lunedì 29 settembre 2014

Quade Cooper celebra il ritorno in campo con una meritata vittoria.

Dopo l'infortunio alla spalla l'Inutile torna in campo per venti minuti con il Brisbane City vittorioso nella prima Andy Purcell Cup.

Il primo derby tra City e Country è stato caratterizzato da diversi errori da entrambe le parti e lo spettacolo ha latitato per i primi venti minuti; soprattutto le mischie sono state fonte di frustrazione sia per il pubblico sia per l'arbitro, tanto che il primo richiamo ufficiale ad entrambi i tallonatori è arrivato già al quindicesimo minuto ed hanno infine fruttato due cartellini gialli contr i piloni del Country. Espulsioni temporanee che hanno influito in maniera fondamentale sul punteggio finale.

Il Queenslanid Country ha fatto troppo poco per la vittoria e ha sprecato il vantaggio iniziale, giunto a dire il vero più su episodi che altro.

Il Brisbane City ha avuto il merito di non mollare mai e, grazie alla supremazia in mischia di portare a casa una meritata vittoria.

La Cronaca

La prima meta è arrivata grazie a Taulagi che con un'azione in velocità ha tagliato la difesa del City ed è andato a schiacciare nell'angolino. Pochi minuti dopo sia per l'arbitro ha segnato la seconda meta per il Country, dopo aver colto la diesa del City ancora in contropiede.

Il City sotto 13 - 0 si è portato in avanti e grazie alla spinta degli avanti è riuscito ad accorciare le distanze ma il risultato parziale è rimasto sul 5 - 13 nonostante nei minuti finali della prima frazione di gioco il City sia rimasto in superiorità numerica dopo l'ammonizione del pilone del Country Haydn Hirsimaki per l'ennesima infrazione in mischia.

Ad inizio della ripresa è arrivata la seconda meta del City, ancora grazie all aspinta degli avanti, in questo caso ad andare a schiacciare è stato il tallonatore Andrew Ready; grazie alla trasformazione, punteggio sul 13 pari e lo scontro ha iniziato a farsi più duro con contatti molto fisici da entrambe le parti.

Al 20' l'atteso rientro in campo di Quade Cooper al posto di Jake McIntyre che non ha sfigurato nell'ora in cui è stato in campo. Pochi minuti dopo la meta del vantaggio del City con Chris Kuridrani che ha concluso dopo che gli avanti avevano ancora una volta messo sotto pressione la difesa del Country. La meta ha dato a Cooper la possibilità di soegnapre i suoi primi tre punti nell'NRC.

La mischia del City continua a strapazzare gli avversari e a farne le spese è Will Slipper, fratello minore del Wallaby James, subentrato nella ripresa al debuttante Campbell Wakely, costretto a rientrare in campo. Sugli sviluppi dell'azione il sudafricano Marco Kotze va in meta indisturbato sotto i pali.

Il Country prova finalmente a reagire, ma la difesa del Cit resiste molto bene. La partita si chiude con un in avanti di Cooper lanciato all'inseguimento di un pallone calciato verso la linea di meta avversaria.
Scrito da Unknown Il 9/29/2014 12:18:00 PM Nessun commento Continua a leggere

sabato 27 settembre 2014

Bella prova di Taranaki che passa d'autorità contro Auckland

In attesa della gara tra Canterbury e Southland di Domenica Taranaki si instaura momentaneamente in testa alla classifica della Premiership della ITM Cup, facendo un passo importante verso la conquista di uno dei primi due posti che garantiscono il diritto di ospitare la semifinale.

La vittoria è stata più che meritata, il bonus è un premio più grande di quanto visto sul campo, infatti la quarta meta è arrivata a tempo scaduto quando Auckland, sotto di sei, ha provato il tutto per tutto per andare a segnare la meta della probabile vittoria. Un passaggio lungo di Anscombe, molto buona la prova del futuro numero dieci della nazionale Gallese, è stato intercettato da Charlie Ngatai che si è involato in meta con una prateria di fronte.

Anscombe è diventato il quarto giocatore nella storia dell'Auckland Rugby Union a segnare 500 punti, e ha raggiunto l'invidiabile record in soli 37 incontri. Peccato che i Blues di John Kirwan non abbiano investito più in lui, la sua partenza per il Galles è una perdita anche per gli All Blacks.

La Cronaca:

Taranaki ha messo sotto Auckland fin dall'inizio grazie a una difesa molto serrata e a un attacco veloce e pieno di fantasia, ma i primi punti sono arrivati per gli ospiti che hanno conquistato una punizione a trentacinque metri dai pali nella prima sortita nella metà campo avversaria. Anscombe ha realizzato il primo dei suoi cinque piazzati con precisione.

Ma dopo soli 5 minuti Rhys Marshall ha portato i padroni di casa in vantaggio con una meta scaturita dalla touch grazie a uno schema eseguito benissimo. Al 21' un'azione in contropiede da manuale ha allungato il vantaggio dei padroni di casa e al 33' ancora da rimessa laterale è arrivata la terza segnatura di Taranaki. Tra le due mete un piazzato di Anscombe è stato l'unico bottino degli ospiti, che hanno perso troppi palloni per errori di controllo. Prima del termine della prima frazione McKenzie e Anscombe hanno messo a segno un piazzato ciascuno per il 22 - 9 parziale.

Come spesso accade, Auckland si è presentati più determinata nella ripresa, ha commesso meno errori e ha iniziato la rimonta con un una meta di George Moala al 13' minuto e quattro minuti dopo, grazie a un piazzato del preciso Anscombe ha ridotto lo svantaggio a soli 3 punti.
Taranaki ha avuto il merito di non perdere la concentrazione e la compostezza e per merito di due calci di McKenzie, un piazzato e un drop ha ripreso il largo.
A due minuti dalla fine Auckland ha conquistato un fallo a trenta metri dalla linea di meta dei padroni di casa e ha deciso di andare al calcio piazzato, Anscombe ha ancora una volta centrato i pali e con pochi secondi ancora da giocare Taranaki ha rimesso in gioco il pallone sul 28 - 22.
Auckland si è buttata in avanti tentando di segnare la meta della possibile vittoria, invece di accontentarsi del bonus difensivo come accadrebbe su altri campi. Ma come detto un passaggio troppo azzardato di Anscombe ha consentito a Ngatai di segnare indisturbato la quarta meta di Taranaki. Con il senno del poi questo atteggiamento è costato 2 punti importanti a Auckland, ma nella ITM Cup si gioca e non c'è spazio per i ragionieri.

Il Tabellino:

Taranaki 35 (22):

Mete: Rhys Marshall, Berny Hall, Seta Tamanivalu, Charlie Ngatai
Trasf.: Marty McKenzie 3/4
Piazz.: Marty McKenzie 2/3
Drop: Marty McKenzie 1/1

Auckland 22 (9):
Mete: George Moala try
Trasf.: Gareth Anscombe 1/1
Piazz.: Gareth Anscombe 5/5
Scrito da Unknown Il 9/27/2014 03:09:00 PM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 25 settembre 2014

Nell'anticipo del Giovedì all'AAMI Park di Melbourne i Rising mettono sotto anche i Vikings 

Il dominio dei Rising sull'NRC continua con un'altra vittoria con bonus, ma la prova della squadra di Melbourne è stata meno convincente del solito. Dopo i primi 25' dove i Rising hanno imbarazzato gli ospiti con un dominio incontrastato soprattutto sui giochi da fermo dove i Rising hanno avuto un chiaro vantaggio, i padroni di casa hanno lasciato l'iniziativa agli ospiti fino agli ultimi dieci minuti di gara, dove hanno segnato la quinta meta che ha dato loro il punto bonus.

La cronaca:

Prima meta dopo soli 2' di Debreczeni che trova il buco giusto tra la difesa ospite dopo aver conquistato il vantaggio territoriale con un preciso grubber.

Al 10' prima uscita al di la della propria metà campo per i Vikings grazie a un calcio molto preciso di Jessie Mogg. Ma sugli sviluppi della rimessa laterale Mitch Inman trova una prateria davanti a se e ancora Debreczeni trova lo spazio giusto per lanciare Telusa Veainu in meta, 16-0 al 13'.
Il dominio dei Rising prosegue e la terza meta arriva prima del quarto di gioco, questa volta è il pilone Alo-Emile a schiacciare in meta al culmine di un'azione corale degli avanti.
Finalmente i Vikings si fanno vedere dalle parti della linea di meta dei Rising e dopo essersi scontrati contro la difesa dei padroni di casa i Vikings trovano alla mezz'ora finalmente il varco giusto con Robbie Coleman, incluso all'ultimo minuto nel XV titolare all'ala sinistra. Mogg trasforma da posizione difficile e accorcia le distanze a 26-8.
I Vikings prendono coraggio e spingono sul l'acceleratore ma da qui alla fine del primo tempo non succede più nulla, gli attacchi si scontrano sulla rocciosa difesa dei Rising.

