la mischia azzurra sarà un punto di forza, ma attenzione a lasciare spazio a Cummins, Ashely-Cooper o Folau.
Scrito da Unknown Il 11/03/2013 01:43:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Buona prova dei Cherry Blossoms contro i campioni del mondo

Ovviamente il risultato non è mai stato in discussione, nonostante il parziale 6 - 7 a metà del primo tempo, ma il Giappone esce a testa alta con la consapevolezza di essere sulla strada giusta.
Particolarmente positivi per i padroni di casa i fondamentali a gioco fermo, mischia e soprattutto la touch, e la volontà di giocare la palla in gioco aperto senza ricorrere troppo spesso al calcio tattico. I margini di miglioramento sono grandi e le aree che necessitano maggiore attenzione sono state come al solito esposte con precisione clinica dagli all blacks: breakdown e placcaggi in gioco aperto.
Purtroppo per il Giappone il rush finale non ha portato la meta e gli all blacks hanno difeso con i denti e come al solito oltre il regolamento fino al placcaggio finale di McCaw e Luatua che ha mandato Fukuoka in touch. 
Positive le prove del tallonatore dei Rebels Horie molto preciso il touch, del mediano di mischia Tanaka e dell'apertura Tatekawa, che è purtroppo per lui uscito prematuramente per un colpo alla spalla. La terza linea, di fronte ai maestri all black ha resistito bene, con Broardhurst e Holani, errore che ha dato la prima meta agli avversari a parte, sugli scudi. Ito ed Ono hanno fatto meglio dei dirimpettai Thrush e Bird in seconda.
La Nuova Zelanda seppur ha segnato 7 mete non ha brillato come in altre occasioni: ha impiegato tutto il primo tempo prima di trovare con regolarità gli spazi giusti nella difesa giapponese, ma poi ha come di consueto iniziato a macinare metri e ad accumulare punti. Richie McCaw e Dan Carter, il primo soprattutto hanno dimostrato di non essere andati in Giappone solo per ritirare l'assegno della JRU e Sam Cane per la prima volta in campo assieme al maestro indiscusso del ruolo ha ben figurato e dimostrato che il futuro della maglia numero 7 è assicurato.
Tra gli esordienti Halai, assieme a Piutau, ha ben impressionato approfittando in velocità degli spazi lasciati dai padroni di casa mentre Thrush, meta a parte, e Bird sono rimasti un po' in ombra.
Per Hansen era importante far accumulare minuti di gioco a chi ha avuto, per vari motivi, meno spazio durante il Rugby Championship e valutare le possibili alternative in vista della sfida della prossima settimana contro les bleus.
Per lo staff giapponese, con Eddy Jones ancora convalescente, una buona lezione di rugby impartita dai campioni del mondo che sarà utile per il futuro e tanti segnali incoraggianti.
Scrito da Unknown Il 11/03/2013 10:58:00 AM Nessun commento Continua a leggere

sabato 2 novembre 2013

I 30 giocatori che si sfideranno oggi a confronto

Tralasciamo il fatto che tutti si attendono una vittoria dell'Inghilterra e con esso il proseguo dell'anno horribilis dello sport australiano, vediamo i XV giocatori a confronto.

Prima Linea: il reparto dove l'Inghilterra è decisamente avvantaggiata. I wallabies hanno una debolezza cronica in questo reparto, Slipper , Moore ed Alexander avranno vita difficile contro Mako Vunipola, Youngs e Cole che godono di maggior forza fisica e tecnica. Dalla loro i wallabies hanno l'affiatamento, infatti i tre sono  alla quinta uscita consecutiva assieme, un aspetto non da trascurare, soprattutto nella mischia, che con le nuove regole è diventata un esercizio di tempismo e coordinazione.

Seconda Linea: Lanchbury e Lowes sono due giocatori molto temibili, forti fisicamente, agili e veloci, i loro dirimpettai, Timani ed Horwill godono di gran tecnica ma meno dinamismo. Il fattore psicologico sarà determinante per Horwill, Big Kev dovrà infatti dimostrare sul campo come ha assorbito il colpo della perdita della fascia da capitano e per i relativamente meno esperti avversari.

Terza Linea: nella zona nevralgica del campo per i giocatori della rosa rossa Wood, il capitano Robshaw e Billy Vunipola sono un bel mix di tecnica e forza, di fronte avranno in Fardy, Hooper e Mowen una terza linea affiatata ma che è una seconda scelta obbligata dagli infortuni di Pocock ed Higginbotham. Il duello tra il capitano dell'Inghilterra e tra Pocock si presenta, almeno dal punto di visto fisico a favore del primo, più alto e soprattutto molto più pesante, ma il miglior giocatore d'Australia è veloce e testerà di certo la pazienza di Clancy.

