lunedì 3 marzo 2014

L'apertura dei Rebels a colloquio a tutto tondo con 22metri

Ho incontrato Bryce Hegarty nella pausa dell'allenamento quotidiano dei Rebels. La prima impressione, che spesso ci dice molto più di quanto si voglia ammettere, è stata molto positiva: Bryce si presenta con un sorriso e mi chiede subito come stia. Ci accomodiamo a un tavolo del café e iniziamo una chiacchierata che spazia su diversi temi; il giocatore è affabile, molto educato e modesto, il tempo trascorso scorre via molto veloce.
Innanzitutto partiamo parlando della stagione appena trascorsa e della rapida ascesa di Bryce nella squadra.
22metri: partiamo dall'esordio come titolare contro gli Stormers, dopo essere arrivato nelle riserve, per diversi motivi ti sei ritrovato addosso la maglia titolare numero 10, quali sono state le tue sensazioni?
Bryce Hegarty: molto esaltante, una gran bella partita, abbiamo vinto (30 - 21 ndr), un ottimo debutto da titolare, dopo i 60 minuti a Auckland contro i Blues. I tifosi all'AAMI park sono fantastici, l'atmosfera dello stadio è elettrica, ogni volta che entriamo in campo il boato dei tifosi ci carica moltissimo. Il loro incitamento non si fa mai mancare e ci aiuta molto durante le partite.
22m: dopo l'esordio contro gli Stormers non si può non menzionare la partita da titolare contro i British and Irish Lions, come ti sei sentito di fronte a tali campioni, star del mondo del rugby mondiale?
BH: una bellissima sensazione, essendo molto giovane è stata un'esperienza eccezionale che mi ha insegnato molto. Durante la gara sono stati troppo forti, noi abbiamo fatto il possibile, ma è comunque stata un'esperienza che non dimenticherò mai e che spero di ripetere.
22m: poi è arrivata la partita della tua consacrazione, contro gli Highlanders, due mete, di cui quella decisiva, un passo verso la riconferma per questa stagione, e per tutta la squadra un modo per finire in bellezza una stagione travagliata
BH: certo, nel 2013 non abbiamo vinto molte partite e la vittoria in rimonta contro gli Highlanders (38 - 37) è stato il modo migliore per finire la stagione. Non dimenticherò mai questa partita, per me e per i miei compagni è stata una serata fantastica.
22m: ma ora, passiamo alla stagione appena iniziata, dopo molto parlare, tre amichevoli vittoriose, è venuto il tempo di fare sul serio contro le Cheetahs, e la squadra non ha deluso. Chiudendo tutti gli spazi agli avversari e andando in meta con regolarità. È anche merito di una maggiore attenzione in fase difensiva portata da McGahan (ex allenatore degli avanti wallabies ed head coach al Munster)?
BH: Certamente c'è molta più attenzione in difesa, questo non significa che tralasciamo l'attacco, come hai visto, ma siamo stati riusciti a dominarli nel gioco sia fisicamente sia tatticamente. Speriamo di proseguire su questa strada contro i Western Force, una squadra imprevedibile. Sarà una partita molto difficile a Perth.
22m: i Force hanno iniziato male la stagione, ma nel secondo tempo della partita contro i Brumbies hanno dimostrato di essere temibili e di non mollare mai.
BH: sì, è un aspetto sul quale dobbiamo lavorare, sarà una battaglia per tutti gli 80 minuti e non dobbiamo mantenere la concentrazione per tutta la gara.
22m: in chiave esperienza, al tuo fianco hai in Luke Burgess un ex-wallaby, dalla grande carriera ed esperienza internazionale, quanto è importante per te il rapporto con il tuo mediano di mischia?
BH: importantissimo, io e Luke dobbiamo sviluppare un'intesa perfetta, e per questo non solo ci alleniamo molto sul campo, ma passiamo anche molto tempo a rivedere filmati delle nostre partite e di quelle dei nostri avversari. L'intesa 9-10 è fondamentale nel gioco veloce del Superugby. Tony (McGahan) ci incoraggia a passare molto tempo assieme e Luke ed io siamo lieti di farlo, ho molto da imparare da lui.
22m: questa intesa immagino sia ancora più importante per te, visto che provieni dal league (Brisbane Broncos). Ci sono diversi giocatori che hanno percorso tale strada, come è stato per te il passaggio all'union e come l'hai vissuto?
