mercoledì 25 giugno 2014

Anche il rugby celebra le comunità indigene.

Dopo il football australiano anche la palla ovale ha istituito un turno dedicato alle comunità aborigene, dello stretto di Torres e delle isole del pacifico. Un'occasione, che a parte la retorica purtroppo di rito, vuole essere sia di costante monito a quei quattro cretini che ci sono sempre e ovunque che non sanno vedere al di la del colore della pelle, ma soprattutto da modo al mondo dello sport per riflettere sull'importanza del contributo dato dai giocatori, allenatori e dirigenti provenienti da quelle che sono, nella società, delle minoranze.
Forse il mondo del rugby è quello che ha meno bisogno di ricordare quanto i giocatori indigeni siano importanti, non c'è quasi squadra al mondo, ad ogni livello, che non abbia un giocatore con qualche legame con essi, tanto che spesso nelle formazioni sono la maggioranza, ma il segnale è importante venga dato all'esterno più che all'interno.
La fortuna del rugby è che è diventato un ambiente molto inclusivo, dove non solo il colore della pelle, ma anche l'orientazione sessuale non hanno alcun ruolo e fortunatamente tutti vengono giudicati per ciò che valgono sul campo e non per altro motivo.
Un esempio che deve essere reso il più possibile evidente e manifesto per far sì che la società lo segua in ogni suo aspetto.
Seguendo la moda delle squadre di football anche quelle di rugby hanno introdotto delle maglie con disegni aborigeni, quella dei Rebels sembra più un richiamo ai peggiori anni '80, ma è l'intenzione che conta.
Tom English con la maglia "indigena" - foto Melbourne Rebels
Scrito da Unknown Il 6/25/2014 06:34:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Un infortunio all'inguine ferma l'apertura dei Brumbies in vista dello scontro cruciale con i Tahs per il primo posto nel girone Australiano.

La squadra della capitale paga con un altro infortunio la sessione estiva dei test internazionali. Dopo la rottura del ginocchio di Stephen Moore anche Toomua si va ad aggiungere alla lunga lista di stelle in stampelle. I vicecampioni in carica devono infatti fare già a meno di giocatori del calibro di Joe Tomane, Sam Carter, Pat McCabe e David Pocock. Fortunatamente per il giocatore lo stop dovrebbe essere solo di una partita, con i Brumbies che godranno di un turno di riposo la settimana seguente.
La maglia numero dieci di Toomua finirà con quasi certezza sulle spalle di Christian Leali'ifano con il partente Andrew Smith centro.
Dall'infermeria arriva però una buona notizia, con il ritorno di Ben Alexander, a riposo per i test internazionali per un infortunio al collo.
I Brumbies devono fare assolutamente risultato a Sydney se vogliono continuare a sperare nel primo posto nel girone australiano. I Tahs hanno 3 punti in più, 43, e con le squadre neozelandesi in gran forma, l'accesso ai play off è molto difficile se non si vince il girone nazionale. Dopo questa gara i Brumbies avranno un turno di riposo prima di finire la stagione contro i Force, mentre i Waratahs giocheranno prima a Christchurch e poi a Brisbane contro i derelitti Reds.

Scrito da Unknown Il 6/25/2014 05:38:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Il maggiore dei fratelli Whitelock in Giappone.

George Whitelock - foto Farifax NZ
Dopo molti campionati e vittorie con la maglia rossonera di Canterbury e dei Crusaders la ventottenne terza linea approda alla squadra campione in carica della Top League.
George è stato il capitano di Canterbury fin dal 2009 ed ha anche guidato i Crusaders quando necessario.
Il suo debutto con in Superugby è avvenuto nel 2008 e da allora ha collezionato più di 90 presenze, aprendo la strada ai suoi tre fratelli minori, Adam, Sam e Luke, con i quali ha giocato assieme in diverse occasioni, rendendo la vita di commentatori più facile.
George Whitelock ha anche vestito la maglia degli all blacks in un'occasione, come sostituto contro l'Italia nella sua Christchurch il 27 Giugno 2009. Cap bagnato anche da una meta. Una mossa che porterà certamente ancora più qualità nel campionato della nazione appena approdata nella top 10 della classifica IRB e che ospiterà i mondiali nell'edizione 2019.
Scrito da Unknown Il 6/25/2014 04:49:00 PM Nessun commento Continua a leggere