La ripresa si apre come si era chiusa la prima frazione, con i Vikings sterilmente in possesso del pallone ma mai realmente incisivi. In due occasioni un passaggio in avanti ferma Veainu lanciato in contropiede.
I Rising resistono bene anche in inferiorità numerica dopo che Nic Stirzaker si è fatto rimediare un cartellino giallo per aver calciato via il pallone dopo il fischio dell'arbitro.
L'inferiorità numerica prosegue dopo che Cadeyrn Neville commette un fallo di mestiere a ridosso della propria linea di meta.
I Vikings passano finalmente al 29' con Jerome Niumata che va a schiacciare quasi indisturbato dopo una touch battuta veloce.
La meta scuote i padroni di casa che si riportano subito in avanti per mantenere le tre mete di vantaggio che garantiscono il punto bonus.
Alla mezz'ora entrambi gli "italiani" in campo con Lloyd Johansson che si unisce a Joe Kamana entrando al posto di Rennie Luatolo-Molimau.
Luke Burgess con un controllo al limite dell'impossiblie porta i Rising in meta per la quinta volta allo scadere e assicura così il sesto bonus point su sei gare.

Il Tabellino:

Melbourne Rising 34 (26):
Mete: Debreczeni 2', Veainu12', Alo-Emile19', Inman 25', Burgess 79'
Trasformazioni: Debreczeni 3/5

University of Canberra Vikings 13 (8):
Mete: Coleman 29' Niumata 69'
Trasformazioni: Mogg 1/2
Scrito da Unknown Il 9/25/2014 08:18:00 PM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 24 settembre 2014

Passo fallo di Canterbury a North Harbour

Halangahu con la maglia
delle Zebre
Canterbury in formazione ampiamente rimaneggiata commette un numero incredibile di errori e lascia ai padroni di casa l'iniziativa per larga parte della gara. La vittoria di North Harbour è tanto meritata quanto inaspettata.

Dopo un inizio shock, con una meta subita dopo soli 16 secondi e una seconda al settimo minuto, North Harbour ha reagito e ha messo sotto i campioni in carica segnando tre mete in successione per chiudere il primo tempo in vantaggio 19 - 14. Un risultato che pochi si aspettavano e un vantaggio che si allunga nella ripresa a 29 - 14, prima che al 65' Willy Heinz, subentrato nella ripresa, vada a segno sotto i pali e ridia un po' di fiato a Canterbury, ma è troppo tardi per la rimonta, un piazzato di Mo'unga è tutto quanto i campioni in carica riescono a segnare fino al termine degli 80 minuti.
North Harbour, ultima in classifica nel Championship può celebrare così la vittoria più inaspettata sull'unica squadra imbattuta fin ora e prima nella Premiership della ITM Cup 2014.

North Harbour 29 (19):
Mete Leigh Thompson, Tevita Li, James Parsons, Niko Tatumaikavuki
Trasf. Matt McGahan 3/4
Piazz. McGahan1/1

Canterbury 24 (14):
Mete: Nathaniel Apa, Codie Taylor, Willi Heinz
Trasf. Richie Mo'unga 3/3
Piazz. Mo'unga 1/1
Scrito da Unknown Il 9/24/2014 10:50:00 PM Nessun commento Continua a leggere

sabato 20 settembre 2014

I campioni in carica si confermano anche a Pukehoe, ma si rivede il bel gioco degli Steeelers.

Dopo un primo tempo dominato in lungo e in largo dai rossoneri i padroni di casa si sono svegliati nel secondo tempo, Tana Umaga deve essersi fatto sentire negli spogliatoi, e alla fine il risultato di 20 - 28 gli sta quasi stretto. Gli Steelers devono recriminare per un momento di pazzia della loro seconda linea Sikeli Nabou, reo di reagito a una trattenuta sulla linea di meta di Matt Todd con un pugno: il generoso cartellino giallo mostrato da Jackson al giocatore ha interrotto il momento di grazia di Counties e dato fiato a Canterbury che, come un pugile, era alle corde.
Nel primo tempo Canterbury è passata agevolmente in vantaggio grazie agli errori dalla piazzola di Pulu e Nanai-Williams ma soprattuto a una difesa solida che ha costruito la base azioni per le mete di Heinz e Todd.
Counties ha perso un numero innumerevole di possessi per colpa di errori di controllo e non è stata mai seriamente pericolosa, la prima frazione si è conclusa sul 6 - 20.
Ma nella ripresa gli Steelers sono tornati quelli delle stagioni passate, sono andati per due volte in meta grazie a Frank Halai e sono andati vicinissimi alla terza segnatura con Lee-Lo, ma la moviola ha negato la meta stabilendo che il giocatore non aveva il pieno controllo dell'ovale al momento di schiacciarlo a terra. Una decisione al 50% che ci sta.
Scrito da Unknown Il 9/20/2014 08:44:00 AM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 18 settembre 2014

Heyneke Meyer richiama Schalk Burger al posto dell'infortunato Francois Louw

Un campione del mondo raramente si critica e Burger è uno dei giocatori che ha maggiormente contribuito alla causa degli Springbok e la sua classe non si discute.
Il suo atteggiamento da vero combattente in campo è sempre stato encomiabile e, nonostante la sua foga agonistica lo abbia a volte portato al limite del regolamento, è sempre un giocatore che è meglio avere in squadra che contro.
La critica sta nell'ennesima scelta conservatrice di Meyer, rimasto ancora legato al rugby del decennio scorso e che chiama un altro ultratrentenne in nazionale invece di puntare a giocatori più freschi.
Burger premiato al termine di Sungoliath - Verblitz in Top League

Burger è stato chiamato al posto dei Francois Louw che sarà costretto a saltare le prossime partite per un infortunio alla spalla.
Si tratta di un'altra scelta conservativa dell'allenatore che ha preferito il veterano di 71 caps ai giovani Teboho Mohoje e Warren Whiteley che hanno fatto parte del gruppo portato in Australia e Nuova Zelanda.
Scrito da Unknown Il 9/18/2014 10:28:00 AM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 17 settembre 2014

Chi è Karmichael Hunt

Dopo la presentazione della rosa 2015 per il Superugby molti si sono soffermati sul ritorno in Australia di James O'Connor, il Bimbominkia, in cerca di un posto per i mondiali inglesi. Ma il vero colpo di mercato è Hunt, vero e proprio ironman, atleta completo e dal talento incredibile.

Hunt con la maglia dei Suns
Hunt ha passato gli ultimi 4 anni ai Gold Coast Suns, una delle due nuove squadre create dal nulla dalla AFL, la federazione di football australiano. In maniera simile a quanto accaduto a Israel Folau, l'AFL, volendo far breccia in mercati tradizionalmente occupati dal rugby (league) ha spinto per strappare una stella indiscussa della NRL per attirare attenzione.
Entrambi i giocatori erano due delle stelle indiscusse del rugby league prima di passare al football australiano, Hunt è stato il più giovane giocatore dei Broncos e il più giovane a raggiungere il traguardo dei 100 match in NRL e ha vinto un titolo nel 2006. Folau si è aggiudicato un titolo della NRL nel 2007 con i Melbourne Storm, revocato in seguito dalla giustizia sportiva per irregolarità finanziarie del club, ed è poi passato ai Broncos ed ha partecipato attivamente ai successi del Queensland nello State of Origin.

