sabato 23 agosto 2014

Ancora una volta gli All Blacks si dimostrano imbattibili in casa

Il 51-2o con cui la Nuova Zelanda ha regolato l'Australia è il risultato di una prestazione con pochissime sbavature che ha punito ogni errore degli avversari e che a tratti ha assunto connotati imbarazzanti.
Richie McCaw e la Bledisloe Cup, un immagine consueta
Barabba ha voluto dare fiducia agli stessi XV di Sydney e la serata dell'Eden Park gli ha dato torto.
Dopo un calcio piazzato ottenuto sul calcio d'inizio che ha dato all'Australia i primi tre punti sul tabellone, la Nuova Zelanda ha reagito in maniera rabbiosa e prima ha pareggiato e poi si  è portata in vantaggio con due piazzati di Cruden. Una sciocchezza di Richie McCaw, che gli arbitri stanno iniziando a punire ora che i suoi riflessi si sono un po' rallentati, avrebbe potuto costare cara ai suoi, ma a parte il piazzato del pareggio, l'Australia non è stata in grado di sfruttare la superiorità numerica ed ha anzi concesso nuovamente il vantaggio ai padroni di casa.
La prima svolta della gara si è avuta al 23' quando Simons è stato punito con un cartellino giallo per un fallo in maul che Romain Poite ancora una volta, come l'anno scorso all'Eden Park nei confronti di du Plessis, ha interpretato in maniera esagerata.
In 14 i Wallabies sono crollati e hanno concesso due mete agli avversari. La prima, tecnica, è stata parzialmente colpa dell'allenatore, che non ha messo in campo un avanti per rafforzare al mischia: prima Horne, un'ala!, è andato inutilmente a coprire come terza linea e poi i Wallabies hanno difeso la seconda mischia, sotto i pali, in sette contro otto, concedendo la spinta agli avversari e la meta tecnica.
Due minuti dopo la seconda meta degli All Blacks è nata su un contropiede: dopo un'ottima azione di Folau, fermato a dire il vero con un placcaggio al collo da parte di Cory Jane, i Wallabies hanno perso l'ennesimo pallone, concedendo al velocissimo Julian Savea la sua ventiquattresima meta in altrettante partite in nazionale.
Prima della fine del tempo gli All Blacks avrebbero potuto andare ancora in meta, ma Liam Messam ha perso un altro pallone commettendo un in avanti.
I primi venti minuti del secondo tempo sono stati imbarazzanti per l'Australia, con la Nuova Zelanda in meta per tre volte, prima con Read e poi per due volte, su azione fotocopia con capitan McCaw. Grazie alle trasformazioni di Cruden il risultato parziale al ventesimo era di 45 - 6.
L'Australia, ancora una volta, con le spalle al muro ha reagito d'orgoglio: Barabba ha finalmente fatto entrare Phipps e Foley, mettendo quest'ultimo all'apertura e spostando Beale al centro. La mossa, tardiva, ha ricreato gli automatismi in attacco che hanno permesso ai Waratahs di vincere il campionato del Super Rugby. Prima Folau e poi Hooper hanno ridato un po' di sorriso  ai propri tifosi con due mete.
Ma prima della fine la Nuova Zelanda ha avuto l'ultima parola, nonostante un altro fallo tattico l'avesse costretta nuovamente in 14. Luatua l'autore della meta sotto i pali e Aaron Smith della trasformazione che ha permesso agli All Blacks di superare quota 50 e mettere in cassaforte l'ennesima Bledisloe Cup e lanciare un chiaro messaggio su quale sia il padrone del Rugby Championship.
Per la Nuova Zelanda ora la sfida è come al solito quella di mantenere la concentrazione per il resto del torneo, per l'Australia invece è il tempo di tornare a ripensare alla tattica: Beale all'apertura è un esperimento fallito, ma gli errori e la lentezza della linea offensiva sono stati determinanti nella sconfitta dell'Eden Park, ma contro questa Nuova Zelanda sembra quasi impossibile trovare contromisure.
Scrito da Diego Ghirardi Il 8/23/2014 10:43:00 PM Nessun commento

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