sabato 14 giugno 2014

Dopo la deludente prova di Auckland, aspettiamoci una reazione d'orgoglio degli all black.

La stampa kiwi ha letteralmente fatto a pezzi la squadra dopo la vittoria fortunosa dell'Eden Park, persino sua altezza reale Fluffy è stato messo in discussione, alcuni giornalisti sono arrivati persino a parlare di declino e Hansen ha detto che se avesse dovuto mettere fuori squadra chi non ha reso durante la prima gara, avrebbe dovuto scegliere quindici nuovi titolari.
Questo è il classico caso di grandeur kiwi, un popolo affabile e modesto in tutto, tranne che quando si parla di rugby, dove gli all blacks non solo devono vincere, ma stravincere, sempre.
Tutto ciò dimostra anche un altro difetto che perseguita i neozelandesi quando si va a parlare di palla ovale, la quasi completa mancanza dell'umiltà necessaria ad ammettere che gli avversari hanno giocato bene. Sono gli all blacks che hanno giocato al di sotto delle loro capacità, altrimenti, come da copione avrebbero strapazzato gli avversari, è il mantra che risuona da Auckland, tralasciando che il XV in maglia bianca non ha lasciato loro alcuno spazio e opportunità di attacco.
Fatte queste considerazioni, rimango della mia idea che se si va a vedere ruolo per ruolo le due formazioni, gli all blacks sono nettamente superiori agli inglesi.
Le prime e seconde linee di entrambe le squadre sono rimaste invariate, con il vantaggio sulla carta dei neozelandesi immutato, in terza linea Lancaster lancia il neo-campione nazionale Tom Wood sul lato chiuso al posto di James Haskell, una bella prova di fiducia per il ventisettenne giocatore di Northampton che se la vedrà con Liam Messam.
A centrocampo è paradossalmente l'Inghilterra ad aver cambiato diversi giocatori,con una cerniera e coppia di centri tutte nuove. Dopo l'eccezionale prova dalla piazzola Freddie Burns lascia il posto al titolare Owen Farrell. Anche Ben Youngs non viene riconfermato e al suo posto scenderà in campo Danny Care. Al contrario Hansen ha ancora, giustametne, dato fiducia ai due Aaron e alla coppia di centri con il maggior numero di test match assimeme, Nonu e Conrad Smith.
Nel reparto arretrato l'unico cambio, forzato, fatto dai kiwi con Julian Savea al posto di Izzy Dagg; nel ruolo di estremo giocherà Ben Smith, posizione che sta ricoprendo con successo nel Superugby, mentre Julian giocherà sull'ala sinistra dove avrà di fronte il possente Manu Tuilagi che è stato spostato dal centro all'ala.

Nuova Zelanda

15 Ben Smith
14 Cory Jane
13 Conrad Smith
12 Ma'a Nonu
11 Julian Savea
10 Aaron Cruden
9 Aaron Smith
8 Jerome Kaino
7 Richie McCaw (c)
6 Liam Messam
5 Sam Whitelock
4 Brodie Retallick
3 Owen Franks
2 Dane Coles
1 Tony Woodcock

Riserve: Keven Mealamu, Wyatt Crockett, Charlie Faumuina, Patrick Tuipulotu, Victor Vito, TJ Perenara, Beauden Barrett, Malakai Fekitoa

Inghilterra:

15 Mike Brown
14 Manu Tuilagi
13 Luther Burrell
12 Billy Twelvetrees
11 Marland Yarde
10 Owen Farrell
9 Danny Care
8 Ben Morgan
7 Chris Robshaw (c)
6 Tom Wood
5 Geoff Parling
4 Joe Launchbury
3 David Wilson
2 Rob Webber
1 Joe Marler

Riserve: Dylan Hartley, Matt Mullan, Kieran Brookes, Courtney Lawes, Billy Vunipola, Ben Youngs, Freddie Burns, Chris Ashton

Mi aspetto una gara migliore da parte della Nuova Zelanda e con essa una vittoria più convincente, il fatto che gli uomini di Lancaster provengano da una lunga stagione di club dovrebbe essere un ulteriore fattore a favore dei campioni del mondo sotto il tetto dello stadio di Dunedin.
Nuova Zelanda di 9
Scrito da Unknown Il 6/14/2014 12:06:00 AM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 13 giugno 2014

Mentre gli sferici dibatteranno sul proseguire delle gare di tuffi in Brasile, gli ovali suderanno ancora nel pacifico.

Dopo la sconfitta a Suva, la partita di Apia presenta insidie ancor maggiori, i samoani hanno infatti un XV molto più equilibrato e dotato di giocatori di caratura invidiabile in ogni reparto.
Kahn Fotuali'i è uno dei migliori mediani di mischia in circolazione, fresco campione d'Inghilterra assieme a George Pisi e all'estremo Fa'atoina Autagavaia. Tra i rappresentati del contingente Premiership ci sono anche il capitano David Lemi, Logovi'i Mulipola, Ofisa Treviranus, Daniel Leo  e James Johnston, fratello di Census, che gioca nel Top14.
La compagine di giocatori del Superugby è ancor più impressionante, con le terze linee Jack Lam e Kane Thompson, l'apertura Tusi Pisi e Alapati Leiua.
Presi uno per uno i samoani sono decisamente superiori agli azzurri, il fatto che giochino in casa, evento piuttosto raro, li rende ancor più pericolosi, l'Italia si può solo salvare con la disciplina e il gioco di squadra, ma la vedo dura, molto dura.
Se l'Italia dovesse perdere ancora la posizione dell'omino bialetti, allenatore che ha dato all'inizio della sua esperienza sulla panchina azzurra un bel gioco alla nazionale, si complicherebbe e la terza trasferta in Giappone diventerebbe critica.
Purtroppo gli allenatori pagano spesso colpe non loro, e in questo il rugby italiano assomiglia troppo al calcio. La lacustre capacità organizzativa e programmatica della federazione sono decisamente da mettere sul banco degli imputati, ma essendo la federazione giudice e non parte in causa, il buon Brunell potrebbe essere, ingiustamente, sacrificato. Speriamo di no.
Scrito da Unknown Il 6/13/2014 06:06:00 PM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 12 giugno 2014

Nella "mia" Melbourne i wallabies si troveranno solo cinque blues strapazzati a Brisbane.

Il maialino ritrova i giocatori che hanno disputato la finale del Top14 e capitan Dusautoir per il secondo test contro l'Australia.
Oltre al capitano, miglior giocatore della finale della coppa del mondo 2011, molto importante saranno gli innesti di Dulin, Bastareaud e Thales per dare più equilibrio al reparto arretrato, che a Brisbane non ha saputo tener testa ai backs di casa.
Soprattutto la precisione al piede di Dulin sarà molto importante per tenere al largo i wallabies e sfruttare quello che per ora è l'unico punto debole di Folau. La potenza di Bastareaud, a mio parere uno dei giocatori più sopravvalutati del rugby mondiale, sarà utile soprattutto in difesa, un suo diretto confronto con Kuridrani

