mercoledì 31 dicembre 2014

Australia: Hooper, tanto rumore per nulla

Nel mio articolo su DotRugby.it ho pesato le parole, ma avrei voluto essere più duro, più duro con questo giornalismo fatto da santarelli che si indignano per ogni cretinata episodio minore, che sono subito pronti a saltare alla gola di qualunque giocatore, che si rende protagonista di un'inezia.
Hooper sarà pure il capitano della nazionale e dei Waratahs campioni del Super Rugby, ma è pur sempre un ragazzo di 23 anni in vacanza tra Natale e Capodanno, che abbia bevuto un paio di birre e che abbia un po' scherzato con un amico non mi pare una cosa così strana. I due si sono scusati, hanno rimesso il cartello stradale a posto e tutto è finito lì, senza il bisogno di altro.
Ma ciò non è bastato a chi vuole trovare in ogni angolo una notizia, fare di ogni mosca un elefante.
Lasciamo stare Michael Hooper ai suoi 23 anni e concentriamoci su episodi più seri, nel caso accadano.
Buon Anno! 
Scrito da Unknown Il 12/31/2014 09:06:00 AM Nessun commento Continua a leggere

mercoledì 10 dicembre 2014

Emozioni speciali a Twickenham nel tradizionale match tra Oxford e Cambridge

La 133esima edizione della sfida tra le due università più prestigiose del Regno Unito verrà dedicata alla memoria dei 55 studenti, 27 Oxford Blues e 28 Cambridge Blues, che persero la vita nella grande guerra, scoppiata in Inghilterra cento anni fa.
Tra i giocatori che persero la vita nel conflitto ci sono 26 ex-nazionali e atleti che furono dei campioni indiscussi del rugby di inizio secolo, come David Bedell-Sivright, capitano di Cambridge nel 1902, 22 volte nazionale per la Scozia e due volte capitano della Gran Bretagna che visitò l'Australia nel 1904 e morto nel 1915 a bordo di una nave ospedale dove prestava servizio come chirurgo.
Altro nome celebre dell'epoca il 17 volte nazionale inglese Ronnie Poulton Palmer che tuttora detiene il record per aver segnato 5 mete nella partita che segnò il suo esordio nel Varsity match.
L'occasione speciale è stata segnata anche dal luogo e dal momento in cui la tradizionale sfida è stata lanciata, il capitano di Cambridge Harry Peck ha infatti ufficialmente sfidato il suo opposto di Oxford, Jacob Taylor, durante l'intervallo di Inghilterra Samoa a Twickenham
Le due squadre a Twickenham per il tradizionale lancio della sfida
Sul piano sportivo Oxford è alla ricerca di una storica cinquina, che rappresenterebbe un record per i dark blue, ma che non basterebbe a sorpassare nel numero totale di vittorie i rivali di Cambridge che conducono di misura 61 a 57.
Dal punto di vista della qualità la sfida ha perso negli anni il fascino di un test match, molti dei giocatori, seppur di  buon valore faticherebbero a trovare un posto da titolare nelle rispettive nazionali e forse anche nei club dei campionati più prestigiosi, ma il fascino un po' antico di questa sfida è innegabile.
Come molte delle cose che arrivano dall'Inghilterra, il Varsity Match è al tempo stesso anacronistico e moderno. Anacronistico perché ci rimanda a un tempo in cui l'elite giocava a rugby rifiutando ogni possibile menzione di professionismo, dove i giocatori smettevano i panni dei rugbisti per tornare ad essere studenti prima e professionisti stimati poi. Moderno perché ci dimostra come questo paese riesca sempre a modificarsi e a ripresentarsi sulla scena mondiale proponendo anche una partita di rugby come un tributo alla tragedia della grande guerra e una strizzatina d'occhio al marketing per le nuove reclute delle università inglesi.

Le formazioni:


Oxford University:

15 Jacob Taylor * (Keble)
14  Edward Doe * (Kellogg)
13 Matt Janney * (Oriel)
12 Alexander Macdonald * (St Peter's)
11 Henry Lamont * (New)
10 George Cullen (Kellogg)
9 Samson Egerton * (Keble)
8 George Messum (St Anne's)
7 Gus Jones * (St Catherine's)
6 Fraser Heathcote * (St Edmund Hall)
5 Tom Reeson Price * (Lady Margaret Hall)
4 Fergus Taylor (Regent's Park)
3 Ian Williams * (Kellogg)
2 Nick Gardner * (St Anne's)
1 Lewis Anderson * (Trinity)