Folau, dopo due anni deludenti ai Giants, è passato ai Waratahs ed è esploso come uno dei fullback più forti palla alla mano attualmente in circolazione, si è preso la maglia titolare dei Wallabies prima all'ala e poi come estremo e ha contribuito in maniera determinante alla vittoria dei Tahs del titolo 2014 diventado, a pari merito, il miglior realizzatore di mete.
Folau e Hunt ai tempi dell'AFL
Hunt al contrario di Folau si è ambientato meglio nella AFL e ha contribuito in maniera più decisiva alla crescita della nuova squadra passata dal fondo della classifica ai margini dei play off nel breve periodo ed è anche stato l'eroe di una vittoria a tempo scaduto al termine della stagione 2012, quando il club stava lentamente emergendo, ma ha sofferto diversi infortuni che negli ultimi due anni lo hanno tenuto lontano dal campo a lungo.
Per sua stessa ammissione Hunt ha sofferto molto fisicamente l'AFL, soprattutto per via della preparazione atletica che necessita: con ogni giocatore costretto a percorrere circa 13 km a partita, il giocatore ha dovuto perdere quasi quindici chili dai cento della sua stagione in Francia agli 87kg registrati ultimamente.
Hunt con la maglia del Biarritz 
Hunt ha resistito alle proposte insistenti dei club di NRL affinché tornasse al gioco a XIII, ma accettato la proposta dei Reds di tornare al rugby union, che lo aveva visto brillare nelle giovanili e che aveva assaporato brevemente al Biarritz prima di passare ai Suns in AFL.
Nella sua prima intervista da giocatore dei Reds ha lanciato una toccata al suo vecchio sport, paragonando la mentalità dell'AFL a quella della NRL: "andare a divertirsi e a fare baldoria dopo ogni partita non è possibile (in AFL), mentre in league, poiché fisicamente meno stressante, è normale uscire con i compagni di squadra. Lo facevo spesso quando ero ai Broncos, tanto sapevo che non ne avrei pagato le conseguenze".
Riguardo agli infortuni subiti, ha minimizzato: "nulla di grave che richieda di andare sotto i ferri, ho solo bisogno di un po' di riposo e di ricalibrare il mio fisico per uno sport che gli si addice meglio".

Fare previsioni è sempre difficile, ma le premesse sono ottime e da Hunt ci si può aspettare grandi cose in Superugby e, nonostante il giocatore abbia smentito di puntare alla nazionale, un posto per Inghilterra 2015 può essere suo.
Scrito da Unknown Il 9/17/2014 11:07:00 AM Nessun commento Continua a leggere

domenica 14 settembre 2014

Le mete di Richie McCaw e Michael Hooper decisive nelle vittorie di Nuova Zelanda e Australia.

Gli All Black hanno sofferto molto contro i come al solito ordinati e difensivisti Springboks e la bellissima meta di McCaw è stata determinante per la loro vittoria di misura al Westpack Stadium di Wellington. Altrettanto importante per il risultato finale la prestazione di Hooper, autore di due mete al Cbus della Gold Coast, in una gara che sembrava archiviata a venti minuti dalla fine prima di un tentativo di rimonta dei coraggiosi Pumas.

Lo scontro tra numero uno e due del mondo ha prodotto una partita tesa, segnata da un gioco spezzettato e non entusiasmante che ha premiato al termine la squadra che ha comunque cercato di correre di più il pallone e di creare invece di distruggere. Il giorno in cui la SARU si deciderà a scegliere un allenatore offensivista sarà salutato con gioia e timore in ugual misura. Il potenziale d'attacco degli Springbos è enorme, ma è purtroppo ingabbiato dal primo non prendetele di Meyer.
I sudafricani hanno lasciato il controllo del gioco ai padroni di casa e la meta di Hendricks al 15' è nata più dal caso e dall'estro individuale che dal predominio tecnico tattico. Al contrario la segnatura di McCaw, benché anch'essa frutto di una geniale intuizione del capitano kiwi, è arrivata grazie alla corale volontà d'attacco dei campioni del mondo.
Fluffy in meta
Fluffy in meta

La partita tra Australia e Argentina ha dimostrato come i Pumas siano, nonostante ancora a secco di vittorie nel Rugby Championship, in enorme crescita. Non solo dalla pampa arrivano con costanza avanti di livello mondiale, ma il fenomeno Montero dimostra come anche nei backs stia arrivando una nuova generazione di indiscussa qualità.
Il risultato finale di 32 - 25 è frutto dello spirito indomito degli argentini che sotto 29 - 17 al 60' si sono spinti in avanti e hanno trovato due meritate segnature con Bosch e Tuculet.
Ancora una volta quella che sembra essere l'arma più debole dei Wallabies, ovvero la mischia, quest'anno tra l'altro plagiata dai numerosi infortuni, ha retto nel momento decisivo e ha negato agli ospiti il pareggio finale.


Doppietta per Trooper
Doppietta per Hooper
Scrito da Unknown Il 9/14/2014 06:09:00 PM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 11 settembre 2014

Prosegue la marcia dei Rising che si impongono in casa anche sui Perth Spirit e fanno quattro su quattro.

Veainu, migliore in campo
Meno dominante del solito la prestazione dei giocatori due Sean Hedger che hanno faticato a trovare spazi nella difesa ospite e hanno sofferto nei primi venti minuti di gioco gli avversari, ma alla fine hanno segnato 7 mete a 3 per aggiudicarsi ancora una volta il bonus.
"All'inizio i giocatori hanno sofferto la breve sosta e hanno avuto bisogno di un po' di tempo per carburare e trovare gli spazi" ha detto Hedger "ma merito degli Spirit che hanno chiuso benissimo in gioco aperto". 
La maggior organizzazione di gioco e la forza fisica degli avanti dei Rising e l'ottima serata del ballerino Telusa Veainu hanno fatto la differenza tra le due squadre.
"Nella ripresa" ha affermato sempre l'allenatore dei Rising "gli spazi si sono creati grazie al lavoro degli avanti e i nostri backs sono stati bravi a sfruttarli".
In ombra Nic Stirzacker che ha sbagliato diversi passaggi e che non ha trovato gli spazi giusti.
Uscito a metà del primo tempo Jonah Placid per un colpo al ginocchio.

Gli Spirit hanno difeso con ordine ma le loro mete sono arrivate solo da episodi e non sono mai riusciti a mettere in difficoltà con continuità i padroni di casa.
Meglio del previsto la prova della prima linea, formata tutta da esordienti nell'NRC.
Buona la partita di Zack Holmes e Dillyn Leyds, soprattutto sui calci in gioco aperto, aspetto del gioco in cui gli Spirit sono stati più determinanti degli avversari, l'influenza sudafricana si vede.
Da rivedere la touch che ha perso quattro palloni sul proprio lancio.

Da notare l'ottima direzione di gara di Will Houston, sempre molto preciso e chiaro nelle sue indicazioni ai giocatori, i due cartellini gialli estratti sono stati più che giustificati e non hanno alterato a dismisura l'andamento della gara.

La cronaca:

Inizio lento complice il pallone reso scivoloso dall'umidità, entrambe le squadre commettono diversi in avanti che fermano gli attacchi  sul nascere.
La prima vera occasione è per i Rising sugli sviluppi di una touch, ma la difesa degli Spirit resiste e sono gli ospiti ad andare per primi in meta al 13' grazie al numero 8 Rovira che va a schiacciare dalla base della mischia, sotto i pali dei padroni di casa.
Gli Spirit controllano il pallone e usano spesso il piede per tenere i Rising lontani dalla propria linea di meta.
Tattica che riesce per poco più di dieci minuti, ma alla fine i padroni di casa passano, ed è ancora la terza linea centro ad andare in meta sotto i pali, in questo caso dopo una serie di fasi e punizioni giocate con la mischia.
La meta del pareggio da coraggio ai Rising che iniziano a correre il pallone in velocità e trovano la meta con Veainu al 28' e Kamana al 31'.
Al 35' Rising ancora vicini alla meta, English, subentrato a Placid uscito zoppicante per un colpo al ginocchio, taglia la difesa degli Spirit in due ma Debreczeni e Stirzaker non riescono a controllare il suo
passaggio. Il primo tempo si chiude con Sean McMahon che perde il pallone sotto i pali nell'atto di schiacciare e il parziale è un 18-8 no male per gli ospiti.

La ripresa parte come si era concluso il primo tempo: con i Rising in attacco senza passare e gli Spirit al nono accorciano con Lacey veloce a sfruttare un errore su palla alta di Veainu, spostato estremo con l'uscita di Placid. La meta dell'ala giallonera accorcia le distanze a due soli punti.

La reazione dei padroni di casa è rabbiosa, e frutta immediatamente un periodo di superiorità numerica con il cartellino giallo alla seconda linea Murphy, che paga per i fallo di squadra.

In superiorità numerica i Rising pressano la linea di meta avversaria e passano ancora con Timani dalla base della mischia. Veainu sostituisce Debreczeni dalla piazzola e trasforma. Poco dopo Timani lascia il campo all'esordiente Pom Simona.

Rising ancora in meta con Neville al 20' dopo una serie di fasi a ridosso della linea di meta, con Veainu al 25' lanciato in velocità da Joe Kamana e infine con Burgess al 35' ancora su azione propriziata dagli avanti, nonostante i Rising si trovassero in inferiorità numerica per il giallo a Pom Simona.

Gli Spirit chiudono in meta con Zac Holmes allo scadere.