Sicuramente les bleus scenderanno in campo con il proverbiale dente avvelenato e sotto il tetto dell'Ethiad Stadium daranno battaglia dal primo minuto ai wallabies. Ma alla forza di volontà e la foga agonistica dovranno far coppia una maggiore attenzione ai fondamentali e una difesa più attenta.
I backs australiani dopo l'eccezionale prova di Brisbane saranno attesi alla riconferma.
Il neo capitano Michael Hooper avrà di fronte in Thierry Dusautoir uno dei migliori in circolazione e dovrà dimostrare di essere anch'egli nell'olimpo dei numeri 7 al mondo.
Per i tifosi dei Rebels attesa per l'esordio di Laurie Weeks e Luke Jones, e per il ritorno in gialloverde di Scott Higginbotham

Le formazioni

Australia:

15 Israel Folau
14 Adam Ashley-Cooper
13 Tevita Kuridrani
12 Matt Toomua
11 Nick Cummins
10 Bernard Foley
9 Nic White
8 Ben McCalman
7 Michael Hooper (c)
6 Scott Fardy
5 James Horwill
4 Rob Simmons
3 Sekope Kepu
2 Tatafu Polota-Nau
1 James Slipper

Riserve: Nathan Charles, Pek Cowan, Laurie Weeks, Luke Jones, Scott Higginbotham, Nick Phipps, Kurtley Beale, Pat McCabe.

Francia:

15 Brice Dulin
14 Yoann Huget
13 Mathieu Bastareaud
12 Wesley Fofana
11 Maxime Medard
10 Remi Tales
9 Morgan Parra
8 Damien Chouly
7 Thierry Dusautoir (c)
6 Yannick Nyanga
5 Yoann Maestri
4 Alexandre Flanquart
3 Rabah Slimani
2 Guilhem Guirado
1 Alexandre Menini

Riserve: Brice Mach, Thomas Domingo, Nicolas Mas, Bernard Le Roux, Louis Picamoles, Antoine Burban, Frederic Michalak, Remi Lamerat.

I wallabies partiranno favoriti dopo la vittoria di Brisbane e conteranno su una formazione pressoché invariata per continuare sulla strada intrapresa, mentre gli uomini in blu dovranno lottare sia per il proprio onore sia per la panchina del proprio allenatore, il cui bilancio alla guida della nazionale è decisamente deficitario.
Arbitrerà il reverendo Wayne Barnes, occhio alla lesa maestà e tutti pronti ad accettare le sue spesso dubbie decisioni con un sorriso.
Australia di 9 punti.
Scrito da Unknown Il 6/12/2014 09:59:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Alla formazione scelta da Heyneke Meyer per il primo test mancano i giovani

Il quindici springbok è pieno di giocatori di enorme talento ma, anche tenuto conto degli infortuni a Jean de Villiers, Jaque Fourie, Damian de Allende, Marnitz Boshoff e della defezione all'ultimo minuto di Frans Steyn, manca il coraggio di metter in campo forze nuove e giocatori in prospettiva Inghilterra 2015.
Quando l'anno scorso Fourie du Preez è stato richiamato da Meyer per il Rugby Championship molti hanno storto il naso, adesso è ancora titolare. Il ritorno in campo di Victor Matfield a due anni dal ritiro è sembrato a molti una forzatura inevitabile, Sabato contro il Galles sarà capitano. Morne Steyn ha svernato a Parigi senza convincere più di tanto, era lento e prevedibile già nel 2011, difetti che normalmente non passano con l'andare degli anni.
Sono certo che questi tre giocatori, così come Bakkies Botha, Ruan Pienaar, Gurthrö Steenkamp e Schalk Burger, daranno il loro contributo fatto di classe e esperienza e magari contribuiranno in maniera determinante alla vittoria, ma i test servono proprio per provare giocatori nuovi, soprattutto quelli estivi, dove i giocatori dell'emisfero australe più freschi rispetto ai loro colleghi che giocano in Europa, giunti alla fine di una lunga stagione.
Avrei voluto vedere in campo giocatori giovani, due anni fa Meyer ha lanciato Elton Jantjies, nonostante i risultati poco favorevoli e le stagioni poco esaltanti che sono seguiti, il ragazzo ha 23 anni e avrebbe meritato la panchina, con Johan Goosen titolare e Steyn a riposo.
In prima linea solo i panchinari Tendai Mtawarira e Coenie Oosthuizen hanno meno di 30 anni, avrei visto volentieri giovani emergenti come ad esempio Steven Kitshoff o Scarra Ntubeni degli Stormers o Callie Visagie dei Bulls .
Per quanto riguarda le seconde linee, Matfield e Botha avranno rispettivamente 38 e 36 anni all'inizio dei mondiali, possibile non ci siano un 4 e un 5 da provare al loro posto?