BH: è stato un passaggio quasi naturale, anche se è arrivato in maniera quasi casuale, ho sempre voluto giocare a XV, appena i Rebels mi hanno contattato, non ci ho pensato nemmeno un attimo.
22m: altri giocatori provenienti dal league hanno iniziato come estremo o come ala, tu invece sei subito stato catapultato in cabina di regia, non certo un inizio facile
BH: sì, in effetti mi immaginavo di passare un po' di tempo estremo, ma per come sono andate le cose mi sono trovato subito apertura, un gran bel segnale di fiducia da parte del club. Ho ancora molto da imparare in questo ruolo, ma mi piace molto, il numero 10 è decisamente il mio preferito. E poi i compagni di squadra più esperti e lo staff mi ha aiutato molto a completare questa transizione.
22m: uscendo dal campo, parliamo del maggior impegno dei Rebels nel rugby locale, tu fai parte dei giocatori allineati con Power House nel Dewar Shield. Anche se molto probabilmente non scenderai in campo nella competizione locale, quanto è importante secondo te dare spazio alla base e questa iniziativa dei Rebels?
BH: importantissimo, Melbourne è una città prevalentemente concentrata sull'Aussie Rules e ogni sforzo che possiamo fare per far crescere il movimento è fatto volentieri. Non penso giocheremo molto, ma siamo pronti a partecipare a eventi organizzati dal club e a qualche allenamento per trasmettere un po' della nostra esperienza in Superugby ai giocatori. La cultura dei club è molto forte a Melbourne, c'è molta passione nel Dewar Shield, i club non sono enormi, ma i giocatori e i membri sono estremamente appassionati, e sono lieto di poter aiutare a far crescere il movimento in questa città
22m: quest'anno inoltre l'ARU instaurerà una competizione nazionale, l'NRC, sulla scia di ITM e Currie Cup, cosa ne pensi?
BH: grandissima iniziativa, era l'ora, noi giocatori non siamo a conoscenza di molti dettagli, ma spero sia un successo, perché è un passo molto importante nel far crescere il movimento del rugby union e nell'espandere la base dei giocatori
22m: allargamento che tra un paio d'anni con l'espansione del Superugby a 17 squadre è molto importante. Più viaggi, più partite, più pressione sui giocatori, le tue impressioni?
BH: certamente bisognerà adattare alcuni aspetti della nostra preparazione, ma è una notizia bellissima, andare a giocare in Argentina sarà fantastico, personalmente non vedo l'ora, un'esperienza che farà bene alla crescita di tutto il Superugby.
22m: al di fuori del rugby, ho letto che sei iscritto a giurisprudenza alla Queensland University of Technology, un modo per prepararsi a un mondo al di fuori del campo?
BH: certo, spero di giocare per altri quindici anni, ma è importante avere un piano B, e poi impegnando la mente in qualcosa d'altro si rende meglio. Il club invoglia tutti i giocatori a proseguire gli studi, quasi tutti lo fanno e ci sono alcuni giocatori già laureati, questa è una cosa molto importante, al di fuori del mondo del rugby bisogna avere altre interessi e una carriera alternativa
22m: oltre allo studio, cosa ti fa piacere al di fuori del campo
BH: nulla di particolare, come molti non sono di Melbourne, quindi trascorro il tempo libero assieme ai compagni: la nostra squadra è molto unita sia dentro sia fuori dal campo. Mi piace andare in spiaggia, andare a pesca, passo molto tempo con i miei compagni al di fuori del campo, mi piace fare una vita tranquilla.
22m: per finire, il mio blog è rivolta ad un'utenza italiana, cosa sai del rugby azzurro?
BH: abbastanza, ho visto l'Italia giocare diverse partite in TV, ha fatto molti progressi negli ultimi anni, ha già vinto alcune partite contro avversari sulla carta più forti. Un bel segno, maggior competizione fa bene a tutti. Sono certo che continuerà a crescere. E sono molto contento di ciò.

Scrito da Diego Ghirardi Il 3/03/2014 06:04:00 PM Nessun commento

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