Tabellino

Melbourne Rising 44 (18)
Mete: Lopeti Timani (2), Telusa Veaini (2), Joe Kamana, Cadeyrn Neville, Luke Burgess,
Trasformazioni: Jack Debreczeni (2), Telusa Veainu

Perth Spirit 24 (8)
Mete:
 Alex Rovira, Zack Holmes, Brad Lacey
Trasformazioni: Zack Holmes (2), Luke Burton

Melbourne Rising
1. Toby Smith, 2. Pat Leafa, 3. Paul Alo-Emile, 4. Sam Jeffries, 5. Cadeyrn Neville, 6. Luke Jones, 7. Sean McMahon, 8. Lopeti Timani, 9. Nic Stirzaker, 10. Jack Debreczeni, 11. Joe Kamana, 12. Mitch Inman, 13. Sefanaia Naivalu, 14. Telusa Veainu, 15. Jonah Placid. 16. Tom Sexton, 17. Tuiatua Tuia, 18. Cruze Ah-Nau, 19. Pom Simona, 20. Sione Taufa, 21. Luke Burgess, 22. Lloyd Johansson, 23. Tom English.

Perth Spirit
1. Joe Savage, 2. Harry Scoble, 3. Chris Heiberg, 4. Rory Walton, 5. Brent Murphy, 6. Brynard Stander, 7. Richard Hardwick, 8. Alex Rovira, 9. Justin Turner, 10. Zack Holmes, 11. Nili Fielea, 12. Luke Burton, 13. Ammon Matuauto, 14. Brad Lacey, 15. Dillyn Leyds, 16. Robbie Abel, 17. Alec Hepburn, 18. Oliver Hoskins, 19. Corey Thomas, 20. Kane Koteka, 21. Michael Ruru, 22. Davis Tavita, 23. Va’a Mailei
Scrito da Unknown Il 9/11/2014 10:31:00 PM Nessun commento Continua a leggere

I Makos buttano via una preziosa vittoria all'ultimo minuto.

In vantaggio 30-24 a tempo scaduto, invece di calciare in tribuna i Makos vanno all'attacco, perdono il pallone e lasciano così a Taranaki l'opportunità di segnare la meta della vittoria all'83esimo con Waisake Naholo. Marty McKenzie è preciso e freddo dalla piazzola a trasformare per i sorpasso.
Il finale non è stato l'unico momento eccitante della partita, con continui ribaltamenti di fronte e occasioni e mete da entrambe le parti e le due squadre separare al massimo da 11 punti a cavallo dei due tempi.
Una prova che deve far riflettere sugli effetti collaterali dell'eccessiva voglia di attacco di Tasman, e che conferma come Taranaki non sia mai pronta a cedere le armi.

Scrito da Unknown Il 9/11/2014 07:27:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Tasman - Taranaki il match clou a sorpresa nella Premiership

Dopo l'anticipo di ieri sera che ha visto la netta vittoria esterna di Northland sul campo di Otago, stasera prosegue il quinto turno del torneo neozelandese.

Molte partite che offrono spunti interessanti sia per il Championship sia per la Premiership, ma l'incontro clou sarà di sicuro la sfida per il Ranfurly Shield di Domenica, quando i neodetentori di Hawke's Bay difenderanno il tronco contro la squadra alla quale lo sottrassero l'anno scorso. Una sconfitta che brucia ancora per i cinghiali di Otago che persero il Ranfurly proprio alla prima difesa e vorranno certamente restituire il favore.

Pochi a inizio stagione si sarebbero aspettati che Tasman si ambientasse così bene nella serie maggiore della ITM Cup e anche Taranaki non era accreditata delle migliori prospettive, ma come spesso accade i valori si dimostrano sul campo, non sulla carta.

A sorpresa anche la posizione di Manawatu e Northland in testa della classifica del Championship, con i Turbos in grado di allungare sfruttando un turno sulla carta agevole contro il fanalino di coda North Harbour.

Anche per la Premiership è in programma un testa coda: all'AMI Stadium di Christchurch si gioca quella che a inizio torneo aveva tutte le carte in regola per essere una delle partite decisive, la riedizione della finale 2013 tra Canterbury e Welington. Partita che invece vede un'inaspettato scontro testa coda tra i lanciatissimi campioni in carica in testa alla classifica  e i Lions  desolatamente ultimi in classifica e a secco di vittorie. I Lions giocheranno più che altro per l'orgoglio e la partita potrebbe risultare più ostica di quanto i 17 punti in classifica di differenza possano dire.

Turno favorevole per Auckland, che dopo aver faticato con Tasman e Wellington va a far visita a Bay of Plenty sul campo di Rotorua.
Se, come molti si immaginano, Wellington avrà una rialzata d'orgoglio nella seconda metà del campionato per evitare una tanto umiliante quanto imprevista retrocessione, la sfida tra un'irriconoscibile Counties Manukau e un'altrettanto poco convincente Waikato assume un significato particolare.

Mercoledì 10
Otago - Northland 23 - 40

Giovedì 11
Tasman - Taranaki

Venerdì 12
North Harbour - Manawatu
Canterbury - Wellington

Sabato 13
Bay of Plenty - Auckland
Southland - Northland

Domenica 14
Waikato - Counties Manukau
Hawke's Bay  [RS] - Otago

Le classifiche:
prem
cham
Scrito da Unknown Il 9/11/2014 04:32:00 PM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 10 settembre 2014

Prova maiuscola dei Taniwha che si impongono a casa di Otago

Dopo un inizio velocissimo che ha visto Waa andare in meta dopo poco più di un minuto di gioco, Northland e Otago hanno dato vita a un primo tempo equilibrato nel quale le squadre si sono equivalse. Nella ripresa però gli ospiti hanno spazzato via dal campo i cinghiali segnando un parziale di 25 punti a 3 mettendone ancor più a nudo i difetti

Dan Pryor sugli scudi per Northland, non si è mai tirato indietro ed è stato spesso determinante non solo nel fermare le azioni avversarie sul nascere ma anche nel guadagnare metri preziosi.
Buona la prova di Hayden Parker nel primo tempo, coronata da una bella meta personale in velocità.

Grazie alla vittoria con bonus i Taniwha si portano a un solo punto dalla capolista Manawatu e staccano Otago.
Entrambe le squadre saranno nuovamente in campo nella quarta giornata con altre due partite molto importanti per il Championship della ITM Cup e non solo. Northland andrà a Invercagill a fare visita a Southland mentre Otago avrà l'inattesa possibilità di riprendersi il mai così volatile Ranfurly Shield a Napier contro Hawke's Bay, fresca della conquista del tronco ai danni di Counties.

Il tabellino:

Otago 23 (20):Mete: Tom Franklin, Hayden Parker
Trasf.: Hayden Parker 2/2
Piazz.: Hayden Parker 2/2 , Peter Breen 1/1

Northland 40 (15):
Mete: Namatahi Waa, Jack Ram 2, Ross Wright, Matt Moulds
Trasf.: Dan Hawkins 3/4, Latiume Fosita 0/1
Piazz.: Dan Hawkins 3/4

Formazioni (15-1)

Otago: Trent Renata, Matt Faddes, Jayden Spence, Teihorangi Walden, Fa'asiu Fuatai, Hayden Parker, Josh Renton, Charlie O'Connell, Huge Blake, Lee Allan, Thomas Franklin, Jackson Hemopo, Michael Mata'afa, Liam Coltman, Aki Seiuli.
Riserve: Sam Anderson-Heather, George Bower, Josh Dickson, Nauila Dawai, Nick Ealey, Peter Breen, Tony Ensor.
Northland: Matt Wright, Whiria Meltzer, Brook Gilmore, Troy Gilbert, Jone Macilai-Tori, Daniel Hawkins, Sonatane Takulau, Cameron Eyre, Jack Ram, Dan Pryor, Tom Murday, Shane Neville, Namatahi Waa, Matt Moulds, Ross Wright.
Riserve:  Howard Siloto, Will John, Mike Stolberg, Kara Pryor, Kurt Davies, Latiume Fosita, Warren Dunn.
Scrito da Unknown Il 9/10/2014 10:42:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Joe Kamana al debutto da titolare per i Rising

Kamana playing for Moorabbin
Kamana con la maglia di Moorabbin
Buone notizie per l’ala Joe Kamana, intervistata da Dotrugby proprio due giorni fa, l’allenatore dei Rising ha infatti deciso di dare un a giornata di riposo a Tom English e ha nominato l’ex giocatore di Parabiago nella formazione titolare per la sfida contro i Perth Spirit di domani sera.
La partita sarà la prima trasmessa in diretta TV per le due squadre e si giocherà di Giovedì anche per evitare la conorrenza di League e Football Austrliano che vedranno durante il week end importanti scontri per i play off giocarsi nella capitale sportiva del Paeese.
L’allenatore Sean Hedger ha fatto solo due cambi, oltre a Kamana, il tallonatore Pat Leafa, che ritrova la maglia da titolare a spese dell’irlandese Tom Sexton, che come Tom English, che ha segnato quattro mete Sabato a Brisbane, si accomoderà in panchina.
Hedger ha lodato Kamana per il suo impegno e ha riconosciuto che English meritava un po’ di riposo: “siamo coscienti della mole di lavoro svolta da Tom English dopo un’intera stagione di Super Rugby e un’impressionante inizio di campionato nell’NRC, sarà importante come sostituto nelle fasi finali della partita”.
“Il contributo di Joe è stato molto importante per i Rising” ha proseguito Hedger “ha contribuito in maniera determinante nel primo e nel terzo turno e ha segnato contro le Sydney Stars. In allenamento lavora molto sodo”.
Joe spera così di essere più vicino a emulare il fratello James e SuperSefa Naivalu che ha fatto storia ieri diventando il primo giocatore della competizione locale ad ottenere un contratto pro con i Melbourne Rebels.