La formazione:

15 Willie le Roux
14 Cornal Hendricks
13 JP Pietersen
12 Jan Serfontein
11 Bryan Habana
10 Morne Steyn
9 Fourie du Preez
8 Duane Vermeulen
7 Willem Alberts
6 Francois Louw
5 Victor Matfield (c)
4 Bakkies Botha
3 Jannie du Plessis
2 Bismarck du Plessis
1 Gurthrö Steenkamp

Riserve: Schalk Brits, Tendai Mtawarira, Coenie Oosthuizen, Lood de Jager, Schalk Burger, Ruan Pienaar, Johan Goosen, Lwazi Mvovo.
Scrito da Unknown Il 6/12/2014 08:33:00 PM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 5 giugno 2014

L'Inghilterra alla prova più difficile.

È inutile nascondere che il tour in Nuova Zelanda ha una grande importanza per gli inglesi in chiave mondiale 2015. La nazionale della rosa rossa sarà una delle favorite per l'edizione di casa e tre partite contro i numero uno al mondo sono un'ottima base per capire dove e come migliorare.
Stuart Lancaster ha operato alcuni cambi forzati rispetto alla formazione che ha ben figurato nel Sei Nazioni, mentre Hansen ha scelto un XV da hall of fame.

Avanti:
La prima linea neozelandese non dovrebbe aver problemi a contenere gli avversari, soprattutto la mobilità di Coles sarà un grattacapo per il suo dirimpettaio Webber. Fanno ancora più impressione i rincalzi pronti in panchina, Mealamu e Crockett.
In seconda linea Retallik e Sam Whitelock, l'unico della famiglia in squadra, sono una sicurezza e il confronto con Parling e Launchbury, con tutto il rispetto del mondo, non regge.
La terza linea è poi ancor più problematica per gli ospiti, in assenza di Kieran Read la maglia numero otto trova in Kaino un ottimo sostituto che Morgan faticherà non poco a contrastare. Ai lati i due capitani daranno vita a un bel confronto sul lato aperto, mentre sul lato chiuso Messam è una spanna sopra Haskell.

Centrocampo:
I due Aarons hanno dimostrato di essere un'ottima cerniera, stimo molto Care e Burns e mi aspetto da loro una buona prova, ma non al livello dei kiwi. Ma'a Nonu sta tornando in forma anche in Superugby, e in nazionale ha sempre fatto sfracelli, motivo per cui la federazione neozelandese ha pregato una delle proprie squadre di dargli un contratto. Accanto a lui il pirata è uno dei migliori centri al mondo e forma con Nonu una coppia incredibilmente affiatata. I loro opposti sono molto promettenti, Eastmond è stato uno degli artefici dell'ottima stagione del Bath, ma non ha praticamente alcuna esperienza internazionale, mentre manu Tuilagi è il giocatore potente in grado di rompere la linea difensiva.