Cerniera di Centrocampo: Genia e Cooper, il Genio e l'Inutile, sono una coppia pericolosissima. Con Barabba alla guida Cooper è tornato determinante e Genia, dopo essere stato mandato in castigo è più determinato che mai a tornare ad incidere. Qui Dickson e Farrell partono decisamente sfavoriti e dovranno contare nell'aiuto della propria terza linea per poter contenere gli avversari e le probabili scorribande del Genio con il pallone in mano. Un'aspetto dove gli inglesi sono invece favoriti è quello del calcio in gioco aperto, Cooper a volte lascia parecchio a desiderare, da qui il soprannome che gli ho affibbiato, mentre Farrell è sia più preciso sia più abituato a ricorrere al piede. Dalla piazzola, assente Leali'ifano, Cooper dovrà dimostrare di saper tenere i nervi calmi, almeno non si gioca nel detestabile baccano dell'emisfero sud.

Centri: Toomua, timido e spaesato all'apertura, ha impressionato nella posizione di secondo ricevitore contro la Nuova Zelanda, tanto che Barabba lo ha preferito rispetto al compagno di squadra Leali'ifano, precisissimo dalla piazzola e titolare della maglia numero 12 ai Brumbies. Al fianco di Toomua il compagno di squadra Kuridrani, letale se lasciato libero. Penso l'esordiente Tomkins avrà di certo la vita dura in questo centrocampo e Twelvetrees dovrà spesso tenere d'occhio il compagno di reparto.

Ali: per quanto detestabile Ashton è un ottimo giocatore in grado di segnare mete spettacolari così come il veloce Yarde, in meta due volte nella sua unica partita in nazionale fin d'ora. Di fronte ad Ashton torna in nazionale Cummins, honeybadger, tenace, veloce, forte, un bel duello di sicuro. Mentre di fronte a Yarde, parte favorito l'esperto Ashley Cooper, la sicurezza dei wallabies, l'unico giocatore in grado di rendere costantemente ad alto livello nonostante tutto ciò che gli è accaduto attorno.

Estremo: Folau ha dimostrato di essersi adattato velocemente al rugby union e sta imparando il mestiere dell'estremo con alti e bassi, mentre Brown è più abituato al ruolo ma non ha decisamente l'esplosività del più giovane avversario. La tecnica favorisce Brown il fisico Folau, il meteo deciderà chi dei due avrà le condizioni migliori per ben figurare.

Panchine: i wallabies sono decisamente alle strette ed hanno una panchina, fatto salvo Leali'ifano, di incidere sull'andamento della gara. Al contrario l'Inghilterra ha una panchina di gran lusso, con la coppia Youngs e Flood fino a poco tempo fa titolare e delle prime linee di tutto rispetto in Marler ed Hartley.

Facendo i conti alla fine la partita sembra più equilibrata di quanto non dicano le prime impressioni. Il mio pronostico rimane per una vittoria dell'Inghilterra, che per inciso non so quale assurda combinazione di colori sfoggerà quest'anno. Ma la vittoria non arriverà così facilmente come molti pensano, la classifica mondiale non tragga in inganno, mentre i wallabies sono stati puniti dall'aver incontrato due formazioni micidiali, l'Inghilterra, pur con molte assenze, ha passeggiato su un'Argentina irriconoscibile.
Inghilterra di 5 punti.
Scrito da Unknown Il 11/02/2013 02:58:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 1 novembre 2013

Sarà Ben Mowen il capitano dei wallabies con  Quade Cooper vicecapitano

Barabba da fiducia al capitano dei Brumbies per la partita contro l'Inghilterra e sceglie l'apertura come vice.
Sapendo già che la scelta avrebbe fatto storcere il naso a molti, Barabba in un'intervista riportata dal "the Age" mette le mani avanti: "nessuno conosce Quade quanto i suoi compagni di squadra, ed io ovviamente lo conosco molto bene. Chi commenta da fuori non ne ha idea, non lo hanno mai incontrato e non hanno mai passato del tempo con lui. Non vedono ciò che lui fa giorno per giorno, non lo vedono allenare, non vedono nulla di ciò".
Vero, verissimo, io ho chiesto a Barabba di convocarmi, giusto per poter conoscere meglio l'ambiente, ma lui non mi ha risposto.
Battute a parte, ovvio che chi sta fuori dallo spogliatoio non veda le sottili dinamiche di squadra che l'allenatore conosce. Ma il discorso non regge. È un po' come quel borioso di Campese che critica sempre Georgina Robinson perché commenta il rugby pur non avendo mai giocato in nazionale. E allora? C'è chi di mestiere fa il giocatore chi il giornalista, chi il centrodivano.
E da centrodivano titolare inamovibile, io l'Inutile (sempre maiuscolo sia mai) non lo vedo proprio un leader. Ammetto che ha migliorato molto e che nelle ultime partite ha placcato benissimo, cosa che in passato non faceva, talento a dismisura, ma un leader è un'altra cosa e se proprio Barabba doveva scegliere un altro vice al posto del Genio, avrei visto molto meglio la scelta cadere su Ashley Cooper o Hooper.
Poi si sa mai, un giorno Barabba mi convoca e vi dico com'è l'Inutile visto da vicino.
Scrito da Unknown Il 11/01/2013 09:17:00 AM Nessun commento Continua a leggere
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