La formazione:

15 Jonah Placid (Melbourne Rebels)
14 Telusa Veainu (Melbourne/Melbourne Rebels)
13 Sefanaia Naivalu (Box Hill)
12 Mitch Inman (Southern Districts/Melbourne Rebels) (Vice Captain)
11 Joe Kamana (Moorabbin)
10 Jack Debreczeni (Endeavour Hills/Melbourne Rebels)
9 Nic Stirzaker (Endeavour Hills/Melbourne Rebels) (Captain)
8 Lopeti Timani (Footscray/Melbourne Rebels)
7 Sean McMahon (Endeavour Hills/Melbourne Rebels)
6 Luke Jones (Moorabbin/Melbourne Rebels)
5 Cadeyrn Neville (Foostcray/Melbourne Rebels)
4 Sam Jeffries (Melbourne Uni/Melbourne Rebels)
3 Paul Alo-Emile (Power House/Melbourne Rebels)
2 Pat Leafa (Box Hill/Melbourne Rebels) (Vice Captain)
1 Toby Smith (Melbourne Uni/Melbourne Rebels)

Riserve: 16 Tom Sexton (Power House/Melbourne Rebels), 17 Tuiatua Tuia (Moorabbin), 18 Cruze Ah-Nau (Footscray/Melbourne Rebels), 19 Pom Simona (Harlequin) (Vice Captain), 20 Sione Taufa (Harlequin), 21 Luke Burgess (Melbourne/Melbourne Rebels), 22 Lloyd Johansson (Harlequin), 23 Tom English (Melbourne Uni/Melbourne Rebels)
Scrito da Unknown Il 9/10/2014 11:59:00 AM Nessun commento Continua a leggere

martedì 9 settembre 2014

Dopo anni di voci confermata la trasferta della Nuova Zelanda a Manu Samoa.

Mercoledì 8 Luglio 2015 sarà un giorno storico per le isole del pacifico, per la prima volta le due squadre si affronteranno in casa dei samoani.
Un giusto tributo tardivo a una nazione che ha dato innumerevoli giocatori alla Nuova Zelanda e che ha contribuito in maniera determinante al successo degli All Blacks che servirà alle squadre a preparare la coppa del mondo e a promuovere nel mondo l'isola del pacifico. 
Troppo spesso le isole del pacifico sono state snobbate dai kiwi che hanno preferito andare a cercare apparizioni ben più lucrose in nazioni in crescita come il Giappone o gli Stati Uniti piuttosto che andare, anche gratuitamente, a giocare nelle isole da dove provengono così tanti dei loro giocatori.
Ogni partita dei neozelandesi attrae un numero enorme di appassionati e non solo e anche in questo caso si tratterà di un evento storico non solo per Samoa ma per tutto il pacifico. Si prevede già un afflusso record di spettatori ad Apia.
Ora non mi resta che convincere mia moglie sulla meta delle prossime vacanze invernali (in Australia a Luglio è inverno), dopotutto alle Samoa si fanno anche immersioni e da Melbourne solo solo 4 ore di volo...
Scrito da Unknown Il 9/09/2014 03:33:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Recupero record per Taf Polota-Nau dopo l'infortunio al ginocchio nella finale di Super Rugby

Il tallonatore era uscito zoppicando durante la finale vinta dai suoi Waratahs contro i Crusaders solo cinque settimane fa, ma un recupero lampo fa sì che sia in campo nella posizione dove i Wallabies sono stati flagellati dagli infortuni quest'anno.
Il pilone al suo 50mo cap sarà affiancato da James Slipper e Sekope Kepu, , come nei test estivi contro la Francia, con la coppia Rob Simmons e Sam Carter alle loro spalle. I cinque avranno vita dura contro il pacchetto avanzato dei Pumas, che anche contro i maestri neozelandesi ha dimostrato di essere molto temibile.

Oltre a Polota-Nau in campo fin dall'inizio un altro Tahs, l'ala Peter Betham che prende il posto del compagno di squadra Adam Ashley-Cooper che ha subito una leggero trauma cranico. Per l'altra posizione resa vacante dagli infortuni Barabba sceglie Ben McCalman al posto di Wycliff Palu, niente da fare quindi per Scott Higginbotham, ancora in panchina.

La cerniera di centrocampo vedrà ancora Phipps far coppia con Foley, dietro a loro il duo dei Brumbies Toomua - Kuridrani al centro. Beale pronto a subentrare nella ripresa per ricreare la catena di ricevitori dei Tahs che ha data la vittoria ai Wallabies contro gli Springbok in extrems.

La formazione:
15 Israel Folau
14 Peter Betham
13 Tevita Kuridrani
12 Matt Toomua
11 Rob Horne
10 Bernard Foley
9 Nick Phipps
8 Ben McCalman
7 Michael Hooper (c)
6 Scott Fardy
5 Rob Simmons
4 Sam Carter
3 Sekope Kepu
2 Tatafu Polota-Nau
1 James Slipper
Riserve: 16 James Hanson, 17 Pek Cowan, 18 Ben Alexander, 19 James Horwill, 20 Scott Higginbotham, 21 Matt Hodgson, 21 Nic White, 22 Kurtley Beale
Scrito da Unknown Il 9/09/2014 02:24:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Primo frutto tangibile della nuova competizione nazionale Australiana e momento storico per il rugby del Victoria

Si tratta infatti del primo caso in cui un giocatore della competizione regionale del Victoria passa direttamente in Super Rugby e il primo dei giocatori dell'NRC 2014 a ottenere un contratto da professionista grazie alle sue prestazioni nel torneo.
L'ARC nel 2007 ha portato sulla scena nazionale backs come Kurtley Beale, Christian Leali'ifano e Nick Cummins, per citarne alcuni, che ora sono riconosciuti a livello internazionale come stelle del rugby, Sefanaia (Sefa) Naivalu potrebbe essere il prossimo back nato dalla competizione nazionale a fare storia; altri potrebbero essere Samu Kerevi dei Brisbane City, Andrew Kellaway del NSW Countries, Dave Feltscheer di North Harbour o James Dargaville delle Sydney Stars.
Il centro di Box Hill è stato il miglior marcatore del Dewar Shield e è l'unico giocatore a non essere già parte della rosa dei Rebels a essere partito titolare in tutte le partite dell'NRC, dove ha già segnato tre mete.
SefaSigns
Sefa Naivalu firma il contratto sotto lo sguardo del General Manager Baden Stephenson
Le sue prestazioni e il suo approccio dentro e fuori dal campo hanno evidentemente convinto l'allenatore dei Rebels Tony McGahan a dargli una chance nel mondo professionistico: "l'opportunità di realizzare un sogno, diventare un giocatore professionista è adesso realtà, ma ora inizia il duro lavoro per raggiungere gli standard dei Rebels".
Un punto fatto proprio dal giocatore: "è sempre stato il mio sogno e sono molto orgoglioso dell'opportunità ricevuta" ha detto SuperSefa, come è stato presto rinominato dai tifosi dei Rising, "ora devo dimostrare il mio meglio, rendendo al massimo con i Rising e con i Rebels".

Naivalu è arrivato a Melbourne da poco più di un anno dalle natie isole Figi grazie a un programma denominato Rugby Plus che ha visto diversi giovani figiani approdare ai Box Hill Broncos.