Backs:
Ancora una volta si ripropone il duello tra esperienza e classe e gioventù e voglia di far bene. Due giocatori dalla scarsa esperienza internazionale ma dal grande talento, May e Yarde contro due ali impressionanti, Jane e Ben Smith, nonostante quest'ultimo abbia passato tutta la stagione estremo, non avrà alcun problema a giocare all'ala, per lasciar posto a Dagg con la maglia numero 15.
Nella posizione di estremo gli inglesi hanno forse l'unico vantaggio sulla carta, con Mike Brown uno dei migliori in circolazione.

All'Eden Park arbitrerà il professore le cui decisioni quasi sempre ineccepibili non dovrebbero costituire un vantaggio per nessuna delle due squadre.

Le formazioni

Nuova Zelanda:

15  Israel Dagg
14  Ben Smith
13  Conrad Smith
12  Ma'a Nonu
11  Cory Jane
10  Aaron Cruden
9  Aaron Smith
8  Jerome Kaino
7  Richie McCaw (c)
6  Liam Messam
5  Sam Whitelock
4  Brodie Retallick
3  Owen Franks
2  Dane Coles
1  Tony Woodcock
 
Riserve: 16  Keven Mealamu, 17  Wyatt Crockett, 18  Charlie Faumuina, 19  Patrick Tuipulotu, 20  Victor Vito, 21  TJ Perenara, 22  Beauden Barrett, 23  Malakai Fekitoa

Inghilterra:

15  Mike Brown
14  Marland Yarde
13  Manu Tuilagi
12  Kyle Eastmond
11  Jonny May
10  Freddie Burns
9  Danny Care
8  Ben Morgan
7  Chris Robshaw (c)
6  James Haskell
5  Geoff Parling
4  Joe Launchbury
3  David Wilson
2  Rob Webber
1  Joe Marler
 
Riserve: 16  Joe Gray, 17  Matt Mullan, 18  Henry Thomas, 19  Dave Attwood, 20  Tom Johnson, 21  Ben Youngs, 22  Danny Cipriani, 23  Chris Pennell

Riassumendo, una partita che per gli inglesi dovrà servire da lezione per il futuro, mi aspetto una vittoria neozelandese abbastanza larga, 15 punti.
Scrito da Unknown Il 6/05/2014 11:27:00 AM Nessun commento Continua a leggere

Sulla carta i wallabies partono leggermente favoriti contro les bleus.

Tralasciando il mio tempismo non dei migliori che mi vedrà in vacanza in Europa mentre il fulcro del rugby mondiale si sposta sotto casa, andiamo a vedere come si delinea la prima partita del tour francese in Australia.
Barabba ha spostato decisamente il fulcro della propria nazionale dai suoi Reds verso le due squadre più in forma del campionato, Waratahs e Brumbies. Scelta logica e condivisibile. Come in ogni caso alcune scelte hanno lasciato i commentatori un po' perplessi, soprattutto l'assenza di Scott Higginbotham mi pare un errore.
Il Maialino ha invece scelto una formazione forzata dalla recente finale del Top14 e dagli infortuni che la lunga stagione Europea ha inflitto a diversi dei suoi titolari per l'ultimo Sei Nazioni

Avanti:

Lo scontro tra le prime linee sarà decisamente affascinate, entrambe le prime linee hanno esperienza e forza fisica da vendere, Stephen Moore è stato nominato capitano ed avrà ancor più responsabilità soprattutto in mischia. Una scelta che non condivido, preferisco capitani con un numero sulla maglia superiore al 5, meno propensi alle provocazioni del contatto da trincea e con più possibilità di scambiare due parole con l'arbitro alla bisogna. Ma Barabba era un pilone e ama i giocatori simili a lui.
Se le prime linee si equivalgono, altrettanto non si può dire per le seconde, dove i francesi possono contare su Maestri, uno dei titolari della formazione simpatia, e Vahaamahina, decisamente superiori all'esordiente Carter e Simmons.
Il vantaggio passa però ai wallabies in terza linea, dove Fardy Palu e soprattutto Hooper presentano maggiori garanzie di Chouly, Le Roux e Ouedraogo.
Tutto sommato per il pacchetto avanzato un pareggio, unico neo nelle scelte di Barabba l'avere molta disomogeneità in tutte e tre le linee con giocatori di squadre diverse, una male necessario per i francese, ma che i wallabies avrebbero potuto evitare.