Riserve:  16 James Wisson * (St Anne's), 17 James Scaife (Linacre), 18 Guy Western (Pembroke), 19 Graeme MacGilchrist * (University), 20 Will Thomas (Somerville) 21 Henry de Berker (Green Templeton),22 Henry Hughes * (Magdalen), 23 Basil Strang (St Stephen's House)

Cambridge University:

15. Sam Allen (QEGS Wakefield & Robinson)
14. Ilia Cherezov * (Bedford School & St John’s)
13. Toby May * (Skinners’ School & Homerton)
12. Fraser Gillies (Edinburgh Academy & Hughes Hall)
11. George Smith (Glenalmond College & Jesus)
10. Don Stevens *(Grey College, SA & St Edmund’s)
9. Harry Peck * (Bedford School & Homerton, Captain)
8. Sam Farmer * (Bedford School & Wolfson)
7. Hugo Kelly * (KCS Wimbledon & St John’s)
6. Richard Bartholomew * (Berkhamsted School & Jesus)
5. Rob Hall (Ermysted's Grammar & Downing)
4. Jack Baker * (Woodhouse Grove & St John’s)
3. Jacob Poulton (Portsmouth GS & Clare)
2. Tom Pascoe * (Truro School & St John’s)
1. Will Briggs * (Bedford School & Magdelene)
Riserve: 16. Max Montgomery (Bangor GS & Emmanuel), 17. Oliver Exton (Notts HS & Selwyn), 18. Frank Sanders * (Oundle & Magdelene), 19. Charlie O’Sullivan * (Midleton College & Wolfson), 20. Daniel Dass (Belfast Royal Academy & St Catharine’s), 21. Seb Tullie * (Bradford GS & Emmanuel), 22. John Wylde (Eton & Downing), 23. Andy Rees (St Paul’s School & St Catharine’s)

Arbitro Luke Pearce (RFU)
Calcio d'inizio 11 Dicembre ore 14:00 locali
Scrito da Unknown Il 12/10/2014 02:26:00 PM Nessun commento Continua a leggere

domenica 7 dicembre 2014

La morte di Phil Hughes il 27 Novembre ha scosso lo sport australiano

Sono passate oramai due settimane dalla tragica morte del giocatore di cricket Phil Hughes ma la commozione e i gesti in sua memoria non cessano.
Hughes è stato un ragazzo prodigio del cricket, ha segnato il suo primo century, cento punti in un inning, nella sua seconda partita in nazionale, a 20 anni, ed è tuttora il più giovane ad aver segnato un doppio century in un test match. Dopo gli inizi stellari la sua carriera ha subito un lieve assestamento, ma ha proseguito su livelli molto alti fino al tragico 25 Novembre, quando è stato colpito da una palla in maniera fortuita, è entrato in coma ed è morto senza mai riprendere conoscenza due giorni dopo, poco prima di compiere 26 anni.
Il simbolo dei tributi alla memoria del giocatore è quello di mettere una mazza da cricket fuori dalla propria porta di casa. I numeri e i tag che simboleggiano Huges sono #408, il numero progressivo attribuito al giocatore nella lista dei baggy greens, i giocatori della nazionale di cricket, e #63NO, il punteggio del suo ultimo inning, 63, not out.
La nazionale maschile prima della finale al Dubai 7s
Il mondo del rugby, come sempre molto sensibile a tutto ciò che avviene nello sport, ha abbracciato questa serie di tributi, diversi giocatori hanno scritto i due numeri sui loro polsi o sulle fasce attorno alle gambe, i wallabies hanno portato una mazza a Twickenham e le nazionali di 7s hanno portato in campo una mazza durante gli inni nelle finali disputate a Dubai.
Gesti che significano molto per un ambiente scosso come quello dello sport australiano.
La nazionale di cricket ha rinviato l'inizio della propria serie contro l'India, un atto che non ha ricevuto nessuna critica da parte di quanti con il cambio di programma potrebbero averci rimesso.
Ma è ora il momento di passare dal giusto periodo del lutto e della riflessione a quello dell'azione, per dimenticare non il giocatore, ma per ricominciare a vivere e a giocare, per onorarne la memoria non con tributi ma con vittorie sul campo, come avrebbe voluto lui.
Forse rivedremo mazze in campo e i suoi numeri per lungo tempo, sperando che ciò non diventi un gesto sterile, ma che rimanga un momento per ricordare un campione che non c'è più.
La nazionale femminile prima della finale al Dubai 7s
Vale Phil Hughes

Scrito da Unknown Il 12/07/2014 10:00:00 AM Nessun commento Continua a leggere
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