L'ambientamento dei giocatori è stato immediato e dopo una sola stagione i Broncos sono passati dal cucchiaio di legno e zero vittorie alla finale del Dewar Shield.
Il giocatore ha ringraziato il proprio allenatore ai Broncos Andrew Slyfield per averlo aiutato a passare dallo stile di gioco molto aperto a cui era abituato alle isole Figi a un modo di giocare più strutturato e si è detto orgoglioso di rappresentare Box Hill nel Super Rugby.
Seyfield ha dichiarato: "tutti a Box Hill sono orgogliosi, merita questa opportunità per il suo duro lavoro e il suo atteggiamento. Un giocatore che è un piacere allenare!"

Super Sefa con membri del Box Hill club
Super Sefa con membri del Box Hill club

Scrito da Unknown Il 9/09/2014 01:29:00 PM Nessun commento Continua a leggere

lunedì 8 settembre 2014

Con l'Italia ancora nel cuore

Oggi abbiamo incontrato Craig McGrath, Lloyd Johansson e Joe Kamana prima dell'inizio del primo allenamento settimanale dei Melbourne Rising che giocheranno Giovedì sera la quarta giornata dell'NRC. I tre hanno calcato in periodi diversi in Italia i campi da rugby italiani, i primi due sono stati due stagioni ciascuno a Viadana in Super 10, l'ultimo una stagione a Parabiago in Serie B.
Ora Craig è nello staff degli allenatori dei Rising mentre Lloyd e Joe hanno già fatto il loro esordio in NRC e segnato i loro primi punti.

22metri: Ciao, ragazzi allora partiamo con il principio, cosa vi ha spinto ad andare in Italia?
Craig: Mi chiamò quello che divenne il nuovo allenatore di Viadana all'epoca (2006), Jim Love, mi aveva allenato ai New Zealand Māori e mi chiese di andare con lui in Italia.
Lloyd: a me mi chiamò il mio manager e mi propose di andare a Viadana dopo che aveva parlato con la dirigenza del club
Joe: Io invece sono stato contattato da un giocatore che giocava negli Harlequin e mi ha consigliato di andare in Italia. Sono partito per fare un provino, ma poi mi sono fermato tutta la stagione.

22m: E qual'é stata la vostra prima reazione, cosa sapevate del rugby italiano?
Craig: La prima cosa che ho fatto è stata andare su internet e cercare informazioni su Viadana, poi ho chiamato un paio di giocatori che conoscevo e ho fatto loro un po' di domande.
Lloyd: Eh già per fortuna che c'é internet!
Joe: Anch'io non sapevo proprio nulla, ma mi sono fidato del consiglio

22m: Si è trattato della prima volta in Italia per tutti e tre?
Craig e Joe: Sì, prima volta in assoluto!
Lloyd: Sì anche per me, sono salito su un aereo e via verso un nuovo mondo.

22m: E come ve la siete cavata con la lingua e con l'ambientamento con i compagni?
Craig: Molti compagni di squadra erano di lingua inglese, allenatore compreso, quindi parlavamo in inglese e all'inizio avevamo un traduttore per parlare con qualcheduno degli italiani che non parlava bene inglese. Nel contratto però avevamo delle lezioni d'italiano e al termine dei due anni era il contrario, parlavamo tutti italiano e io me la cavavo molto bene. Ma ora però ho dimenticato tutto.
Joe: Io conoscevo solo un giocatore e solo altri due parlavano inglese, quindi all'inizio è stato difficile comunicare, ma mi hanno mandato a scuola per imparare la lingua e le cose sono migliorate.
Lloyd: Anch'io conoscevo solo un giocatore prima di arrivare, ma ho incontrato subito molti amici. E anch'io avevo imparato l'Italiano, ma ho dimenticato molto. Peccato.

22m: Come ti sei trovato a vivere in Italia? Ci tornereste?
Craig: Fantastico, mio figlio è nato in Italia, mia moglie l'adora, abbiamo ancora molti amici lì, ci siamo già tornati diverse volte quando eravamo in Irlanda, ma vorrei un giorno tornare e allenare una squadra
Joe: passati i primi periodi di adattamento con la lingua e la cultura diversa, mi sono trovato benissimo! Tornare non saprei, forse più in la nella carriera
Lloyd: Non si sa mai, sono stato in Italia e in Giappone, sono sempre pronto a nuove esperienze, ci potrei tornare, non si sa mai!

22m: Un bilancio dell'avventura italiana?
Craig: Davvero buono, mio figlio è nato lì quindi abbiamo sempre un legame particolare con il Paese, la cultura, il cibo, il vino, il modo di vivere. Viadana poi è una città molto vivibile.
Lloyd: un po' piccola però! Io abituato a Melbourne e al Brisbane… All'inizio mi sembrava di essere in un paesino, ma poi mi sono trovato benissimo anch'io
Joe: Ma l'Italia è bellissima, a me è rimasta nel cuore Venezia. E poi il cibo.
Lloyd: Tutta un'altra cosa rispetto al cibo italiano che si trova qui in Australia! Un bilancio decisamente positivo anche per me.

22m: Che impressione hai avuto del rugby italiano?
Craig: In crescita, decisamente in crescita, ho notato la differenza già tra il primo anno e il secondo. Certo ora con le due squadre in Celtic League il campionato di Eccellenza ne ha sofferto un po', ma ne vale la pena, peccato per gli Aironi che sono spariti. Ma i risultati a livello internazionale sono davvero convincenti.
Lloyd: sì lo standard decisamente mi ha sorpreso in positivo. Ma ho fatto molta fatica con lo stile arbitrale, così diverso da qui.
Joe: lo standard in Serie B invece è un po' più basso a quello che ero abituato nel Dewar Shield, ma c'é comunque molto talento inespresso. Ho fatto del mio meglio per aiutare i compagni per quello che potevo.

22m: Hai ancora amici in Italia con i quali ti senti ogni tanto?
Lloyd: sì ho ancora contatti con diversi giocatori in Italia
Craig: Certo anch'io, e poi il padrino di mio figlio è in Italia, ci sentiamo regolarmente
Joe: e poi con Facebook è facile, anche se devo spesso usare un traduttore on-line, il mio Italiano non è all'altezza!

22m: Un saluto ai vostri amici in Italia?
Tutti e tre in coro: Ciao Bella Italia!


Da sinistra a destra Joe Kamana, Lloyd Johanson e Craig McGrath

Il neozelandese Craig McGrath, un passato due stagioni a Viadana dal 2006 al 2008, con una Coppa Italia in palma res, è ora l'allenatore degli Harlequin campioni del Dewar Shield del Victoria e vice di Sean McMahon ai Melbourne Rising nell'NRC. In passato ha giocato nel Super 14 con i Blues e nel campionato provinciale neozelandese con Auckland e con North Harbour, ha rappresentato i New Zealand Māori nel 1997-99 e 2004-05.
Lloyd Johanson, nato a Melbourne, di origini insolitamente tongano-svedesi, è stato un prodigio del rugby Australiano, ha fatto parte delle rappresentative giovanili e a vent'anni era in nazionale. Dopo tre stagioni ai Reds si è un po' smarrito e ha iniziato a girare il mondo. Nel 2008 è arrivato a Vidadan, dove è rimasto due stagioni, finendo per due volte la corsa in campionato in finale. Dopo un'esperienza in Giappone è tornato a Melbourne e ora gioca con gli Harlequin e i Rising.
Joe Kamana, il più giovane del terzetto ha passato una stagione ai Rooster di Parabiago in Serie B e, tornato in Australia gioca nei Moorabbin Rams e nei Rising. È il fratello minore di James, ex Lions.
Scrito da Unknown Il 9/08/2014 10:21:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Per un Wallaby che torna ce ne potrebbe essere uno che se ne va.