Centrocampo:

Bernard Foley merita la maglia titolare per la stagione che sta facendo e l'infortunio a Cooper ha tolto a Barabba l'imbarazzo di dover giustificare ai media l'esclusione dell'Inutile. Anche qui non condivido la scelta di avere la cerniera di due squadre diverse. Avrei preferito Foley e Phipps, con Beale 12 o meglio White, Toomua e Leali'ifano, nonostante quest'ultimo non si sia ancora completamente ripreso dall'infortunio che un centrocampo con 9 e 10 di due squadre diverse e 12 che solitamente gioca all'apertura. Beale come centro interno ha poi dimostrato di essere un'ottimo assist-man per Folau, Toomua e Kuridrani dovranno adattare il proprio gioco dall'avere un estremo maestro al piede a uno che ama le scorribande al centro.
Per les bleus continua la giostra a centrocampo, con Michalak e Machenaud 10 e 9 rispettivamente. Ottima la scelta dei centri, con Fofana e Fickou molto vicini alle caratteristiche dei loro avversari.

Backs:

Qui il vantaggio dei wallabies è evidente, non solo per la presenza del miglior marcatore del Superugby Folau, ma soprattutto per le due ali, il sempre affidabile Ashley-Cooper e il giocatore di culto honeybadger Cummins. L'esordiente Le Bourhis avrà il suo daffare contro Ashley-Cooper, il duello tra Huget e Cummins si presenta come molto affascinate, mentre il povero Bonneval rischia di veder passare Folau solo nei replay del grande schermo.

Infine una nota sull'arbitraggio, fattore sempre più  determinante nel gioco moderno. La direzione di gara è stata affidata a Gasparri, considerato il numero uno al mondo. Una scelta che favorisce leggermente gli australiani, più abituati al modo di fare del sudafricano.

Le Formazioni

Australia:
15 Israel Folau
14 Adam Ashley-Cooper
13 Tevita Kuridrani
12 Matt Toomua
11 Nick Cummins
10 Bernard Foley
9 Nic White
8 Wycliff Palu
7 Michael Hooper
6 Scott Fardy
5 Sam Carter
4 Rob Simmons
3 Sekope Kepu
2 Stephen Moore (c)
1 James Slipper

Riserve: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Pek Cowan, 18 Paddy Ryan, 19 James Horwill, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Kurtley Beale, 23 Pat McCabe

Francia:
15 Hugo Bonneval
14 Yoann Huget
13 Gaël Fickou
12 Wesley Fofana
11 Felix Le Bourhis
10 Frédéric Michalak
9 Maxime Machenaud
8 Damien Chouly
7 Bernard Le Roux
6 Fulgence Ouedraogo
5 Yoann Maestri
4 Sébastien Vahaamahina
3 Nicolas Mas (c)
2 Guilhem Guirado
1 Thomas Domingo

Riserve: 16 Christopher Tolofua, 17 Vincent Debaty, 18 Rabah Slimani, 19 Alexandre Flanquart, 20 Antoine Burban, 21 Morgan Parra, 22 Rémi Lamerat, 23 Brice Dulin

Pronostico: Australia di 6 punti.
Scrito da Unknown Il 6/05/2014 10:53:00 AM Nessun commento Continua a leggere
  • RSS
  • Delicious
  • Digg
  • Facebook
  • Twitter
  • Pagine22metri

Etichette

Pagine di 22 metri

Pagine di 22 metri
Più informazioni sui campionati locali di: Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Stati Uniti

Il mio blog in Inglese

Il mio blog in Inglese
Alcuni post in inglese

    Stats

    visite

    paperblog