Le trattative tra la federazione australiana e il giocatore sarebbero, a quanto afferma il Sun, in stallo.
Dopo l'infortunio alla spalla che ne ha interrotto bruscamente la stagione, l'Inutile è finito in una specie di dimenticatoio, complice l'opaca stagione dei suoi Reds e del suo compagno di squadra Will Genia. Barabba ha puntato prima su Kurtley Beale numero 10 e ora si sembra ravveduto e ha deciso di dare la maglia numero dieci a un'apertura titolare come Bernard Foley.
In maniera simile, in attesa del pieno recupero di Genia, il mediano di mischia titolare è stato prima Nick White e ora è Nick Phipps, in una cerniera di marca Waratahs.
Cooper aveva già avuto numerose offerte dall'estero dopo la sua famosa critica alla federazione australiana, quando definì l'ambiente della nazionale tossico e nocivo per lui.
Dopo tale affermazioni e l'esclusione dai Wallabies ad opera di Robbie Dean, il giocatore accettò una forte riduzione dello stipendio e una serie di clausole nel nuovo contratto. Una piccola umiliazione che lo paragonava a una recluta qualunque e non al titolare della nazionale che per ultima vinse il TriNations.
Ma all'epoca c'era all'orizzonte l'arrivo di Barabba alla guida della nazionale e con esso la svolta Reds, infatti le prime convocazioni furono un chiaro sengale non solo che l'Inutile era ben accetto, ma che le ripicche erano terminate.
Ora pare che il pendolo stia pendendo più per la regolatezza che per il genio e se l'andamento dovesse essere confermato una volta Cooper sarà al 100%, una partenza del giocatore verso i dorati lidi francesi o giapponesi pare più che mai probabile.
Non sono mai stato un grande estimatore del giocatore, Il mio soprannome "l'Inutile" (sempre con la I maiuscola si intenda) è dato dalla sua scarsa capacità difensiva e dal rischio sempre presente che faccia degli errori determinanti per la sua voglia di strafare. Ma Cooper è Inutile come ogni cosa bella, che se la si può permettere non è inutile ma che altrimenti diventa un peso.
Sarebbe comunque una gran perdita per il rugby australiano se Cooper decidesse di andare via, una perdita in termini di fantasia e di carisma, un giocatore in grado di cambiare una partita e di far venire voglia a tanti ragazzini di giocare a rugby.
Doppiamente peccato perché il prossimo centrocampo dei Reds con il folletto Genia 9, l'Inutile Cooper 10 e il Bimbominkia O'Connor 12 promette meraviglie e se Carmichel Hunt si adattasse alla posizione di estremo così come ha fatto l'altro ex League e ex AFL Israel Folau, allora il rimpianto sarebbe ancor maggiore.
Intanto Mourad Boudjellal secondo me sta già contando gli spiccioli rimasti per fare un'offerta...e a chi interessasse la translitterazione in Giapponese di Quade Cooper è クエイドクーパー, tenetela nel cassetto, potrebbe venir bene!

Scrito da Unknown Il 9/08/2014 02:09:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Il nuovo idolo del McLean Park dovrà stare fuori dallo stadio per due anni."Miravo a Richie" sono state le parole della venticinquenne Rose Kupa.


Rose ha interrotto la partita nei minuti finali con la sua corsa lungo tutto il campo che si è conclusa con un placcaggio da parte degli addetti alla sicurezza.
Mentre veniva allontanata dal campo la ragazza ha dato una pacca sul sedere a Israel Dagg, il quale si è fatto una sana risata sull'accaduto. Ma il vero obiettivo della streaker era Richie McCaw.
Per la loro bravata la Rose e l'amica che l'ha aiutata sono state condannate all'impossibilità di entrare nel McLean Park di Napier per i prossimi due anni.
La polizia della cittadina neozelandese le ha identificate ma non ha preso alcun provvedimento dato che entrambe sono incensurate, hanno collaborato con gli agenti e non erano ubriache al momento dell'arresto, ma il consiglio comunale ha deciso per la condanna.
Se Dagg e gran parte dei giocatori non si sono scomposti più di tanto per l'accaduto, meno concilianti sono state le parole di Steve Hansen: "(gli addetti alla sicurezza) hanno fatto un gran bel lavoro nel placcarla, ma avrebbero dovuto prevenire che entrasse in campo- sarebbe stato meglio", l'allenatore l'ha inoltre definita in maniera colorita come una seccatura (a pain in the backside)




Scrito da Unknown Il 9/08/2014 01:14:00 PM Nessun commento Continua a leggere

sabato 6 settembre 2014

Una brutta Australia batte il Sud Africa in extremis.

I Wallabies recuperano uno svantaggio di nove punti nell'ultimo quarto di gara, anche grazie alla superiorità numerica conquistata al 25esimo della ripresa per un cartellino giallo dubbio ai danni di Brian Habana, alla sua centesima presenza con gli Springbok. Il fallo dell'ala del Toulon non è apparso meritevole di ammonizione a dire il vero.
Alla fine il Sud Africa paga più una tattica troppo conservatrice che la decisione arbitrale. Infatti gli Springbok hanno dominato gran parte del secondo tempo sia nel possesso sia nel territorio, ma si sono limitati a calciare per tre punti invece di andare a cercare la meta.
I Wallabies si possono dire fortunati per la vittoria all'ultimo minuto e devono ringraziare oltre ai nervi saldi di Bernard Foley la decisione di McKenzie di far entrare Kurtley Beale come secondo ricevitore nel quarto d'ora finale. Decisone che ha praticamente ricreato la linea dei backs dei Waratahs, con il solo Kuridrani non membro della squadra campione del Super Rugby, e che ha dato la meta decisiva all'Australia.

Horne, eroe della serata
La partita era iniziata con una meta lampo dei Wallabies con Folau, ben servito da Toomua, oltre la linea bianca dopo soli 80 secondi di gioco.
Gli Springbok si sono prima avvicinati con un piazzato di Steyn e poi sono passati in vantaggio al 14' grazie a  una bella meta di Hendrick che ha sfruttato lo spazio creatosi sulla destra.
Da lì è iniziato un lungo susseguirsi di calci in gioco aperto che hanno visto protagonisti Folau e le Roux. L'estremo dei Wallabies è apparso decisamente in difficoltà e ha spesso regalato metri preziosi agli avversari.
Il vantaggio del Sud Africa è durato fino a inizio ripresa quando un piazzato di Foley ha dato il momentaneo pareggio ai padroni di casa.
L'inerzia della partita da quel momento è stata però decisamente dalla parte degli ospiti che sono andati a segno per tre volte consecutive sfruttando soprattutto una mischia dominante.
Il vantaggio degli Springbok è durato fin oltre alla citata ammonizione di Habana grazie anche a una difesa molto solida sulla linea di meta.
Ma l'ultima parola è toccata all'Australia in meta con un'azione di chiara marca Waratah che ha visto la palla passare da Foley a Beale, a Folau, a Kuridrani, ancora a Foley ed infine a Horne, che ha schiacciato oltre la linea bianca.


Australia 24 (11):
Mete: Folau 2', Horne 79'
Trasformazioni: Foley 1/2
Piazzati: Foley 4/4

Sud Africa 23 (14):
Mete: Hendricks 14'
Trasformazioni
Piazzati: Steyn 6/6
Scrito da Unknown Il 9/06/2014 10:35:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Gli All Blacks battono i Pumas senza brillare 

Partita bruttina nella pioggia di Napier, dove gli All Blacks mettono a segno quattro mete ma dove il pubblico si esalta maggiormente per una streaker nuda che percorre tutto il campo a cinque minuti dalla fine tra i boati di  incoraggiamento degli spettatori che per lo spettacolo dei trenta in campo.
La vittoria era di rigore e il punto bonus messo a segno è una buona ipoteca sul terzo Championship su tre, ma dalla Nuova Zelanda ci si aspettava di più.
Buona la prova dell'Argentina, ma la mancanza di fantasia o di alternative in avanti ha impedito ai Pumas di essere pericolosi sul tabellone.

Nel primo tempo gli All Blacks raccolgono ben più di quanto seminino e chiudono in vantaggio 13 - 6 grazie a due mete abbastanza episodiche.
Nel primo caso grazie a un calcetto a seguire di Conrad Smith che smarca Julian Savea, nel secondo su un buco di Barrett a seguito di una mischia dove un rimpallo ha favorito i neozelandesi.
L'Argentina non sfigura ma non riesce a trovare il varco giusto nella difesa neozelandese. Sanchez e Amorosino si trovano costretti a tentare il drop, ma entrambi non sono precisi. Gli unici punti degli ospiti arrivano da calci piazzati con Sanchez preciso in entrambe le occasioni.

La ripresa è iniziata con un lampo di Julian Savea che ha segnato la terza meta della Nuova Zelanda.
I Pumas hanno avuto il merito di non demoralizzarsi e avrebbero anche segnato una meta al 58' se l'arbitro non avesse incredibilmente deciso per un in avanti su una stoppata di Senatore su calcio di Nonu ed avesse annullato la meta del numero otto.

Aaron Smith ha chiuso definitivamente i giochi a sei minuti dalla fine segnando una meta sotto i pali dopo una mischia ai cinque metri argentini.

I Pumas hanno finiyo in avanti ma ancora una volta non sono riusciti a infrangere il muro dei kiwi eretto sulla linea di meta.

Barrett buona gara all'apertura per i 55 minuti in cui è rimasto in campo prima di essere sostituito da Colin Slade, ha propiziato la seconda meta degli All Blacks, ma ha sbagliato troppo dalla piazzola, dove ha messo ha segno solo un calcio su cinque, mancando anche da posizione agevole
Molto buono il ritorno di Israel Dagg estremo: impeccabile nel posizionamento e preciso al piede.
Scrito da Unknown Il 9/06/2014 07:25:00 PM Nessun commento Continua a leggere

venerdì 5 settembre 2014

Vittorie per Canterbury e Tasman con eguale punteggio, Northland passa sui neo detentori del Ranfurly Shield

Dopo la vittoria di Manawatu ai danni di Bay of Plenty di Mercoledì sera, ieri si è giocato il derby tra Canterbury e Otago e oggi Tasman Waikato e Northland Hawke's Bay.

Otago - Canterbury 16 - 23: dopo un inizio decisamente a favore dei padroni di casa, forse ancora galvanizzati dalla netta vittoria contro i cugini di Southland, i campioni in carica hanno iniziato a fare punti senza però dilagare come avvenuto nelle loro tre precedenti uscite. Allo scadere del primo tempo Canterbury ha risposto alla meta iniziale di Spence con una marcatura di Manu accordata dopo numerosi replay e ha concluso la prima frazione sotto di 3 punti sul 13-10 per i cinghiali. Nella ripresa Canterbury ha allungato e si è portata in vantaggio grazie a una meta di Thompson propiziata da un passaggio smarcante di Mo'unga. L'apertura, come il suo opposto Parker non ha sbagliato nessun calcio: 5/5 per il rossonero, 4/4 per il gialloblù.
Parker ha segnato gli unici punti per i padroni di casa nella ripresa su un piazzato a cinque minuti dal termine, ma i suoi non hanno avuto la forza per andare a segnare la meta che avrebbe dato loro il pareggio.
La partita si è giocata quasi interamente nella tristezza delle mischie ordinate non contestate per via degli infortuni ai piloni di Otago nei primi minuti. Chi si lamenta delle eccessive perdite di tempo nelle mischie, si ricreda: vedere sedici  giocatori raggruppati ad aspettare l'inevitabile uscita del pallone è penoso.

Tasman - Waikato 23 - 16: partita segnata dalle occasioni perse da entrambe le parti con almeno due mete per parte mancate per un in avanti clamoroso.
Eroi del primo tempo i Makos Malneek e Banks, il primo segna una fantastica meta in solitario con una corsa ubriacante poi nega a McBride la meta del pareggio, il secondo mette a segno tre piazzati da par suo e nega una meta a White.
Malneek vicino al raddoppio ad inizio del secondo tempo ma il pallone gli scivola dalle mani nel secondo sforzo tentando di schiacciare a terra, ma è Waikato ad andare a segno con su un'azione in velocità che taglia la difesa di Tasman. I Mooloos giocano decisamente meglio nella ripresa e McKenzie con due piazzati raggiunge il pareggio al 18' della ripresa. Le squadre si allungano in cerca della vittoria e le gambe si appesantiscono, Banks avrebbe la possibilità di dare il vantaggio ai suoi al 32' ma il suo calcio finisce fuori di poco. Tasman comunque ci crede di più e spinge sull'accelerator nei minuti finali a ridosso della linea di meta ospite e passa finemente allo scadere con il possente pilone Halanukonuka alla prima meta in ITM Cup

Northland - Hawke's Bay 23 - 21: le Magpies partono forte sull'onda dell'entusiasmo per la conquista del tronco ai danni di Counties la settimana scorsa. Northland dimostra di essere molto migliorata quest'anno e agguanta la vittoria all'ultimo con una meta di Stolberg, sotto la pioggia battente Hawkins realizza la difficile trasformazione.
Scrito da Unknown Il 9/05/2014 11:21:00 PM Nessun commento Continua a leggere

giovedì 4 settembre 2014

L'NRC ci offre un'altra partita molto combattuta e giocata a ritmi altissimi.

Ancora a segno per le Eagles Andrew Kellaway, l'ala ha realizzato due mete stasera e ha così portato il proprio bottino a sei in tre gare. Molto determinante per il risultato finale di 33 - 21 anche la precisione dalla piazzola di Sam Windsor. L'apertura ha messo a segno anche due piazzati nei minuti finali, cosa piuttosto inusuale nell'NRC, che hanno reso la partita fuori portata per i Rays.
La squadra di North Harbour ha mostrato di essere indietro con la preparazione e di non essere ancora riuscita a trovare l'amalgama giusta tra i reparti, nonostante il turno di riposo avuto a disposizione la settimana scorsa. Il talento è decisamente presente, ma gli automatismi stentano ancora ad arrivare.

Scrito da Unknown Il 9/04/2014 11:14:00 PM Nessun commento Continua a leggere

Il trentasettenne Matfield titolare a Perth.

Com'era triste Matfield a bordo campo
Heyneke Meyer, il fossile della tattica rugbistica, non si smentisce e per la sfida contro l'Australia inietta la seconda linea riemersa quest'anno dopo due anni di ritiro dal rugby giocato.
In una squadra dall'età media di 28.2 anni, oltre al veterano Matfield, spiccano gli ultratrentenni de Villiers, Habana, Steyn e Pienaar. A far loro da contrasto il più giovane in campo, il centro Serfontein, classe 1993, che conta già 12 presenze con la maglia degli Springbok e che subentra a de Allende per la terza uscita del Sud Africa nel Rugby Championship 2014.
Come termine di paragone, i Wallabies hanno un'età media di 25.8 anni con i due più anziani, Ashley-Cooper e Fardy nati nel 1984.
Ma età a parte, se Matfield non si discute come classe e tecnica, la formazione scelta dal fossile offre alcuni spunti interessanti, come la scelta di schierare Adriaan Strauss tallonatore titolare al posto di Bismark du Plessis, uno dei più temibili interpreti del ruolo, e l'esclusione di Handré Pollard con la conseguente assegnazione della maglia numero dieci al lento ma inesorabile cecchino Morné Steyn con Pat Lambie a fare da possibile rincalzo nella ripresa.
Sembra quindi chiaro che Sud Africa punterà su una tattica conservatrice, mettendo sotto pressione la prima linea australiana per guadagnare falli e o cercando di accumulare punti dalla piazzola con moviolone Steyn o puntando sulla spinta da touch. Per il dominio territoriale i sudafricani si affideranno come di consueto ai calci di le Roux cercando di indurre in errore il suo opposto Folau. In casi estremi si ricorrerà anche alle azioni alla mano, dopotutto Habana e Hendricks sono due dei giocatori più veloci in circolazione. Una tattica che ha dato molti frutti agli Springbok in passato, appunto.
Per il rugby moderno i tifosi sudafricani dovranno ricordarsi si mettere la sveglia presto e seguire Nuova Zelanda - Argentina

Calcio d'inizio alle 18:05 locali, le 12:05 in Italia

La formazione:

15 Willie le Roux
14 Cornal Hendricks
13 Jan Serfontein
12 Jean de Villiers (c)
11 Bryan Habana
10 Morné Steyn
9 Ruan Pienaar
8 Duane Vermeulen
7 Marcell Coetzee
6 Francois Louw
5 Victor Matfield (vc)
4 Eben Etzebeth
3 Jannie du Plessis
2 Adriaan Strauss
1 Tendai Mtawarira

Riserve: Bismarck du Plessis, Trevor Nyakane, Marcel van der Merwe, Lood de Jager, Warren Whiteley, Francois Hougaard, Pat Lambie, Damien de Allende
Scrito da Unknown Il 9/04/2014 02:28:00 PM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 3 settembre 2014

I Turbos provvisoriamente in testa alla classifica del Championship con una bella vittoria sugli Steamers.
Ancora una buona prova del giovane Otere Black che dimostra dopo l'esordio a Wellington di essere l'ennesima scoperta del campionato provinciale più bello del mondo. L'apertura oltre ad aver realizzato  4 piazzati su 4 e una trasformazione, ha ben orchestrato l'attacco e non ha sfigurato in difesa.
Per i padroni di casa, che oggi sfoggiavano una maglia speciale per raccogliere fondi per l'ospedale infantile con il quale collaborano da anni e per al quale hanno già donato diecimila dollari, le mete dei fratelli Trudeu e di Kiri Kiri hanno garantito un vantaggio sufficiente a rimanere davanti fino all'ultimo.

Per gli Steamers, che hanno visto l'ingresso in campo negli ultimi venti minuti dell'azzurro Josh Sole, non è bastato il rush finale per agguantare il pareggio. Due mete, di cui una sola trasformata, negli ultimi minuti dalla prima linea sono bastate solo per il doppio punto bonus.
Scrito da Unknown Il 9/03/2014 10:41:00 PM Nessun commento Continua a leggere
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